Un dominio personale

Dopo solo due mesi dalla nascita di questo blog i limiti di WordPress.com sono diventati evidenti, tanto da spingermi ad acquistare (tecnicamente affittare) il dominio melabit.com in modo da poter effettuare una transizione su una piattaforma più flessibile.

Devo ammettere che nel complesso WordPress.com non è affatto male. L’interfaccia di gestione del blog è un po’ pesante, è vero, ma comunque è molto migliorata negli ultimi anni. Anche la configurazione del blog è sufficientemente flessibile, soprattutto se teniamo conto che le funzionalità principali della piattaforma sono totalmente gratuite.

Mi è anche piaciuta la possibilità di poter provare i temi grafici sul sito live, che è l’unico modo per testare in modo approfondito l’effetto reale del tema grafico scelto. Io ho dovuto scartare moltissimi temi che mi piacevano solo perché non mostravano in modo accettabile i (pochi finora) frammenti di codice che ho inserito nel testo dei post. Probabilmente su un semplice sito di prova non sarei riuscito ad accorgermi di questi dettagli, o me ne sarei accorto troppo tardi.

Al confronto, Blogger è tremendo. L’ho provato a lungo prima di decidere e mi è sembrato decisamente meno pratico da usare di WordPress.com. Una delle cose più sgradevoli era il fatto che ogni cambiamento del tema scombinasse completamente l’impostazione del sito: per correggere gli errori dovevo resettare tutto alle impostazioni di default o, a volte, perfino correggere a mano il codice di impostazione dei widget! Per uno strumento rivolto agli utenti comuni e prodotto da un gigante come Google non è certo un buon biglietto da visita.

Però anche WordPress ha gravi limiti. I due più seri e legati fra loro sono l’impossibilità di effettuare il backup del sito e la cattiva implementazione del codice di markdown, utilizzabile per scrivere i post al posto dell’html. All’inizio è successo parecchie volte che il sorgente in markdown venisse convertito in html, senza alcuna possibilità di recuperarlo da un backup.

Per non perdere il sorgente degli articoli sono quindi stato costretto a scrivere il testo degli articoli sul Mac con un editor specifico per markdown (io preferisco MultiMarkdown Composer e Markdown Pro, ma ne riparleremo in dettaglio prima o poi) per poi copiarlo a mano nell’editor online di WordPress.

Decisamente poco pratico, anche perché poi ogni ulteriore correzione prima della pubblicazione del post deve essere sincronizzata con il sorgente sul Mac. E da (anche) sviluppatore, trovo assurdo il dover tenere lo stesso codice in posti diversi, una pratica che induce troppo facilmente all’errore.

Un’altro limite, meno serio, è legato alle immagini. L’upload dei file grafici è molto lento e bisogna necessariamente usare l’html per inserire le immagini nel testo dell’articolo, o almeno io non sono riuscito a farlo in markdown.

Insomma, è arrivata rapidamente l’ora di cambiare. Il nome di dominio personale è il presupposto. Ma per la transizione vera e propria ci vorrà ancora tempo.

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Pubblicato su software
8 comments on “Un dominio personale
  1. kOoLiNuS ha detto:

    Se ti può far piacere, ti offro una via intermedia… ti ‘agganci’ al network di blog di Tevac. Avrai un sito tipo il mio http://koolinus.tevac.com dove puoi scegliere il tuo tema e/o i plugin che vuoi (sempre che siano free o che tu ne detenga la ‘licenza’, come con Nilmini che uso personalmente).

    Assieme a Roberto Rota, infatti, mi occupo della gestione della piattaforma. Altrimenti è lo stesso, ti seguirò comunque!

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  2. Gio ha detto:

    Chiaramente su un sito hostato sui server di WP, son loro che si occupano del backup… mentre per quanto riguarda MD non so se conosci Jetpack (di Auttomatic, che dovrebbe colmare il divario tra WP com e org) e una delle ultime novità è proprio il supporto a http://jetpack.me/support/markdown/

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  3. Sabino Maggi ha detto:

    No guarda, mi sono espresso male. Il backup a cui mi riferivo io è il backup del database che contiene i post e quello della installazione di WP, con le immagini, etc. Entrambi sono essenziali per recuperare il codice originale di post o effettuare la transizione ad un’altra piattaforma.
    Wordpress.com permette solo di generare un file xml di backup, che consente di passare ad un’altra piattaforma basata su wordpress. Non mi sembra sia facile usarlo per passare ad altri motori di blog o cms, a meno di non usare una installazione locale di WordPress come ponte.
    Vedremo.

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    • frix ha detto:

      Sì, è evidenziato abbastanza bene nella documentazione di WP e nei libri che ne parlano. E’ un problema ma del resto è gratis…

      Mi parlano bene di joomla!

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      • Sabino Maggi ha detto:

        Joomla l’ho provato anni fa cercando il CMS “giusto” per creare il sito per la distribuzione del software a cui collaboravo allora (per la cronaca http://wwwba.ic.cnr.it/, ora è un po’ cambiato però ed hanno tolto cose fondamentali come i forum…).
        Se ricordo bene Joomla era apparentemente bello e facile, poi però guardandolo da dentro non era poi così semplice da gestire e i plugin migliori erano tutti a pagamento.
        Poi scelsi Drupal. Solidissimo (il sito di sopra è online da più di 4 anni senza problemi), ma molto difficile da padroneggiare. Ovviamente per me Drupal è troppo. Quello che vorrei è un generatore automatico di siti del genere di Kirby (http://getkirby.com), Calepin (http://calepin.co/) e simili. Una roba molto adatta alla mentalità da sviluppatore.

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  4. Sabino Maggi ha detto:

    Grazie per il link a Jetpack. Io l’ho sempre usato su WP.com per scrivere i post, ma non sapevo che fosse un plugin. Però è molto limitato (e limitante) rispetto al (multi-)markdown completo.

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  5. quasi. ha detto:

    Io viaggio su una VPS con wordpress e tutto il resto gestiti. D’altronde ho tempo da perdere 🙂 tra le cose che invece mi sono segnato di provare quanto prima c’è questa: https://github.com/danpros/htmly tra markup e databaseless mi pare se la giochi egregiamente con Kirby e altre soluzioni analoghe.

    Just my 0.02 🙂

    Ciao, Francesco.

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