Playlist per Bora Bora: Time After Time

Il sottotitolo di questo post potrebbe essere Come un genio può trasformare anche una canzoncina da niente in un capolavoro.

È quello che è successo a Time After Time di Cindy Lauper, arrivata al primo posto delle classifiche USA del 1984 e considerata uno dei pezzi migliori della cantante americana e una delle canzoni simbolo degli anni ’80.1

Time After Time nella versione originale è una canzoncina pop carina ma niente di più, che ci appesantirebbe troppo nel nostro viaggio verso Bora Bora.

Per sua fortuna un genio come Miles Davis l’ha resa un capolavoro intramontabile. Nel 1985, appena un anno dopo l’uscita della versione originale, Miles Davis incluse la sua versione di Time After Time nell’album You Are Under Arrest, uno dei suoi ultimi dischi. In questa versione, la tromba di Miles la fa da padrone dalla prima all’ultima nota. Entusiasmante.

Ancora più affascinanti sono le versioni live successive, molto più lunghe e rarefatte, sempre più lontane dall’originale, in cui Miles da notevole spazio agli altri strumenti del gruppo. Miles è ormai vecchio e stanco, sembra suonare più per se che per il pubblico, ma le poche note che riesce a fare sono ancora magiche.

Purtroppo su YouTube non si trova moltissimo, un concerto a Tokyo del 1985, una versione registrata alla TV giapponese nel 1987 e una esibizione al Festival Jazz di Montreux del 1988.

Molto meglio rivolgersi a Spotify, ed ascoltare i brani di questa playlist (contiene anche la versione originale di Cindy Lauper e due cover molto belle del Manhattan Transfer e di Tuck & Patty). Difficile dire quale sia la versione migliore. Io sono indeciso fra questo concerto al North Sea Jazz Festival del 1985 e questa registrazione al festival di Nizza del 1986.


  1. Da non confondere con la canzone omonima del 1947 cantata da Frank Sinatra e dal grande, grandissimo Chet Baker
Annunci
Tagged with:
Pubblicato su musica
16 comments on “Playlist per Bora Bora: Time After Time
  1. frix ha detto:

    A memoria e senza verificare (per pigrizia momentanea….ieri sera ho mangiato pesante e ora ne pago il pegno 🙂 ):
    nei live suonava anche un brano di succeso di Michael Jackson (poi lo vado a cercare).

    Era il periodo in cui Miles –incazzato con la casa editrice musicale e con il suo agente– disse che non avrebbe più scritto nessun pezzo perché non voleva che guadagnassero con le sue musiche (la sua arte) senza corrispondergli in compenso il denaro che lui considerava congruo (molta arte, molto denaro).

    Va detto, come parere mio personale, che Miles non era molto in forma in quegli anni; secondo me pagava i conti del modus vivendi condotto negli anni. Aveva problemi di saluti.

    In compenso i suoi compagni di avventura del periodo erano, come quasi sempre capitò nella vita musicale di Miles, musicisti di grandissimo valore, a partire da Marcus Miller.

    Mi piace

  2. frix ha detto:

    Aveva problemi di saluti

    Ok miles non era proprio un modello da seguire quanto ad educazione ma in verità non saprei dire se avesse difficoltà in questo campo.😉 Ma di sicuro ne aveva di salutE.

    Il pezzo a cui mi riferivo era Human Nature che conoscevo attraverso Michel Jackson ma che ho scoperto essere di Porcaro (e Bettis) dei Toto. Per inciso preferisco versione di Jackson, più intensa.

    Mi piace

    • Sabino Maggi ha detto:

      Infatti è proprio Human Nature, anche questo in You Are Under Arrest. Francamente finché non ho scritto questo post non sapevo che fosse di Toto/Michael Jackson.

      Mi piace

      • Sabino Maggi ha detto:

        Comunque consiglio di ascoltare la playlist su Spotify. Non è una cosa da fanatici, i pezzi live sono bellissimi, uno diverso dall’altro. È una delle cose che mi piace di più del jazz, ogni interpretazione dello stesso brano è diversa, spesso diversissima, dalla altre. A differenza della fissità stucchevle della musica cosiddetta classica che invece si crogiola nella (impossibile!) riproduzione fedele all’originale invece di cercare di innovare. Infatti uno come Glenn Gould che lo ha fatto è sempre stato visto come un marziano.

        Mi piace

      • frix ha detto:

        Francamente finché non ho scritto questo post non sapevo che fosse di Toto/Michael Jackson.

        Per rendere bene andrebbe detto con fortissimo accento genovese: Belin ma dove hai vissuto? Non ascoltavi la radio? 🙂

        Secondo me qualche volta l’ha passata pure radio 3 😀

        Mi piace

        • Sabino Maggi ha detto:

          Certo che ascoltavo la radio, belin!!!
          Ma Michael Jackson, odioso, non mi piaceva per niente e non ho mai associato quella canzone al pezzo di Miles. E allora ascoltavo You Are Under Arrest da una cassettina copiata da un amico, c’erano al max i titoli dei pezzi, certo non le note di copertina 😉

          Mi piace

          • Sabino Maggi ha detto:

            Bello il video dei Toto, soprattutto per quei capelli cotonati anni ’80. Sembrano tanti Simon le Bon… 😀

            Mi piace

          • frix ha detto:

            Ai tempi anche io ero riluttante all’ascolto di MJ. Ero in pieno periodo post-punk. Pensa che compravo i dischi della ECM, di nascosto dai miei amici… avrei potuto subire qualche ritorsione😜
            Era impossibile non conoscere Human nature di MJ. Si sentiva ovunque.

            Però Thriller era un buon disco. Così come erano interessanti quelli di Prince meglio di MJ, secondo me, ai tempi)

            Altro che capelli cotonati! Io avevo la cresta! Allora… Non era mica come adesso…
            …Sic sembro il nonno di mio padre…

            Mi piace

          • Sabino Maggi ha detto:

            Pensa che compravo i dischi della ECM, di nascosto dai miei amici… avrei potuto subire qualche ritorsione😜

            ECM, la casa discografica più interessante in assoluto per tutta la nuova musica. Prima o poi arriverà qualcosa di ECM ovviamente. Anzi, se mi ci mettessi arriverebbe troppo da ECM.

            Era impossibile non conoscere Human nature di MJ. Si sentiva ovunque.

            Sicuro. In effetti si sentiva in giro tutto di quel deficiente. Avrò tanto rimosso da non riconoscere Human Nature nella versione di Miles Davis. Boh.

            Così come erano interessanti quelli di Prince meglio di MJ, secondo me, ai tempi)

            Concordo, Prince era tutta un’altra cosa.

            Mi piace

  3. frix ha detto:

    Caro Sabino, stai mettendo in crisi le mie mattinate domenicali 😜
    Anche oggi volevo lavorare un paio d’ore prima della sveglia del resto della ciurma famigliare e invece mi sono trovato a guardare questo film intervista a Marcus Miller.
    Nonostante manchino i sottotitoli in inglese (che apprezzo molto perché con l’inglese parlato faccio un più fatica che con quello scritto) si capisce abbastanza anche al primo ascolto.
    Come appassionato di Miles cerco e segno l’indirizzo del museo. Mi piacerebbe andarci.

    Mi piace

  4. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Ultimamente ascolto spesso quest’altra canzone:

    Che ne pensi?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informativa
Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o su qualunque altro elemento o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
Follow MelaBit on WordPress.com
Categorie
Archivi
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: