Un disco SSD per un iMac G5: il sistema operativo

Nei giorni scorsi ho descritto l’aggiornamento di un iMac G5 con un disco SSD esaminando gli aspetti legati all’hardware.

Ma come funziona l’iMac G5 dopo la cura? Le prestazioni generali dell’iMac migliorano con l’uso di un disco a stato solido o il vero collo di bottiglia è l’architettura hardware ormai datata?
Che sistema operativo scegliere e quale software ci può girare sopra, oggi?

Iniziamo dal sistema operativo.

Dopo molti tentennamenti ho deciso di installare Mac OS X 10.5, meglio conosciuto come Leopard. Leopard non mi è mai piaciuto particolarmente, secondo me è una versione di OS X con molte novità ma ancora acerba, surclassata dal suo successore, Snow Leopard (10.6) [1].

Purtroppo Snow Leopard gira solo sui processori Intel, rendendo Leopard una scelta quasi obbligata per un Mac con processore PowerPC come l’iMac G5.

Avrei potuto anche scegliere Tiger (Mac OS X 10.4), una versione di OS X che ho sempre apprezzato moltissimo, ma che manca di alcune funzionalità fondamentali come Time Machine, Spaces e QuickLook, introdotte solo con Leopard.

E poi, volendo verificare quanto il disco SSD potesse migliorare le prestazioni dell’iMac, dovevo necessariamente installare una versione di OS X che, per esperienza, sapevo essere poco reattiva su quella macchina con un disco rigido tradizionale.

Poiché il masterizzatore integrato fa i capricci (sarà l’età!), sono stato obbligato a copiare il DVD di installazione su un disco esterno Firewire e ad installare Leopard da quello. Sembra sia possibile usare anche una comune chiavetta USB, ma io non sono riuscito a farle fare il boot sull’iMac (pur avendo selezionato la “Apple Partition Map” in Disk Utility).

L’installazione di Leopard è semplicissima, il numero di opzioni da configurare è molto ridotto rispetto a Tiger ed il processo è velocissimo, molto più rapido di quanto ricordassi. Il vantaggio di usare un disco rigido a stato solido si inizia a notare già in questa fase.

Alla conclusione del processo di installazione il Mac si riavvia automaticamente e accoglie l’utente con il suo bellissimo video introduttivo, una tradizione che Apple ha lasciato cadere nelle ultime versioni di OS X (il video originale può essere recuperato dall’installazione di Leopard, seguendo le istruzioni riportate in questa pagina).

Anche la configurazione generale del sistema operativo si svolge senza intoppi ed il sistema sembra reattivo a sufficienza, nonostante l’età.

Aggiornare Leopard è semplice come al solito: basta lanciare Software Update dal menu Apple () menu o dalla Preferenze di Sistema (o aspettare che venga eseguito automaticamente dal sistema operativo).

In poco tempo il sistema operativo viene aggiornato all’ultima versione 10.5.8 di Leopard. Per quanto riguarda le principali applicazioni preinstallate, Safari è aggiornato alla versione 5.0.6 (mentre la versione più recente di Safari è la 7.0.3) e iTunes alla 10.6.3 (oggi è alla 11.1.5).

L’unico problema minore è che iTunes non funziona con la versione di QuickTime installata da Software Update. La versione più recente di QuickTime 7.7 per Leopard può essere scaricata manualmente dal sito della Apple, ma è davvero strano che, pur essendo indispensabile per il buon funzionamento di iTunes, non venga aggiornata automaticamente da Software Update.

Conclusa questa fase, installo iLife ’08 e iWork’09 sull’iMac. Ho scelto iLife ’08 solo perché anche il DVD di iLife’09 non viene letto sia dal masterizzatore dell’iMac G5 che da quello dell’altro iMac che ho in casa (intanto ne ho fatto una immagine con un altro Mac, che installerò a breve). Anche in questo caso l’installazione è veloce e senza problemi. Alla fine di un ulteriore ciclo di aggiornamenti alle ultime versioni disponibili per i vari programmi installati, si arriva alla situazione mostrata nella figura seguente.

iMac G5: applicazioni installate

Applicazioni installate alla conclusione della prima fase di installazione e aggiornamento del sistema.

