I limiti di WordPress.com: generatori di siti web statici

Come ho già scritto qualche giorno fa, ci sono letteralmente decine di generatori di siti web statici, quasi quante sono le distribuzioni di Linux. Io nei miei bookmark ne ho una trentina.

Come orientarsi in questa moltitudine?

Per le distribuzioni di Linux esiste Distrowatch, un sito popolarissimo che cerca di classificarle tutte. Analogamente, esistono almeno due siti che cercano di elencare tutti i generatori di siti web statici: StaticGen e Static Site Generators.
L’approccio dei due è totalmente diverso anche se le informazioni riportate sono praticamente le stesse.

Il primo ordina di default i generatori di siti statici in base alla popolarità, ma si possono applicare vari filtri basati sul linguaggio di programmazione, la valutazione degli utenti e persino gli issue, i problemi riscontrati dagli utenti.

L’altro è apparentemente una tabella ordinata alfabeticamente (in questo momento elenca ben 289 sistemi diversi!), ma cliccando sulle intestazioni si può ordinarla in base al linguaggio di programmazione, alla valutazione degli utenti o alla data in cui il sistema è stato aggiornato per l’ultima volta.
Quest’ultima è una informazione utilissima, se un sistema non è aggiornato da anni non vale la pena perderci tempo.

Provando ad applicare un po’ di filtri si copre che esiste perfino un generatore, StatiKiss Framework, basato su Bash, ma il sito web ufficiale contenente la documentazione non risponde. In realtà esisteva un’altro sistema interessante basato su Bash, NanoBlogger, il cui sviluppo è stato però sospeso all’inizio del 2013. Evidentemente Bash non va bene per sviluppare siti web.

Si può trovare anche Zodiac, un generatore di siti statici scritto in AWK, un linguaggio perfetto per la manipolazione di file di testo, sviluppato fra gli altri da Brian Kernighan, uno dei padri di Unix e del linguaggio C. A leggere il README Zodiac sembra semplice da usare, supporta markdown e la struttura delle directory in cui sono organizzati i documenti utilizzati per generare il sito è ragionevole.
Ma purtroppo la popolarità di Zodiac è scarsa, scarsissima. Si potrebbe di certo usare per un progetto personale e soprattutto per imparare, ma è impensabile volere sostituire WordPress con qualcosa come Zodiac. A chi rivolgersi, dove cercare aiuto e documentazione se si volesse fare qualcosa di non previsto dal programmatore, ad esempio gestire un sistema di commenti?

Fra i generatori di siti web statici ci sono persino due sistemi scritti in .NET. Ma vogliamo farci veramente del male?

Ma lasciamo perdere le curiosità. Quali sono invece i top player? Quali sono i sistemi più popolari, più diffusi e, si spera, più affidabili? Facile, il primo in assoluto è Jekyll, un generatore sviluppato in Ruby, un linguaggio di programmazione che è più o meno la risposta giapponese a Python, molto diffuso per sviluppare applicazioni web.
Seguono Octopress (un derivato semplificato di Jekyll, il cui sviluppo però è fermo dal 2011), Pelican in Python, Middleman ancora in Ruby e Hexo in JavaScript.

Ci sono comunque altri generatori interessanti, alcuni con nomi veramente curiosi, Ruhoh, Hugo, Pico, Calepin, DropPages, Pancake, Anchor CMS, Hyde, Sculpin, HTMLy,Dropplets, Chronicle. Esiste persino il venerabile (ha quasi 10 anni!) Dir2web, l’unico prodotto italiano che conosca.

Non mancato anche i prodotti a pagamento come Kirby e Statamic. O come Cactus, che è pure specifico per il solo Mac.

Per questi ultimi no grazie, il web nasce e deve rimanere multipiattaforma, sistemi sviluppati per uno specifico sistema operativo non mi vanno bene a priori. E trovo pure irragionevole cercare di vendere questi prodotti: se devo pagare per Statamic, quanto dovrei dare agli sviluppatori di Apache? Sei uno sviluppatore e vuoi guadagnarci? Distribuisci gratis il prodotto, dimostra nei fatti che è buono, fai in modo che diventi il più popolare possibile e poi vendi il supporto. Cercare di vendere software come questi, che subiscono la concorrenza di sistemi equivalenti, gratuiti e di qualità analoga se non migliore, è veramente sciocco.

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Pubblicato su software
7 comments on “I limiti di WordPress.com: generatori di siti web statici
  1. Fabio1971 ha detto:

    beh, 🙂 più o meno avevo indovinato a quale generatore di siti ti riferissi, ma è anche vero che emergeva ad occhio dalla moltitudine..

    Il solo dubbio poteva essere era se tu ti riferissi a qualcosa di più “sperimentale”….

    ma poi diventerebbe problematico, come dici, avere il supporto dello sviluppatore, specie se il progetto fosse sicuramente interessante ma “troppo sperimentale”, poco strutturato e organizzato per durare un minimo nel tempo….

    Tanto vale, a quel punto, ad averne tempo, soprattutto, e capacità, crearsi autonomamente qualcosa “su misura”…. e non dipendere da nessuno…

    🙂 ma è una strada altrettanto pericolosa, perché spesso il calzolaio poi ha le scarpe rotte….

    Attendiamo senza stress ma con sincera curiosità…

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Non avevo idea nemmeno io prima di iniziare a cimentarmi di quando fosse noioso trasferire i propri post da un sistema all’altro. E qui stiamo parlando di una settantina di post. I problemi sono soprattutto due: nomi dei file sorgenti e metadati. Ci sarà un post apposito presto, alla fine ho scritto un programma ad hoc in awk, un linguaggio che mi piace moltissimo. Ma solo questo mi ha fatto perdere una settimana di tempo (part parte time). E non ho ancora affrontato il problema dei commenti!
      Un sistema sperimentale quindi: no no grazie. Non vorrei certo essere obbligato ad una nuova transizione fra pochi mesi per mancanza di supporto o di funzioni.
      A quel punto in effetti meglio un sistema fatto in casa. Ma seguendo la filosofia unix, perché reinventare uno strumento se ce n’è già uno disponibile?
      Quello che veramente serve IMHO è qualcosa di “invisibile”, che faccia il suo lavoro lasciando libero l’utente di lavorare come preferisce.

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  2. frix ha detto:

    di jekyll parlava bene brett terpstra. avrei scommesso che la tua scelta sarebbe casta lì. ero però indeciso anche su octopress. mi pare che lux abbia detto di aver fatto il suo con octopress… o mi confondo…
    degli altri ne conosco pochissimi…

    guarda, sai come dicevano: vai avanti tu a che a me mi scappa da ridere
    poi mi dici quanto serve smanettarci con html, terminale, ruby e compagnia cantante (tutte cose di cui non conosco molto). Mi piacerebbe ma temo di non essere ancora strutturato.

    però mi serberebbe un blog, che vorrei statico.
    mah…

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    • Sabino Maggi ha detto:

      È vero il sito di lux è fatto in octopress. Octopress non è male, anzi, ma proprio perché troppo automatico credo che renda più difficile sperimentare o aggiungere funzioni. Infatti i siti fatti con octopress si assomigliano parecchio. Non puoi immaginare la mia sorpresa mesi fa nel capitare in un sito dedicato alla statistica uguale uguale a quello di lux. L’unica differenza era la lingua.
      C’è anche un’altro problema che sembra irrilevante ma che per me conta: i temi. Sai perché uso proprio questo tema? Prima di iniziare ho fatto una lista di tutti i temi gratuiti che mi piacevano poi ho scartato quelli non responsivi (siamo nel 2014). Infine li ho provati per… controllare come mostravano il codice inline. La maggior parte dei temi lo rendono visualizzando una scrollline orizzontale e nascondendo quello che esce dalla dimensione orizzontale dello schermo. Una cosa che odio per il codice. Questo tema fa il soft wrap del codice, lo porta a capo, adattandosi allo schermo, soluzione che mi sembra decisamente migliore. E questo accade perché su WP.com non posso metterci le mani, installando un tema io stesso o adattandolo alle mie esigenze.
      Tornando ad octopress, cosa succede se poi mi accorgo che octopress manca di qualche funzione essenziale, visto che lo sviluppo è fermo? Certo posso mettere le mani nel codice sottostante, che però è…. 🙂

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    • Sabino Maggi ha detto:

      poi mi dici quanto serve smanettarci con html, terminale, ruby e compagnia cantante

      Un po’ di pazienza 😉
      L’idea è di fare un tutorial completo (del resto questo è un blog dedicato anche alla programmazione ed affini), ma ci vuole tempo. Purtroppo scrivere di queste cose è veramente complicato, almeno se si cerca di rendersi comprensibili a tutti, o quasi.

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  3. Johnd447 ha detto:

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