I miei 30 anni di Mac

Ho avuto la fortuna di riuscire ad usare veramente il primo Macintosh 128k, pochi mesi dopo la sua uscita. È stata un’esperienza emozionante e ne ricordo ancora perfettamente tutti i particolari.

Mi stavo aggirando nel vecchio Dipartimento di Fisica di Torino quando un amico mi chiamò furtivamente per trascinarmi senza complimenti in un corridoio secondario del Dipartimento. Lo conoscevo, c’erano alcuni laboratori di elettronica dove lavoravano degli amici tesisti. Ogni tanto passavo da lì per salutare, ma poiché era riservato ai particellari (nel gergo di allora, i fisici che studiavano la fisica delle particelle), non avevo molto da fare lì. Proprio parlando in una stanza con uno di loro, avevo deciso di passare a stato solido (quella che oggi si chiama fisica della materia).

L’amico carbonaro mi portò in una stanza dove non ero mai stato. L’ingresso era quasi bloccato da un vecchio PDP-11, un armadio alto due metri, ormai in disuso.

Oltre il PDP-11 c’era una scrivania, una di quelle tipiche da laboratorio in metallo con i cassetti al lato, e sopra la scrivania… lui!

Sapevo perfettamente cos’era. Avevo letto avidamente le prime presentazioni del Macintosh pubblicate fra febbraio e marzo su Bit e MC Microcomputer, le riviste storiche di microinformatica in Italia. Conoscevo molto bene la Apple: l’Apple II era il computer di riferimento dell’epoca, usatissimo anche all’università, insieme al VAX.

Purtroppo io a casa dovevo accontentarmi di un misero VIC-20 con espansione di memoria da 8(!) kB autocostruita e poi di un Commodore 64, di cui conoscevo ogni locazione di memoria.

Ero abituato a cassoni enormi, ad armadi pieni di lucine e di interruttori, perfino l’Apple II era bello grande. Al confronto il Macintosh sembrava un giocattolo.

Mi sedetti davanti al monitor da 9 pollici, così minuto rispetto ai terminaloni a cui ero abituato, e toccai per la prima volta un mouse. Non ci volle molto per abituarsi, era molto più semplice da usare di quanto immaginassi.

Incredibile! Pochi anni prima, al primo anno di università, usavo ancora le schede perforate. L’anno dopo mi ero intrufolato in una sala terminali di informatica che mi sembrava un paradiso tecnologico. Ero abituato a inserire comandi al computer e ad aspettare la risposta per delle mezz’ore. Ed ora? Ora, invece, tutto quello che facevo compariva immediatamente sul piccolo monitor che avevo davanti.

Era emozionante. Sentivo confusamente di stare osservando il futuro. Il mondo dei computer non sarebbe stato più lo stesso, l’élite dei meccanici, che conoscevano i dettagli intimi del funzionamento dei computer (élite a cui sentivo di appartenere un po’ anch’io) sarebbe stata travolta dai neopatentati, che il computer l’avrebbero solo usato, senza avere la minima idea di come funzionasse. E tutto grazie a un piccolo computer che sembrava un giocattolo, ma che costava come una utilitaria.

Dopo un po’ il mio amico si avvicinò e mi disse: “Ha fatto lo stesso effetto anche a me”.

Era tardi, l’istituto stava per chiudere e dovemmo andare via e lasciare il nostro nuovo giocattolo.

Lo rubarono subito. Non lo vedemmo più.

Advertisements
Tagged with: , , , , , ,
Pubblicato su hardware
3 comments on “I miei 30 anni di Mac
  1. kOoLiNuS ha detto:

    Triste conclusione “alla barese” di un racconto affascinante su una parte di informatica pioneristica…

    Mi piace

    • Sabino Maggi ha detto:

      Guarda, purtroppo devi contraddirti. Tutto è successo a Torino, dove ho fatto l’università. Il che dimostra, purtroppo, che su queste cose l’unità d’Italia esiste veramente.

      Anzi, devo aggiungere, nei primi anni ’80 il Dipartimento di Fisica (ma anche Chimica e simili) erano isole felici. Lasciavamo i cappotti o le borse nei corridoi e nessuno li toccava. Poi iniziarono i furti (fra cui quello del Mac) e da allora le cose sono peggiorate precipitosamente. Oggi gli uffici e i laboratori sono letteralmente blindati. 😦

      Mi piace

  2. frix ha detto:

    Hai fatto tornare indietro di 1/4 di secolo pure me!
    ..il mio primo SE30 (che ancora funziona), il mouse quadratozzo, la stampante a 9 aghi, la bomba che appariva quando word crashava, excel contro lotus123…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informativa
Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o su qualunque altro elemento o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
Follow MelaBit on WordPress.com
Categorie
Archivi
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: