RapidWeaver 7 in anteprima

Oggi, anzi contemporaneamente alla pubblicazione di questo post, esce la nuova versione di RapidWeaver, la versione 7, che secondo il comunicato stampa di Realmac Software, è il maggiore aggiornamento mai rilasciato del programma.

Qualche giorno fa ho ricevuto in anteprima una copia per la stampa (la stampa? 😮 ) di RapidWeaver 7 (da ora in poi RW7) con relativo numero di licenza, e quindi mi sono sentito moralmente obbligato a giocherellare un po’ con il programma.

Dico subito che RW7 mi piace. Non userei mai RW7 per questo blog e nemmeno per un sito che viene aggiornato frequentemente. Per questo tipo di siti sono molto più adatti i generatori automatici di contenuti, statici o dinamici a seconda dei gusti.

Ma per un sito vetrina di una piccola attività professionale o per presentare un software, un ebook, un video autoprodotto, ammetto che dopo aver provato RW7 ci penserei due volte prima di non usarlo.

Perché per una volta è vero quello che dice la pubblicità, con RW7 è possibile — e perfino divertente — creare un sito web da zero senza conoscere l’html e le tecnologie web. Alcuni temi predefiniti di buona qualità e con un numero notevole di opzioni di configurazione permettono di dare al sito un look originale e allo stesso tempo vicino ai canoni stilistici del momento.

Quando si crea il primo progetto in RW7 compare una pagina vuota che suggerisce di guardare il video Getting Started per imparare ad usare il programma. Sono stato tentato di farlo, ma poi ho deciso di verificare se fosse possibile usare RW7 senza saperne niente. Ed in effetti è possibile: in una mezz’ora di lavoro ho creato senza troppi intoppi un semplice sito di prova con alcune pagine contenenti testo e immagini, una galleria di fotografie e perfino una mappa del sito.

Ho usato troppo poco RW7 per riuscire a fare una recensione completa del programma o una guida introduttiva all’uso di RW7. Voglio però menzionare alcune cose che non mi piacciono o che sembrano dei veri e propri bachi, sperando che vengano corrette nelle prossime release del programma.

  • Manca un modo visuale per creare dei link fra le diverse pagine del sito, ad esempio trascinando l’icona di pagina di destinazione dalla finestra laterale sinistra direttamente nell’editor. Può darsi che leggendo la documentazione o guardando i tutorial si riesca a farlo, ma di sicuro la cosa non è possibile con il semplice drag-and-drop, sia usando l’editor markdown che quello visuale.

  • Considerazioni analoghe valgono per l’inserimento delle immagini nelle pagine del sito.

  • La versione attuale integra ben 56 temi diversi. La maggior parte però ha un look piuttosto datato e non è nemmeno adattabile ai dispositivi mobili. Dubito che qualcuno possa voler creare oggi un sito con i temi Aqualicious, Birthday o School. Meglio allora includere pochi temi ben fatti, configurabili e responsivi, adatti ad essere visualizzati sia su un computer che su tablet e smartphone.

  • A questo proposito, alcuni i temi responsivi che ho provato hanno un bug fastidioso: passando alla visualizzazione per iPhone o iPad, il banner in cima alla pagina si restringe correttamente in orizzontale ma non in verticale, finendo per risultare troppo alto (e fastidioso) per lo schermo relativamente piccolo dell’iPhone o dell’iPad in modalità landscape.

Tirando le somme, sono convinto che RapidWeaver 7 sia un buon acquisto. Costa una cifra decente, 90 euro (o 40 euro per l’aggiornamento), può essere installato su due Mac e si ha una garanzia soddisfatti o rimborsati di ben 30 giorni. Non mi sembra nemmeno che ci siano limitazioni sul numero di siti gestibili con una singola licenza.

Per il professionista o il piccolo imprenditore che voglia sviluppare in casa un sito di presentazione della propria attività, RW7 costa di sicuro molto meno di uno sviluppatore professionista, che non farebbe molto meglio di quanto fatto automaticamente dal programma.

Per un sito più sofisticato, ad esempio un sito di commercio elettronico, comincio ad avere qualche dubbio: bisogna acquistare un certo numero di plugin, metterli insieme e far funzionare il tutto, un’operazione che può costare più del programma stesso e che probabilmente non è alla portata dell’utente medio, per di più con poco tempo a disposizione.

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Pubblicato su software
8 comments on “RapidWeaver 7 in anteprima
  1. frix ha detto:

    Un tempo di avrebbero definito questa recensione come democristiana. Dai un colpo al cerchio ed uno alla botte.
    Va bene ma non va bene. 🙂
    Da una prima lettura — veloce — sembrerebbe una recensione negativa.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Allora mi sono espresso male, perché non è una recensione negativa, anzi.

