Scegliere (bene) il nome del computer

xkcd: Permanence

Nomina sunt consequentia rerum.
I nomi sono corrispondenti alle cose.
— Giustiniano

Nei giorni scorsi ho visitato un nuovo laboratorio universitario. Mentre mi guardavo intorno, ho visto appesa al muro la mappa della rete locale dei PC. Era uno spunto perfetto per questo blog!

Il laboratorio si chiama GrETA (il nome è inventato) e quindi — con la solita fantasia — i PC sono stati chiamati greta01, greta02, etc.

Apparentemente un modo semplice di gestire la rete locale. Peccato che sia assolutamente sbagliato.

Chiamare i computer con sigle numeriche o codici più o meno semiautomatici li rende indistinguibili l’uno dall’altro. Un po’ come se noi chiamassimo i nostri figli Uno, Due o Tre invece di Roberto, Silvio o Marco.

Dare invece un nome significativo ad un computer permette di identificarlo a colpo d’occhio fra tanti e di associarlo immediatamente alle sue funzioni.

È di sicuro più facile ricordare che il PC che gestisce la stampante comune agli utenti di un ufficio si chiama gutenberg piuttosto che stmpdp02b.

E come per i figli, scegliere il nome “giusto” non è affatto facile, soprattutto quando i computer in gioco sono tanti come in un ufficio o di una azienda.

Non bisogna mai usare nomi contenenti successioni numeriche: pc1, pc2, pc3. Nessun umano riuscirà mai a distinguere pc1 da pc3. E poi, all’arrivo del decimo PC anche l’ordinamento progressivo inizia a sballare.

Non bisogna usare il nome dell’utente associato al computer. Gli utenti cambiano lavoro, i computer vengono trasferiti da un ufficio all’altro e si finisce inevitabilmente per creare confusione.

È proibito anche usare il nome della funzione svolta dal PC: amministrazione, contabilita, posta. Esattamente per lo stesso motivo di sopra: i computer invecchiano, vengono sostituiti da modelli più recenti e possono essere spostati per svolgere funzioni per le quali possono essere ancora adeguati. Se spostiamo il PC amministrazione all’ufficio contabilità per affiancare il vecchio contabilita che non riesce più a sostenere il carico di lavoro, come lo chiamiamo? Certo non contabilita2

L’approccio migliore è quello di scegliere i nomi all’interno di un insieme coerente e sufficientemente ampio.

Vanno quindi bene i nomi di montagne o di animali, i personaggi storici o letterari, perfino (se non si prevede di non dover mai gestire più di un centinaio di computer) i nomi degli elementi chimici.

Parecchi anni fa, ai primordi della diffusione di internet, alcuni miei colleghi decisero di chiamare le loro workstation con i nomi dei sette nani. I guai iniziarono dopo l’ottavo computer, biancaneve.

Un errore simile, ma su scala nettamente maggiore, l’ha fatto la Apple scegliendo per OS X i nomi dei grandi felini. Nomi belli, evocativi di forza ed eleganza, ma sono finiti troppo presto e la Apple è stata costretta a cambiare approccio scegliendo di usare nomi di località della California. Una scelta un po’ banale, analoga a quella di Intel per i nomi dei suoi processori.

Per i computer che gestisco da sempre scelgo i nomi di personaggi tratti dall’Eneide o dall’Odissea. Non perché abbia eccessive fisime letterarie ma solo perché ho cominciato per caso così e trovo che permetta associazioni piuttosto significative.

Anni fa chiamai penelope il computer di una camera pulita a cui poteva accedere solo un numero molto ristretto di persone. Stava molto spesso da solo, e penelope mi sembrò una scelta ovvia. Dopo un po’ presi un computer per il locale accanto, vicino ma nettamente separato dalla camera pulita. Diventò ulisse: era vicino a penelope ma non poteva raggiungerla.

Come chiamare il mio primo notebook con webcam integrata? Sembrava un occhio, diventò subito polifemo. Il computer più potente del gruppo non poteva essere altro che achille. E naturalmente nausicaa era il computer della collega più giovane e carina.

Tornando all’inizio, se fosse stato per me, i computer di GrETA li avrei chiamati marlene, ingrid, audrey, marilyn.

Informazioni più dettagliate si trovano nell’RFC 1178, Choosing a Name for Your Computer e alla pagina web Tips For Naming Computers.

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Pubblicato su software
4 comments on “Scegliere (bene) il nome del computer
  1. Gio ha detto:

    Apprezzo molto questa tua razionalizzazione, sopratutto perché indipendentemente da queste tue ragionevoli considerazioni, e senza aver a che fare “direttamente” con i computer per lavoro (li uso, ma non li gestisco), anche io ho sempre fatto +/- così.

    Ricordiamo qui ad imperitura memoria il primo 486 casalingo “Snoopy” e il primo portatile “Woodstock”.

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  2. Sabino Maggi ha detto:

    Guarda, ci sono pure andato leggero.

    Durante la visita a questo GReTA ho dovuto scrivere un breve documento (in Word, inutile dirlo). Quale? Ma dai, quello (l’unico) collegato alla stampante. Alla faccia delle reti locali, della condivisione, etc.

    Altro ufficio denominato STM: tutti i PC chiamati stm1, stm2, stm3… Uno di questi collegato ad un plotter A0 usato (anche) per stampare i poster per le conferenze.
    Porto il mio file pdf per la stampa, ma non si poteva stampare fino all’arrivo di un collega. Perché? Perché gli altri non ricordavano se il PC collegato al plotter era stm3 o stm7…

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  3. mabal54 ha detto:

    Buona l’idea di usare i nomi degli elementi chimici.
    Anche se non vorrei essere nei panni dell’operatore della postazione “Stronzio”! 🙂

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  4. Sabino Maggi ha detto:

    😀

    Hai ragione. Ma penso anche che in tanti uffici i gestori del sistema avrebbero grande difficoltà a scegliere un solo collega per quella postazione…

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