I limiti di WordPress.com: cosa ho scartato e perché

Come orientarsi fra le decine e decine di generatori di siti web statici esistenti? Quali scartare a priori e quali considerare per una prova più approfondita? In base a quali criteri selezionare i sistemi promettenti nel mare di quelli non adatti allo scopo o perfino del tutto inutili?

Aiuta parecchio elencare le caratteristiche irrinunciabili, come aiuta leggere le impressioni degli altri utilizzatori. Ma alla fin fine bisogna arrotolarsi le maniche, provare di persona i sistemi ritenuti più promettenti ed affidarsi anche al proprio intuito.

In questi mesi, nei ritagli di tempo, ho provato più generatori di siti web di quello che avrei voluto, quasi tutti quelli elencati nel post precedente. Ma sono stati pochi quelli che mi hanno colpito, nel bene o nel male.

Hyde al primo impatto mi è piaciuto molto per lo stile anni ’70 del sito. Però dietro lo stile non c’è niente, né introduzione, né documentazione, nulla. Anche il sito corrispondente su GitHub Pages è decisamente povero e di alcune pagine ci sono solo i titoli. Meglio lasciar perdere.

DropPages e Calepin sono accomunati dal fatto di usare Dropbox per gestire il sito web. Non c’è nulla da installare, basta creare una cartella, all’interno di quella standard di Dropbox, che contenga i sorgenti in Markdown del sito. Una opportuna applicazione web accede a questa cartella, converte i documenti e le relative immagini in file html e li sincronizza con il sito vero e proprio, mantenuto sui server di ciascuna delle due applicazioni.
Facilissimo, e con il beneficio di avere un backup continuo e automatico di tutto sul cloud. Ma perché dovrei consentire ad una applicazione web di accedere ai miei dati su Dropbox, e con quali garanzie per la sicurezza dei miei file? Lasciamo perdere anche qui.

Pico. Interessante, peccato che non sia mai riuscito a farlo funzionare in locale. Del resto la documentazione si riduce ad una sola paginetta html.

Anchor CMS. Un vero peccato, sembra veramente bello. Ma è stato un errore, in realtà non è altro che un CMS come tanti, con il suo bel database MySQL, proprio quello che volevo evitare.

Octopress, l’ho già scritto, è basato su Jekyll ma cerca di rimuoverne le parti più ostiche, più da programmatore. Ma lo sviluppo di Octopress è fermo da anni, e poi a me questa idea della semplificazione a tutti i costi non piace tanto. Però Octopress merita comunque una menzione d’onore.

Infine arriviamo a Ruhoh. Ruhoh è stato in cima alla lista dei preferiti per parecchio tempo. L’ho installato e provato senza problemi. La documentazione è dettagliata ed estesa, tranne (opinione personale) per quello che riguarda i temi grafici. Però, per creare la struttura del sito e le pagine che lo compongono, bisogna usare dei comandi specifici, ed anche un po’ confusi. Assolutamente no, voglio la libertà, voglio poter creare i documenti che compongono il sito tramite il Terminale, il Finder o anche in remoto, voglio poterli mettere dove preferisco all’interno della struttura del sito, riordinandoli finché non sono soddisfatto e lasciando al generatore il solo compito di convertirli in file html. Anche Ruhoh, purtroppo, non va bene per me. Attenzione che senza un gestore delle “gemme” di Ruby, Ruhoh è pure complicato da rimuovere.

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Pubblicato su software
19 comments on “I limiti di WordPress.com: cosa ho scartato e perché
  1. frix ha detto:

    Come diceva qualche b-movie anno ’80: eh va beh, ma allora!! … se non va bene niente…
    In sostanza alla fine mi sa che finirai fartelo da solo il programma 🙂
    Però qualche bella scheda SWOT delle tue analisi potresti pubblicarla…

    Io sono cmq qua, seduto sulla sponda del fiume, che attendo di leggere ulteriori sviluppi.
    In ogni caso può essere che se riesco ad iniziare le vacanze mi scarico Ghost e lo provo.

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  2. Sabino Maggi ha detto:

    Ma no dai, il prescelto è chiaro leggendo tra le righe dei vari post…

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  3. kOoLiNuS ha detto:

    A me tutta questa “quest” sembra uno sbattimento eccessivo… con 1/10 di questo impegno metti su un WordPress tutto tuo e amen. Lasci la “gabbia”della versione .com e vivi felice.

    Poi sarò strano io, ma l’impegno va messo in quello che scrivi, non nel come…

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    • kOoLiNuS ha detto:

      P.S. = vale come “just my own 0,002€” … non come accusa, spero sia chiaro a chi ci legge!

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Perché questa ricerca (del sistema ideale)? Perché è divertente. E già questo potrebbe essere sufficiente.
      Ma c’è anche una ragione pratica, forse un po’ nascosta nel primo post della serie: WP o qualunque CMS mi obbliga a lavorare come dice lui e non come vorrei io. Un po’ come fa Word rispetto a LaTeX. Forse dovrei cercare di spiegare meglio la differenza ma ora scrivendo con l’iPhone al mare è impossibile.
      Terza ragione: in fondo in fondo è tutta una scusa per presentare qualcosa di (spero) utile relativo a programmazione ed affini, che dovrebbe essere il topic principale di questo blog. Forse su questo l’ho fatta troppo lunga lo ammetto. 😉
      Ma ripeto, alla base di tutto c’è comunque il fatto che in questa “ricerca” comunque mi ci diverto parecchio.
      Chi legge meno, forse… 😉

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  4. frix ha detto:

    no, no, ti assicuro che io mi diverto anche a leggerti.
    diciamo che sull’argomento software e/o programmazione, se escludo latex, markdown e affini, non sempre sono completamente a mio agio ma non vuol dire nulla.

    un risultato comunque lo hai raggiunto. ho scaricato ghost e, se non fosse che devo anche lavorare, sarei molto più avanti.
    anzi ora mi sposto nell’altro post e chiedo lumi a Fabio.

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  5. Jeff Lee ha detto:

    Si dovrebbe davvero provare Hugo. Soddisfa tutti i requisiti sulla vostra lista. In realtà li supera. E ‘il più facile da installare. Il più veloce e più flessibile di uno dei generatori sito statico. Ha davvero una buona documentazione ed è il più veloce crescita di uno dei generatori sito statico.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Hugo merita una prova approfondita, è vero. L’ho provato prima di andare al mare e, dopo una fase di “ambientamento” sembrava molto interessante. Ma c’è me è un’altro di cui non ricordo nemmeno il nome che devo provare prima di decidere definitivamente. Dubito conoscendomi che cambierò idea – a parte le caratteristiche tecniche per me è molto importante la base installata con la relativa facilità di reperire informazioni – ma come diceva James Bond, mai dire mai…

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  6. kOoLiNuS ha detto:

    ciao!
    Ti segnalo un altro generatore: ingsoc

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  7. Sabino Maggi ha detto:

    Grazie. L’autore poteva però scegliere un nome migliore (non che me lo ricordassi, ho solo provato a cercare il generatore su Google…)
    Probabilmente l’ha fatto apposta, ma mi sfugge il motivo… 😉

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  8. Gio ha detto:

    Hai già incontrato Stacey? Certo è un po’ diverso da quello che stai cercando di base, ma è pur sempre un approccio interessante…

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  9. kOoLiNuS ha detto:

    Te ne aggiungo un altro (basato su un ottimo framework di sviluppo): http://octobercms.com/

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Grazie! Purtroppo però sembra sia un progetto moribondo… “We’ve stopped active development but will maintain the current feature set.”
      Per fortuna è diventato Open Source, magari qualcuno prima o poi ci mette le mani…

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      • kOoLiNuS ha detto:

        In ogni caso è un progetto maturo, a me lasciavano perplesse altre cose…

        Comunque il tempo mi sta dando ragione e stai continuando su WordPress che si, ha dei difetti, ma funziona ed è affidabile!

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        • Sabino Maggi ha detto:

          Devo ammettere che non mi piace che sia Mac-centrico, credo che in queste cose sia essenziale supportare tutte le piattaforme. Ma tutte le considerazioni sono passate in secondo piano quando ho visto che non viene sviluppato più. Affidarsi ad un software che forse non ha futuro, non tanto dal punto di vista del codice quanto del supporto e della documentazione non mi entusiasma. Però bello è bello…

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        • Sabino Maggi ha detto:

          il tempo mi sta dando ragione e stai continuando su WordPress

          Vero, ma soprattutto per mancanza di tempo nel proseguire la transizione che avevo iniziato mesi fa. Ma prima o poi… 😉

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