      Quello che volevo dire è che RW7 non va bene per uno che sappia come usare un CMS e che voglia gestire un sito aggiornato frequentemente.
      Ma per un sito che cambia poco, che sia composto da poche pagine di soli testi e immagini, senza forum, commenti, accessi degli utenti, e-chi-più-ne-ha-più-ne-metta, scondo me RW7 è una scelta eccellente.
      Se qualcuno mi chiedesse di fargli il sito per una piccola attività, ci farei di certo molto di più di un pensierino.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Mmmmhhh, democristiano… di questi tempi è quasi un complimento! 😉

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  2. gioaietano69 ha detto:

    RW7 è un tipo di programma che non utilizzo (una quindicina di anni fa ho fatto qualcosa con Golive) quindi non posso esprimere giudizi.
    Segnalo solo che su quest’altro sito (adesso metto il link sperando di non essere bannato come ti è capitato su Facebook – http://spider-mac.com/2016/05/25/recensione-sparkle-permette-di-creare-siti-web-in-pochi-click-gratis-per-alcune-ore-costa-e80/ ) si parla di un concorrente di RW7 e soprattutto nei commenti il RW7 ne esce distrutto per i bug e per la politica commerciale.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Grazie per il link, la recensione è molto interessante. Leggendola mi hanno colpito alcune caratteristiche di Sparkle che non mi piacciono particolarmente, fra cui:
      – Mancanza dei temi: costruire il layout del sito da zero può essere facile o piacevole per chi ha delle propensioni grafiche, ma per chi come me è a digiuno, significa probabilmente ottenere qualcosa di molto banale, … oppure di molto brutto.
      – Se ho capito bene Sparkle non usa, o usa poco, CSS. Significa che per cambiare l’aspetto del sito bisogna intervenire sui singoli componenti, un po’ come fanno tutti quando usano Word. Personalmente preferisco la separazione fra contenuto e forma garantita da un buon uso di CSS.
      – I siti costruiti con Sparkle sono poco “responsive”. Mi sembra oggi un limite piuttosto serio.
      Naturalmente leggere una recensione è ben diverso da “usare” un programma, magari se lo provassi ne ricaverei un impressione migliore. E poi è chiaro che l’apprezzamento o meno di un programma dipende molto dalle abitudini e dallo stile di ciascuno. Io sono poco visuale e preferisco a priori i software programmabili. Ma credo di essere una eccezione più che la regola.

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  3. Giuseppe G ha detto:

    Uso Rapid weaver da qualche anno e con esso ho realizzato una trentina di siti che tengo aggiornati senza problemi. Il software è validissimo, va solo specificato che per lavorare occorre investire in stacks. Ci sono stacks per fare qualsiasi cosa, anche un e-commerce serio, volendo. Impossibile recensire un programma del genere sulle funzionalità, gli stacks ormai sono migliaia, ce ne sono per ogni tipo di esigenza, Idem per i template disponibili, tra l’altro molto ben fatti e senza buchi come mi capitava di trovare su cosette più blasonate di cms dati come standard di mercato.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      I plugin (o gli stack come si chiamano in RW) sono un elemento essenziale di tanti software moderni) perché permettono di aggiungere le funzioni aggiuntive desiderate senza sovraccaricare il programma con opzioni che non verranno mai usate.
      Sono in fondo anche un bel business, spesso costano abbastanza, ma se sono fatti bene valgono la spesa.
      Domanda: visto che hai molta esperienza con RW, cosa ne pensi delle mie impressioni? In particolare, credi o no che l’utente medio sia in grado di creare da solo con RW un sito basilare che faccia da vetrina della sua attività o che ci voglia comunque un professionista come te che lo guidi? Non parlo di e-commerce e simili, cose come quelle credo siano fuori portata.

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      • Giuseppe G ha detto:

        Io ho sempre lavorato nel campo dell’immagine e abbiamo sempre prodotto servizi di ogni tipo ma escludendo il web perché nessuno sapeva scrivere il codice. Molte agenzie di media dimensione hanno iniziato a proporre siti realizzati in wordpress o similari, abbiamo provato ma l’abbiamo sempre giudicata una soluzione legnosa e poco pratica. Rapidweaver con il tempo si è rivelato un ottimo alleato. C’è uno stack di una società veneta che permette di fare un ecommerce molto funzionale ed efficace, collaudato personalmente per più di due anni.
        I siti realizzati sono anche abbastanza complessi, contengono decine di stack e raramente si sono avuti problemi di incompatibilità, tra l’altro sempre risolti nel giro di poche ore, in quanto si ha spesso il rapporto diretto con lo sviluppatore che la prende sempre come un caso personale… ambiente molto positivo e usabilità che migliora continuamente. Quindi, sì, l’utente medio con l’acquisto di una decina di stack può fare già dei lavori egregi, non solo vetrine basilari.

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