Box – Una alternativa a SugarSync?

Come accennato in un post precedente, ho iniziato a provare alcuni servizi di sincronizzazione cloud per sostituire l’ottimo SugarSync, che fra pochi giorni diventerà solo a pagamento.

In questo periodo Box offre ben 50 GB di spazio di memorizzazione a tutti gli utenti che installano l’applicazione per iOS, uno spazio decisamente superiore a quello offerto dai servizi concorrenti.

Anche se Box può essere tranquillamente usato in un browser tramite interfaccia web, con la possibilità di trasferire i file dal computer al cloud tramite drag and drop (ma non il contrario!), è molto più comodo installare sul Mac una applicazione di supporto che renda automatica la gestione dei documenti sincronizzati.

Ho quindi installato sul Mac l’ultima versione di Box Sync che, come i prodotti analoghi, crea una cartella specifica (e omonima) Box Sync nella cartella Inizio (o home) dell’utente. Tutti i file (o le cartelle) inseriti in Box Sync vengono sincronizzati automaticamente nello spazio cloud dell’utente.

E qui sono iniziati i guai.

L’installatore di Box Sync 4.0 non permette di scegliere la posizione della cartella di sincronizzazione, che risiede automaticamente nella cartella Inizio dell’utente. Questa opzione era presente nella versione precedente di Box Sync ma, stranamente, è stata rimossa nella versione corrente.

Da anni ho l’abitudine a inserire tutte le cartelle speciali dei servizi che uso nella mia cartella Documenti, e questa mancanza di flessibilità mi disturba non poco.

In realtà è possibile selezionare manualmente una posizione diversa per la cartella di sincronizzazione seguendo le istruzioni riportate in questa pagina:

  1. disinstallare il programma;
  2. riavviare il Mac. Nonostante quanto riportato nelle istruzioni suddette, qualche servizio di Box rimane comunque in memoria ed impedisce di cancellare definitivamente la directory ~/Library/Application Support/Box/. Solo un riavvio rimuove il servizio definitivamente dalla memoria;
  3. salvare il file di configurazione com.box.sync.plist contenente il percorso desiderato della cartella di sincronizzazione in /Library/Preferences/ (una directory di sistema!);
  4. reinstallare finalmente Box.

Follia!

Una soluzione inutilmente complicata. E perché poi? Non sarebbe molto più semplice che l’installatore proponga una installazione di default per l’utente medio ed una custom per gli utenti avanzati?

E perché non inserire nel pacchetto di installazione un file LEGGIMI con le istruzioni per una installazione custom prima di installare Box Sync, senza obbligare l’utente a disinstallare il programma e a riavviare il Mac?

E poi, perché il file di configurazione deve essere salvato nella directory di sistema /Library/Preferences/ e non come sarebbe più ragionevole nella cartella ~/Library/Preferences/ dell’utente (la ~ indica per convenzione la cartella Inizio dell’utente che ha eseguito il login)?
I sistemi operativi basati su Unix come OS X separano rigidamente i file di configurazione del sistema da quelli dell’utente, allo scopo di impedire possibili danni al funzionamento del sistema operativo. Obbligare ad editare un file di sistema per configurare un programma utente come Box va contro tutte le buone pratiche di gestione di Unix.

Il tutto è anche poco pratico: come si fa a configurare Box se due utenti usano il Mac con account diversi e ciascuno vuole specificare separatamente la posizione della propria cartella di sincronizzazione? Se il file di configurazione è in /Library/Preferences/ è impossibile, e potrebbe anche creare seri problemi di permessi.

Ma non è finita.

Dopo aver perso un mare di tempo ad installare (e a disinstallare!) Box, decido di provare ad utilizzarlo usando, come sempre, dei collegamenti simbolici (simlink o soft link) per evitare di dover copiare o spostare le cartelle da sincronizzare nella cartella speciale del servizio cloud.

Un collegamento simbolico è un semplice riferimento ad un altro file (o cartella), che viene però considerato dal sistema operativo come un file vero e proprio.

Usare dei collegamenti simbolici permette di simulare il funzionamento di SugarSync anche con i servizi cloud (come Dropbox) che non consentono di selezionare a piacere le cartelle da sincronizzare.