L’iMac contiene ora il software principale per un uso (minimamente) produttivo del sistema, aggiornato alle ultime versioni disponibili.

E funziona bene.

Il sistema operativo viene caricato in circa 30 secondi, misurati dalla pressione del tasto di accensione alla comparsa del Desktop completamente funzionale.

Ricordo bene ancora oggi quanto fosse lento l’avvio con Leopard su questo iMac: all’epoca il confronto con Tiger mi aveva scioccato. Non ho dati numerici, ma solo 30 secondi per il boot mi sembrano un dato molto più vicino al tempo di avvio di Tiger che di Leopard.

Trenta secondi sono comunque tanti? Non direi, il mio MacBook Pro del 2011 con Mavericks impiega decisamente di più e comunque basta fare il confronto con un PC non dico di dieci anni fa ma anche di solo cinque anni fa: Windows XP — un sistema operativo del 2001 che dovrebbe richiedere poche risorse ad un computer di qualche anno fa — impiega svariati minuti per avviare completamente il sistema (in realtà il Desktop compare relativamente in fretta ma, come sa chiunque abbia usato XP, non è realmente usabile ancora per parecchio tempo, finché il sistema operativo non avvia tutti i suoi processi).

Anche le applicazioni installate finora partono velocemente, senza rimbalzare all’infinito sul Dock, e non mostrano nessun rallentamento durante l’uso. Safari in particolare accede molto velocemente alle pagine web, anche a quelle di siti moderni e pesanti. iTunes collegato in Home Sharing alla mia libreria musicale sul Mac principale è perfetto. Ed è un piacere usare GarageBand, trovo fra l’altro le vecchie versioni molto più divertenti e facili da usare di quelle più recenti.

iTunes con Home Sharing

iTunes collegato in Home Sharing tramite rete wireless alla libreria musicale del Mac principale.

Persino la condivisione dello schermo tramite la rete locale wireless è veloce, senza rallentamenti significativi, o meglio senza avvertire rallentamenti più marcati di quelli intrinseci al servizio stesso.

Ovviamente a volte mi accorgo che il sistema è meno brillante di quelli a cui sono abituato, ma allo stesso tempo non riesco a distinguere efficacemente la convinzione personale dai fatti reali. Non riesco cioè a valutare con esattezza quanto il fatto di sapere di stare usando un computer di 10 anni fa incida sulla valutazione globale.

Certo, l’architettura hardware è comunque datata, la RAM è di solo 1 GB (ma un upgrade è in arrivo), la scheda video è obsoleta. Ma il fatto stesso di non avvertire chiaramente dei rallentamenti significa che l’effetto benefico del disco SSD riesce a sopravanzare abbondantemente i limiti dell’hardware.

Tutto sommato, se non lo vedessi davanti a me, bianco e massiccio, potrei veramente pensare di stare usando un Mac di 2-3 anni fa. Veramente grandioso.

Sembra quasi incredibile che sia un computer del 2004.

Sappiamo però tutti bene che, subito dopo l’installazione, tutti i sistemi operativi (persino Windows!) sono veloci e reattivi e che i rallentamenti iniziano installando software di terze parti, soprattutto quelli che aggiungono funzioni (spesso inutili) che partono automaticamente all’avvio.

Bisogna solo trovare le versioni ancora disponibili per Power PC. E qui si apre un mondo ancora ricco e decisamente inaspettato.


[1] Apple è abituata a produrre versioni evolutive dei suoi sistemi operativi, e la cosa si riflette anche nei nomi: Snow Leopard (Mac OS X 10.6) migliora e velocizza Leopard (10.5), Mountain Lion (OS X 10.8) fa lo stesso per Lion (Mac OS X 10.7) e andando più più indietro nel tempo, lo stesso è successo a Panther (Mac OS X 10.3) rispetto a Jaguar (Mac OS X 10.2).

Annunci
Tagged with: , , , , , , ,
Pubblicato su software
7 comments on “Un disco SSD per un iMac G5: il sistema operativo
  1. frix ha detto:

    Bene, anche questo posto lo tengo da parte. Grazie.

    Ho appena ricevuto in dono un imac del 2009 (forse) con la scheda grafica bruciata.

    Devo capire se e come si può sostituire la scheda grafica che è saldata alla scheda madre.
    È un lavoro che va la di là delle mie capacità… Ma vedremo di industriarci in qualche modo. Può darsi che mentre il cantiere è attivo decida di sperimentare le indicazioni del tuo primo post in tema.
    Devo solo capire quanto costa fare tutto e conseguentmente se ne vale la pena.
    A naso mi viene da pensare di si.
    Fosse anche solo pensare di farlo in due fasi, prima la scheda grafica e poi, tra un po’ l’ssd, giusto per vedere che non ci siano altri guasti e tutto funzioni.
    Tu che ne pensi?

    Mi piace

    • Sabino Maggi ha detto:

      Da quello che so i soli iMac con scheda grafica sostituibile sono alcuni modelli da 27″. In tutti gli altri la scheda grafica è integrata nella scheda madre e bisogna cambiare tutto.
      In entrambi i casi, sostituire la scheda madre o la scheda grafica è un processo lungo e complicato, bisogna smontare completamente il Mac senza fare danni. Guarda su iFixit.com e ti renderai conto che non è una cosa da poco.
      In ogni caso, se lo fai è una bella sfida. Io lo farei solo per quello.

      Mi piace

    • Sabino Maggi ha detto:

      A ripensarci forse hai una alternativa. In teoria, se non funziona la sola scheda video, potresti collegare il Mac ad un monitor esterno, attraverso la Mini DisplayPort. Il problema è probabilmente che il Mac non completa il boot se non ha la scheda video funzionante…
      Il tuo che fa?

      Mi piace

      • frix ha detto:

        In tutti gli altri la scheda grafica è integrata nella scheda madre e bisogna cambiare tutto.

        Si, il mac in questione ha la scheda saldata, quindi la sostituzione non è agevolata per i non esperti, come me.

        Il tuo che fa?

        Al momento non lo so perché era in assistenza da un centro che ripara solo pc (esclusi quindi i mac). Lo hanno restituito a pezzi: da una parte la macchina chiusa e dall’altro il disco fisso. Non chiedermi perché… alla proprietà interessava solo recuperare i dati: immagino quindi che essendo senza un mac (che insieme ad un cavo firewire avrebbe risolto il problema) abbiano pensato di provare ad attaccarsi direttamente al disco… Immagino…
        Appena possibile recupereremo i dati. Poi vedremo di concentrarci sul resto.
        Uno dei miei collaboratori traffica un po’ con l’hardware e ha degli amici che potenzialmente potrebbero essere in grado di fare l’operazione.. Magari tribolando un po’ ci si riesce.

        Anche a me piace come sfida. Il problema (mio) è che mi sto avvicinando ora al trafficamento con l’hardware. Sto raccogliendo materiale per imparare, anche se in questo campo l’esperienza pratica serve molto… Ma un conto è farlo su macchine che mi servono assolutamente per lavorare, un conto e farlo su macchine che posso adoperare come palestra.
        Ti terrò aggiornato.

        Mi piace

  2. frix ha detto:

    Bisogna solo trovare le versioni ancora disponibili per Power PC. E qui si apre un mondo ancora ricco e decisamente inaspettato.

    Dimenticavo, ho un G5 in piena attività, se ti serve qualcosa per provarlo sarò felice di aiutarti.

    Mi piace

    • beppe ha detto:

      ciao, io avrei una sola domanda. volendo usare un g5 per cosine quotidiane, per lo piu navigazione e quindi browser aggiornato, cosa potrei fare.

      la vecchi versione di osx non supporta i nuovi browser e i nuovi osx no. supportano un’architettura ppc.

      posso quindi mettere un os alternativo, ovviamemte linux ma aggiornato e che giri su ppc?

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informativa
Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o su qualunque altro elemento o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
Follow MelaBit on WordPress.com
Categorie
Archivi
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: