Venerdì (anzi sabato) nero

Lo so che il venerdì nero americano è ormai finito da un pezzo, ma vorrei comunque segnalare che Pixelmator 3.3 si trova ancora in offerta sull’App Store a soli 13.99 euro. A questo prezzo è un grave errore farselo sfuggire.

Già la versione 1 di Pixelmator 1 che ho usato finora copriva (più che) abbondantemente le mie necessità di ritocco di immagini, sono veramente curioso di provare le novità e le migliorie della versione attuale.

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14 comments on “Venerdì (anzi sabato) nero
  1. frix ha detto:

    Si, ieri ho pensato anche io che si trattasse di una buona occasione, anche se a ben guardare il costo pieno difficlmente manderà in rovina qualcuno.

    Per luso pratico sono fortemente indeciso tra Pixelmator e Acorn.
    Ne ho abbastanza di PShop ed in genere delle app di adobe. Lo so molti professionisti leveranno scudi in difesa di illustrator piuttosto che premiere o indesign però, per me, sono tutti rimpiazzabili e, in qualche caso, con risultati persino migliori. Certo va valutato per che cosa si usano e quanto il flusso di lavoro coinvolga quegli applicativi. Ma credo siano casi numericamente inferiori rispetto alla media degli utilizzatori. E il discorso, qui, va fatto sulla media. Mi sono chiesto quanta influenza abbiano, sulla scelta di usare certi software, l’abitudine e la poca voglia (la scusa della mancaza di tempo non vale) di mettersi in gioco a studiare qualche cosa d’altro.

    Per quanto mi riguarda noto che in me –grazie ai molti applicativi soecialistici che si trovan sul mercato– aumenta la tendenza ad usare più app, ognuna per le cose in cui eccelle, e tendo ad evitare i programmoni che teoricamente fanno tutto. Alla fine ho l’impressione che si risparmino tempo di lavoro e denaro.
    In sostanza penso che pixelmator e acorn, insieme a Graphic Converter, formino un trittico che non può mancare in un folder Applicazioni che si rispetti.

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    • Fabio1971 ha detto:

      Si, teoricamente molto vero, ma il punto è: gestiscono la quadricromia? Perché se non gestiscono le immagini e le salvano/esportano in Cmai, sono inutili per qualsiasi utilizzo anche semi-professionale che passi per qualcosa di stampato.

      Non so attualmente se a parte Photoshop altri software analoghi lo facciano, non lo so proprio, e poi bisogna vedere COME riescono a farlo

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      • Sabino Maggi ha detto:

        Credo sia chiaro che questi discorsi sono diretti ai non professionisti.

        Secondo me per un utente normale è molto più ragionevole usare prodotti come Pixelmator, piuttosto che affidarsi ad una copia di dubbia provenenza di Photoshop, con i rischi connessi all’uso di software di dubbia provenienza.

        Per i professionisti dell’immagine ovviamente la prospettiva cambia, ma continuo a pensare che anche per loro è più produttivo usare del software legale, anche se non completo o potente come Photoshop, piuttosto che correre il rischio che qualche malware danneggi il sistema operativo o i propri file di lavoro, finendo per costare magari di più — in termini di fermo macchina e mancato rispetto delle scadenze — dell’acquisto di una licenza legale di PS.

        Infine, mi piacerebbe veramente vedere da qualceh aprte un confronto serio 1:1 fra Photoshop e GIMP in termini di funzioni e di facilità d’uso, per poter capire cosa manca veramente al secondo rispetto a Photoshop.

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        • Fabio1971 ha detto:

          Certo, era una considerazione da professionista, ma vale comunque per chi debba stampare un qualsiasi file anche in una tipografia digitale….

          Cmai era ovviamente CMYK, quadricromia, il solito correttore ortografico 😊

          Condivido quanto dici sulle copie di dubbia provenienza, per i professionisti, ma a livello pratico non esiste un software che possa sostituire Photoshop in una lavorazione finalizzata alla stampa, soprattutto se coinvolge altri soggetti o professionisti oltre te e la tipografia.

          Del resto se fai il chirurgo ti serve un set di bisturi, mica va bene il seghetto perché i bisturi costano, ed anche se fai il venditore di frutta la frutta ti serve per lavorare, quindi lo devi mettere in conto quando inizi questa attività.

          MA PER CHI NON LAVORA NEL SETTORE, non esiste realmente alcun motivo PER USARE Photoshop. Anche perché è come usare una gru industriale, tipo quella dei porti idei grandi cantieri, per sollevare le borse della spesa fino al terrazzo di casa…. Ecco le proporzioni stanno lì…

          IO STESSO a volte non uso la creative suite Adobe se non devo finalizzare un progetto alla stampa, perché ci sono software che fanno una sola cosa, ma divinamente, senza dover appesantire il sistema è la vita con prodotti potenti ma troppo spesso elefantiaci…

          Ah, e spesso costano 20 dollari al massimo e sono fantastici. O addirittura gratuiti.

          Un esempio, ThumbsUp per il ridimensionamento batch di immagini, è praticamente istantaneo e credo fra l’altro sfrutti tecnologie già presenti nel sistema operativo, dato che per chi vuole sarebbe una operazione fattibile gìà Terminale

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          • Sabino Maggi ha detto:

            La pensiamo praticamente allo stesso modo. Le esigenze del professionista sono ben diverse da quelle dell’utente comune. Ma prodotti come Pixelmator si rivolgono alla stragande maggioranza degli utenti, NON ai professionisti. Per i primi, PS è overkill, anzi è del tutto inutile, vista la mole di funzioni che ha e che non verranno mai usate (chissà perché questo discorso mi ricorda tanto Word… 😉 )

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        • Fabio1971 ha detto:

          Probabilmente non è un confronto “serio” come dici tu 1:1, ma se vuoi te lo riassumo in una frase: GIMP è ORRIBILE

          per quanto è elegante ed evoluto PIXELMATOR (e simili) tanto è raffazzonato e sbagliato GIMP

          quindi:

          • per l’utente NON PRO è inutile, è inusabile se rapportato a PIXELMATOR, persino frustrante

          • per l’utente PRO è inutile, perché la quadricromia non la supporta, se non con un plugin di dubbia efficacia. Ed è ancora più frustrante che per un utente NON PRO, dato che se ci lavori tolleri male il tempo che perdi quando ti crea problemi o complicazioni

          Come vedi sono diplomatico 🙂

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          • Sabino Maggi ha detto:

            Io uso GIMP raramente, del resto le mie necessità (e le mie capacità) nel campo delle immagini sono scarsissime, ma francamente non mi è mai sembrato così cattivo, a parte l’interfaccia a multifinestre che odio. Tieni conto che non ho quasi mai usato PS.
            Ricordo bene di essere riuscito a fare con GIMP cose che mi sembravano impossibili con altri software, fra cui Pixelmator 1. E per un dilettante come me è positivo.

            Certo, immagino che se fossi un professionista avrei la stessa reazione che hai tu, come se mi dicessero di usare Sage al posto di Mathematica.

            Ma a questo punto ti chiedo: GIMP è adeguato alle necessità di un utente medio come me, o no?

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          • Fabio1971 ha detto:

            Piuttosto che GIMP, parere personale, meglio allora:

            http://www.photoshop.com/tools per le cose semplici e al volo (è un tool online)

            o anche, perché no, https://itunes.apple.com/us/app/adobe-photoshop-express/id331975235?mt=8&ls=1

            qui la pagina prodotto: http://www.photoshop.com/products/photoshopexpress

            è il photoshop su iPad

            almeno sono due modalità di fruizione innovative e piuttosto eleganti, funzionano e… dipende dalle tue esigenze e da quanto uno è disposto a spendere per sodddisfarle…

            non ricordo se TUTTE supportano i LIVELLI (LAYERS), quella per iPad, cioè la Express, sicuramente si, ma anche lì bisogna vedere se poi servono, per l’uso che se ne fa….

            comunque, potendo spendere un minimo, specie se giustificato da un uso non puramente occasionale: http://www.adobe.com/it/products/photoshop-elements.html

            GIMP, no, proprio non mi piace, 🙂 non ci posso fare nulla, temo… lo sento come un relitto di una epoca precedente… ma ovviamente sono considerazioni molto molto personali e poco condivisibili…

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          • Sabino Maggi ha detto:

            Grazie per i link. Purtroppo in questo caso l’iPad non va bene, la maggior parte delle foto che devo modificare sono immagini prese da microscopi o simili, che sono quindi già sul Mac.
            Come da questa immagine di partenza

            immagine iniziale

            a questa

            immagine finale.

            Niente di che per un grafico, un po’ di modifiche ai livelli, cambi di colori, aggiunta di scritte. Ma già mettono alla frusta le mie (in-)capacità…

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    • Sabino Maggi ha detto:

      @frix: Per i professionisti, per il poco che ne so penso che InDesign & Co. siano troppo diffusi ed usati per essere rimpiazzabili. Ma per l’utente medio sono d’accordo con te.

      Ho colleghi che usano copie (pure craccate) di CorelDRAW per fare disegnini — in genere per le presentazioni — che potrebbero fare tranquillamente con inkscape, Ipe o il modulo Draw di Libre(Open)Office. Ma si ostinano a usare CorelDRAW per pura pigrizia mentale. Poi arriva il giorno (anzi la sera) in cui scade il termine per presentare un rapporto e non riescono a modificare la prima pagina, fatta con CorelDRAW…

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  2. frix ha detto:

    Nella sostanza siamo tutti d’accordo.

    Per i professionisti, per il poco che ne so penso che InDesign & Co. siano troppo diffusi ed usati per essere rimpiazzabili

    Bah, può essere, ma forse anche no. Probabilmente bisognerebbe valutare le diverse tipologie e i casi specifici. Conosco qualche grafico che senza la suite di Adobe potrebbe andare in in crisi. Però in genere non sono persone appassionate che hanno voglia di sbattersi su cose nuove o diverse da quelle a cui sono abituati.
    Ma è anche vero che ci sono realtà aziendali (chessò, pensiamo –dico una roba a caso– ad un giornale a diffusione nazionale) che sono basate su un flusso adobe e in quel caso non ha senso pensare ad altro.

    Sulle conversioni dei formati, per prima cosa faccio un giro in Graphic Converter (in nome omen) e in genere risolvo (per le mie necessità che non sono puramente ludiche o personali).
    Nell’aiuto di Utility ColorSync c’è una sezione che si intitola Modificare le immagini mediante Utility ColorSync: tempo fa l’avevo adoperata ma sinceramente ora non mi ricordo più quasi nulla. Ricordo di aver risolto il problema che avevo, adoperandola.

    A prima vista, per la fotografia, mi parrebbe interessante e meritabile di un po’ di tempo un programma opensource che si chiama darktable

    Sui testi –argomento dove mi sento un po’ più a casa— credo si possa vivere sereni con LaTeX e Scribus. In ogni caso ritengo che le demo si possano fare con qualsiasi applicazione capace di esportare in pdf (ovvero tutte su Mac). Tutto sta a pensare che si sta facendo una demo. Ne ho fatte con pages, omnigraffle, con keynote, powerpoint (e derivati open), LaTeX Sketchup (layout) ecc.. Adesso mi intriga Sozi che funziona insieme insieme a inkscape. Ecco ques’ultimo lo digerisco poco. Credo sia una questione mia personale, però. Prima usavo vectordesigner con cui facevo tutto quello che mi serviva. Purtroppo lo hanno dismesso e non funziona più sui nuovi sistemi operativi. A tempo perso sto cercando un sostituto: mi piace abbastanza intaglio

    Concordo con Fabio su ThumbsUp.

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    • Fabio1971 ha detto:

      “Conosco qualche grafico che senza la suite di Adobe potrebbe andare in in crisi.”

      🙂 eh, beh, per forza, perché non potrebbe stampare in tipografia ciò che produce…

      “Però in genere non sono persone appassionate che hanno voglia di sbattersi su cose nuove o diverse da quelle a cui sono abituati.”

      No, è che nel settore non c’è alternativa. Realmente. Devi uscire con un file pdf certificato per la stampa, con immagini in quadricromia. Tutto il flusso di lavoro di tutti gli operatori, aziende, macchine per stampare è questo. Funziona così.

      Non esistono neanche altri programmi che gestiscano le immagini in CMYK, figuriamoci un intero flusso di lavoro.

      Puoi anche basare tutto il tuo flusso di lavoro in immagini RBG, per esigenze (più specifiche) che ora non approfondisco, ma alla fine prima di stampare devi per forza effettuare una conversione e fornire un tipo di file che altri programmi non sono in grado di fornire.

      Se non glielo fornisci tu? problemi in fase di stampa, o costi aggiuntivi perché questa parte la fa il loro ufficio grafico interno e spesso è un casino con le immagini incorporate.

      In ogni caso fornendo una totale impressione di inadeguatezza al fornitore e al cliente.

      Un tempo qualcosina le tipografie facevano con Corel Draw , ma credo ormai sia stato spazzato via, sicuramente non lo usano nei grossi centri stampa (e stanno sopravvivendo SOLO i grossi centri stampa, dati gli investimenti richiesti)

      Open Source? neanche a parlarne, non fattibile, gli standard sono altri.

      Questo lo stato di fatto, e c’è voluto un decennio perché si stabilizzasse, neanche Apple se avesse interesse a farlo, sarebbe in grado in un anno o in cinque di sostituirsi come con i propri standard o di fornire una alternativa…

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      • frix ha detto:

        Sono d’accordo con te sul discorso dei grafici che usano la quadricromia per la TIPOGRAFIA (principalmente offset).
        Ma ho visto anche molte (tipografie = copisterie) che se gliene parli vanno in crisi. Talune (nella mia esperienza) usano macchine digitali rgb e, visti i costi, se non hai tirature interessanti, lasciano perdere l’offset. In più sembra che con le stampanti più moderne anche dal punto di vista qualitativo la differenza sia sempre meno percepibile.

        Tornando al discorso iniziale, quei professionisti a cui ti riferisci non possono fare a meno di alcuni programmi della suite di adobe. Sicché –essendo strumento di lavoro non debbono fare altro che comprarsi le app con cui lavorano. Esattamente come io compro i CAD/BIM o tutti gli altri strumenti che servono per il mio lavoro.
        Ma gli altri? Per ritoccare una foto (che magari finisce in fbook) serve per forza PS?

        Una licenza di PSelements ha fatto il suo dovere egregiamente per anni.

        Non ho ancora avuto modo di approfondire ma sembrerebbe che Acorn gestisca la quadricromia, pixelmator invece no: questo post oltre che onesto è anche interessante.

        Scribus (open source) gestisce la quadricromia.

        Per LaTeX potrebbe essere interessante questa miniguida

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Darktable senbra proprio interessante. Io per le foto-foto ho sempre usato iPhoto — per le mie esigenze è più che sufficiente — magari una prova di darktable potrei anche farla. Però di iPhoto mi piace troppo la sua capacità di archiviazione automatica, altro che avere foto disperse su tutto il disco rigido come vedo sui computer di parenti e amici: “aspetta ti faccio vedere le foto che ho fatto questa estate…”, e so già che quello che mi aspetta veramente è una mezz’oretta di attesa finché non trova la cartella giusta… 😉

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