Playlist per Bora Bora: Michaelangelo

Michaelangelo è uno dei gruppi più ingiustamente misconosciuti della storia della musica rock. Hanno prodotto un solo disco e poi sono scomparsi, schiacciati dallo show business e da ripicche assurde fra produttori e agenti.

Però il loro unico disco, One Voice Many del 1971 (un titolo quasi preveggente), è una vera gemma e con la sua alternanza di brani vocali e solo strumentali costituisce un mix formidabile di voci anni ’60 e atmosfere soft-psichedeliche.

Un disco da ascoltare e riascoltare tutto di seguito, per assaporarlo fino in fondo. Ma fossi obbligato a indicare il brano che preferisco non saprei scegliere fra Medley: Take it Bach/Michaelangelo, basato in parte su un canone di Johann Sebastian Bach e inserito nel filone del rock sinfonico tanto popolare in quegli anni, e l’ultima traccia, One Voice Many, che da anche il titolo all’album.

Chi volesse approfondire la conoscenza di questo gruppo tanto straordinario quanto sfortunato può leggere due brevi pagine, una in italiano e l’altra in inglese. Ma la fonte migliore di informazioni sui Michaelangelo è di sicuro questo lungo articolo su Rockasteria.

Come chicca finale, voglio segnalare la recensione del disco su Billboard, tanto striminzita da rendere chiaramente l’idea di quanto il gruppo fosse poco considerato all’epoca.

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Pubblicato su musica
2 comments on “Playlist per Bora Bora: Michaelangelo
  1. frix ha detto:

    … non mi piacciono mica tanto… ho l’impressione che siano stati un mix di altri gruppi del periodo… che pescassero di qui e di là…
    a meno che invece fossero così avanti da essere copiati ma non in toto a sprazzi da altri che poi ci hanno campato… mah… li rimando a settembre solo perché li segnali tu.
    Proverò a riascoltarli… ma più avanti.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Francamente non saprei dirti, a me i Michealangelo sono sembrati abbastanza originali fin dal primo ascolto. Del resto i gruppi che producevano musica simile alla loro sono tutti più o meno contemporanei, Emerson, Lake & Palmer, Curved Air, Gentle Giant, sono tutti nati proprio in quel periodo tumultuoso e straordinariamente creativo a cavallo fra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, preceduti di un paio di anni da Genesis e King Crimson.

      Insomma, secondo me è inevitabile che questi artisti si influenzassero reciprocamente e che la cosa si avverta ascoltando i loro dischi. Senza dover parlare per questo di copia.

      E poi questo è un gioco, io propongo la musica che mi piace, a volte anche per motivi che con la musica in sé hanno poco a che fare, cercando per quanto è possibile di parlare di dischi poco noti o dimenticati, come questo. Ma non faccio il critico musicale, non voglio — e non so — analizzare in profondità la genesi e i contenuti del disco, quello che c’è dietro, le motivazioni per questo o quel pezzo. Questo compito lo lascio volentieri a Bertoncelli & Co.

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