Gli inutili (e l’iPhone 6)

Ci dev’essere uno strano godimento a sentirsi inutili.
–Giorgio Gaber

Leggo di migliaia di sfaccendati che fanno code chilometriche pur di accaparrarsi da subito il nuovo iPhone 6.

Guardo le facce di quelli che escono esultanti dagli Apple Store con il loro iPhone 6 nuovo fiammante, lo stesso che fra pochi mesi verrà considerato obsoleto e da sostituire al più presto con un nuovo modello.

Noto il ragazzino appena uscito dal negozio, che fa cadere per terra il primo iPhone venduto in Australia.

Scruto il primo acquirente al mondo dell’iPhone, volato apposta dalla California in Australia per comprare gli iPhone 6 e 6 Plus e distruggerli immediatamente per “testarne la robustezza”.

E, chissà perché, mi viene in mente questo monologo del grande Giorgio Gaber.

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Pubblicato su tecnologia
7 comments on “Gli inutili (e l’iPhone 6)
  1. frix ha detto:

    Ma non so… Effettivamente.

    Presi iPhone 4s perché il concessionario del’auto che stavo comprando mi disse che il supporto che avevano (l’accrocchio montato sul cruscotto dove si incastra il telefono, per capirsi) ed il sistema vivavoce stesso erano compatibili per certo, Siri compreso. Siccome non cambio auto spesso, ci può stare.
    Non è che non prima non avessi comprato iPhone per chissà quali principi. Avevo un apparecchio che funzionava bene (come telefono) e l’ipad spesso com me.
    Ho sempre detto e pensato che senza iPad, ora, avrei difficoltà stare (oddio…. capisco che la frase può essere fraintesa…. la intendo nel senso correlato al tema del blog…) ma senza iPhone sinceramente credo ce la farei. Sebbene riconosca la sua utilità non posso dire di usarlo per lavorare in senso stretto. Scrivo ogni tanto con draft qualche pezzo di appunto o qualche nota…a volte uso note e dayone, sincronizzo gli indirizzi in rubrica, navigo se son costretto. Purtroppo la vista con l’età cala, sicché lo schermo non è proprio un amico, senza gli occhiali da lettura.

    Riconosco all’iPhone indubbie qualità di robustezza (sono riuscito a dimenticarlo su tetto della macchina e a partire vedendolo rotolare per terra: non ho dovuto cambiare altro che il vetro posteriore e tenerlo con qualche graffio).
    Ora dopo quasi tre anni la pila dà segni di vetustà. Tra non molto andrò in un centro per farla sostituire.

    Credo che quando dovrò cambiarlo, ferma restante l’esistenza del supporto-auto per il vivacoce, prenderò l’iPhone che sarà disponibile in quel momento. Esclusivamente per proseguire nel flusso di consuetudini a cui ormai sono abituato (tra mac, devices e cluod). La qualità del prodotto è indubbia sicché per uno come me che non ama ricambi frequenti per stare alla moda, probabilmente resta la scelta migliore.

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  2. Sabino Maggi ha detto:

    Infatti, sono d’accordo in pieno con quello che dici. Non ho niente contro l’iPhone, in sé, è un ottimo oggetto, ce l’ho anche io.

    Più o meno lo uso come dici tu, se sono in giro è ottimo per fare tante cose, questa estate ci ho scritto anche un paio di post, non è facilissimo ma si può. Ma fra iPhone e iPad preferisco il secondo. Ho preso l’iPhone (con un contratto) invece che un Android solo perché si integra al meglio con il resto dei dispositivi Apple.

    Insomma, sto ripetendo pari pari quello che hai scritto. 😉

    Quello che mi sciocca è il fanatismo, il consumismo, questo voler essere i primi ad ottenere l’oggetto del “desiderio”, che poi tanto desiderio non è perché fra pochi mesi ne vorrai un’altro.
    Tanto da buttare via letteralmente il vecchio 5s osannato pochi mesi fa (l’ho visto in un video ieri ma non mi ricordo dove e Firefox, accidenti a lui, ha dei problemi fra cui non salva la cronologia).

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  3. Paoloo ha detto:

    L’idolatria per un oggetto tecnologico, di qualsiasi specie, è sintomo del decadimento della società.

    Oggigiorno è più facile avere che essere.

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  4. Paoloo ha detto:

    Anche se la crisi ci sta togliendo ormai pure quest’effimera quanto ingannevole soddisfazione del consumismo.

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  5. Fabio1971 ha detto:

    Non sarei così severo, suvvia, è folklore numericamente irrilevante, non è che tutti quelli o quelle che apprezzavano la musica dei Beatles poi andavano in prima fila ai concerti a strapparsi vestiti e capelli o facevano le Groupies 😃

    Comunque il video del ragazzetto australiano primo al mondo o giù di lì ad acquistare l’iPhone, con l’intervistatrice della Tv che sghignazza senza ritegno dopo che gli è cascato di mano sull’asfalto mentre apre la scatola, è davvero imperdibile.

    MI ha ricordato di certe scene di quando eravamo adolescenti e magari tentavi di fare una qualche impresa per acquistare popolarità fra i propri simili (meglio se femminili) e la cosa si risolveva immancabilmente in un disastro di proporzioni tali da cercare di evitare la scuola è il gruppo per almeno una settimana….

    Cose del genere di arrivare a scuola con la moto nuova fiammante e schiantarsi a 10 all’ora nel cortile, davanti a tutti, con la moto sdraiata sul ghiaino del cortile con il gas al massimo che gira impazzita e si graffia irrimediabilmente 😃 o molte cose del genere, vissute realmente, roba da farci un blog ma poi meglio di no perché i protagonisti si riconoscerebbero e non la prenderebbero bene…

    Tutto questo per dire che su questo fenomeno delle file passerei oltre senza farmi troppe domande, lo facevano per i Beatles, adesso il soggetto da adorare è uno status simbol, ma la parte estrema del manifestare in pubblico è sempre esistita….

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  6. Sabino Maggi ha detto:

    Non sarei così severo, suvvia, è folklore numericamente irrilevante, non è che tutti quelli o quelle che apprezzavano la musica dei Beatles poi andavano in prima fila ai concerti a strapparsi vestiti e capelli o facevano le Groupies 😃

    Apparentemente è una cosa simile, hai ragione. Ma qui sembra tutto così… consumistico, avere per primi l’iPhone per vantarsene in giro, apparire… fare il figo con lo status symbol del momento.

    Ai concerti ci andavi per la musica, per l’atmosfera, per il trip, per vedere i miti del momento, ma che sono ancora ben vivi nella memoria oggi, anche delle generazioni più giovani.
    L’iPhone oggetto-del-desiderio di oggi diventa da-buttare fra pochi mesi.

    Non so, forse sono troppo vecchio per capire… 😦

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    • Fabio1971 ha detto:

      Hai ragione anche tu, però aspetta, io mi riferisco in particolare alle scene di isterismo assoluto, quelle fuori degli alberghi ad es. come puoi vedere da tanti filmati d’epoca…

      Lí ho paura che l’amore per la musica fosse un fatto secondario, come qui lo è l’amore per la tecnologia nel caso degli esibizionisti che si accampano fuori dagli Stores per averlo per primi

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