La versione di Apple

Fra le funzioni più utili introdotte a partire da OS X 10.7/Lion c’è di sicuro Versions (in italiano Versioni, ma permettetemi di usare l’originale inglese).

Erano moltissimi anni che mancava un sistema di gestione delle diverse versioni dei file (quasi) integrato con il sistema operativo (il motivo del quasi lo si trova più sotto).

Da quanto ricordo, uno dei primi sistemi operativi che implementava un sistema rudimentale di gestione delle versioni dei file è stato il VMS della Digital Equipment Corporation (DEC) che negli anni ’80 dominava, con i minicomputer della serie VAX, nei dipartimenti universitari scientifici di tutto il mondo.

Ad ogni salvataggio di un file, il sistema operativo creava una nuova versione, distinta dalle altre da un un numero progressivo. Era anche possibile cancellare le versioni salvate, singolarmente o a gruppi. Un po’ rozzo ma, per i tempi, efficace.

Chi ha usato il VAX in quegli anni ricorda ancora di essere stato istruito (o meglio, catechizzato!) a non usare mai, mai, mai il comando del _._;* con il quale si cancellavano tutte le versioni di tutti i file.

Io, purtroppo, l’ho fatto! Una sola volta, ma l’ho fatto.

L’errore mi ha obbligato a riscrivere da zero un programma quasi completo, ma da allora sono diventato un maniaco dei backup.

Torniamo ad oggi e a Versions. A che serve Versions? Non basta Time Machine?

In realtà sono due strumenti profondamente diversi. Time Machine effettua un backup di tutti i file modificati nell’ultima ora, mentre Versions salva automaticamente solo il file su cui si sta lavorando: ogni 5 minuti, ogni volta che si preme cmd + S, e anche ogni volta che si apre o si chiude il file.

Questo permette, in pratica, di recuperare le modifiche fatte ad un file nel corso del tempo: si può sia scegliere di ripristinare integralmente una versione precedente del file (esattamente come Time Machine) o di estrarre solo alcune parti dalle vecchie versioni del file per incollarle in quella corrente.

Appena si comincia a provarlo ci si chiede come si faceva… prima.

Facciamo un esempio pratico.

Ho appena salvato questo documento, che sto scrivendo in Markdown (ne riparleremo di sicuro). Rileggendolo, mi accorgo che alcune modifiche recenti non mi piacciono e decido di ripristinare le parti di testo corrispondenti scritte il giorno prima.

Nessun problema: sposto solo il mouse alla destra del nome del file, in cima alla finestra dell’applicazione. Nelle applicazioni supportate compare un triangolino grigio. Cliccandolo vengono mostrate alcune opzioni che permettono di bloccare o duplicare il file, di ripristinare l’ultima versione salvata o, infine, di scorrere tutte le versioni salvate.

Scelgo quest’ultima opzione. Lo schermo si trasforma in quello, sempre affascinante, di Time Machine, ma questa volta il file su cui sto lavorando viene affiancato da una sequenza di finestre contenenti le versioni precedenti del file, che posso scorrere esattamente come in Time Machine.

Torno quindi indietro nel tempo e scelgo una versione precedente del file, sostituendola al posto di quella corrente. Seleziono la porzione di testo da ripristinare, la copio e uso di nuovo Versions per tornare alla versione più recente del documento, incollandovi il testo appena copiato. Piuttosto complicato da descrivere, ma efficace.

Ma gli sviluppatori Apple sono grandiosi: posso anche copiare il testo da ripristinare dalla versione precedente del documento direttamente nell’interfaccia di Versions, tornare alla versione più recente del documento su cui sto lavorando (senza ripristinare nulla) ed incollare il testo appena copiato dal vecchio file.

Fantastico!

Versions però non è integrato con il sistema operativo ma funziona solo nelle applicazioni scritte appositamente per supportarlo. E in fondo non ha molto senso implementare questa funzionalità in tutte le applicazioni. Ma per quelle in cui serve veramente, è una funzione utilissima. Provare per credere.

Maggiori approfondimenti su Versions si possono trovare nella già mitica recensione di Lion di John Siracusa su ArsTechnica e anche nell’interessantissimo post Mac OS X Lion file versions pubblicato sul blog TeX, Tech and Theory. Fra parentesi, il blog è gestito da un economista: un teorico, un italiano che lavora negli USA, e un utente di LaTeX. Una combinazione straordinaria.

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Pubblicato su software
7 comments on “La versione di Apple
  1. frix ha detto:

    Concordo col tuo giudizio generale.

    […] che sto scrivendo in Markdown (ne riparleremo di sicuro).

    Bene, chissà se allora vedremo anche le famosissime due paginette di LaTeX!
    … della serie: perdono ma non dimentico!
    😉

    Versions però non è integrato con il sistema operativo ma funziona solo nelle applicazioni scritte appositamente per supportarlo.

    Ho spostato un file di texpad su un disco esterno e una finsetrella mi ha avverito che così facendo li file nella nuova destinazione avrebbe perso le versioni precedeetni. Peccato perché si tratta di un archivio in cui invece mi serverebbero proprio anche quelle.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      chissà se allora vedremo anche le famosissime due paginette di LaTeX!

      Signora lei è una donna piuttosto distratta. — Fabrizio De Andrè

      Altro che due paginette, ho scritto ben quattro articoli su LaTeX per Macworld… e ne avrei avuto ancora per un po’… 🙂

      Comunque, stay tuned, prima o poi arriveranno anche qui. Purtroppo non è immediato trasferire i testi originali pensati e impaginati per la carta in un forma adatta al web. Vorrei anche fare qualcosa di più interattivo, purtroppo qui vengono fuori i limiti di un sistema di gestione dei contenuti come WordPress.

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  2. frix ha detto:

    accidenti non ho dato un a capo la citazione finisce dopo supportarlo.
    Mi spiace ma non capisco come posso correggere io.

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