Purtroppo… Box non supporta i collegamenti simbolici. Non si può quindi evitare di copiare (o spostare) i file e le cartelle da sincronizzare nella cartella Box Sync.

Assolutamente incredibile e dilettantesco. Sembra proprio che Box nasca su Windows e sia stato portato (malamente!) a OS X.

Mi spiace ma, anche con 50 GB disponibili gratis, Box non fa per me. Finché non verranno corretti questi gravi difetti mi limiterò ad usarlo per salvare i file sul cloud tramite l’interfaccia web.

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Pubblicato su software
6 comments on “Box – Una alternativa a SugarSync?
  1. frix ha detto:

    Sto cercando anche io alternative a sugarsync, da usare in parallelo a dropbox (uno per certe cose ed uno per altre).
    Al momento sto testando ‘box’, da domani proverò anche bitcasa. Quest’ultimo per liberare dropbox dalle foto ma se funziona bene modificherò l’intenzione di partenza.

    Con box non mi sono posto l’obiettivo di affrontare il problema del posizionamento della cartella ma l’ho subito passivamente. Mi dava un po’ noia inizialmente ma mi sono abituato.
    Più fastidioso invece il fatto che non supporti alcuni formati di file tipo: DEVONthink (ho chiesto preventivamente agli sviluppatori e me lo hanno confermato) o scrivener (questo invece l’ho constatato da solo); in generale penso (ma non sono un tecnico informatico sicché…) che non sopporti le applicazioni che hanno dei packages loro. Sembra funzionare invece con tinderbox.
    Non sopporta manco le estesioni ‘.app’.
    Sono anche io dell’idea che vada usato come ‘clou storage’. Per sicurezzza però ritengo che sia meglio inserire folder zippati. Magari provo coni ‘dmg’ giusto per vedere se escono problemi.
    Ma è un po’ fastidioso dover investire tempo per queste prove. Preferirei fare altro e stare tranquillo.

    Infine grazie a Lux per la segnalazione del tuo nuovo blog che inserisco in ‘Vienna’ per tenermi aggiornato. 🙂

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Veramente strano che Box non supporti i file .app (i file delle applicazioni di OS X) o quelli di Scrivener. In fondo sono solo cartelle annidate.
      Cosa succede se provi a sincronizzarle tramite l’applicazione web?
      Con i .dmg invece dovrebbe andare bene, sono file singoli.

      Comunque è un altro punto a sfavore di Box.

      Grazie per l’interesse!

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      • frix ha detto:

        Ho provato con un’altra app.
        Il log id error riporta: Package files. Sve as a flat file or compressedZIP file and reload. Direi che non gli piacciano i packages.

        Come cloud storage però potrebbe andare. Con tutte le precauzioni del caso (zip e dmg) per non trovarsi azzoppati.

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  2. kOoLiNuS ha detto:

    Neanche la versione precedente mi ha convinto al 100%, tant’é che le ho preferito comunque Copy e Cubby, che uso ciascuno con una logica diversa.

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  3. frix ha detto:

    Li ho provati anche io.

    Copy mi apre un po’ rognoso.
    Bitcasa mi pare sostanzialmente simile, monta un sorta di disco esterno attivabile e disattivabile. Ha il pregio di essere più veloce (perlomeno qui da me che non ho banda larga) e non mi stressa con finestre di autenticazione che si aprono random.
    Cubby non mi ha entusiasmato tantissimo, forse dovre riprenderlo in considerazione.

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  4. Sabino Maggi ha detto:

    Sto usando in questi giorni Copy. Purtroppo non permette di selezionare le cartelle da sincronizzare nemmeno nel modo rudimentale di Dropbox (solo quelle interne alla cartella di sincronizzazione). Sincronizza tutto o niente. Correggo: la selezione delle cartelle da sincronizzare o meno si può fare usando l’applicazione client per il Mac. Non si può invece fare dall’interfaccia web.

    Bitcasa non lo conosco.

    Cubby temo farà la fine di LogMeIn, un altro servizio utilissimo che diventerà solo a pagamento fra pochi giorni.

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