La matematica di Facebook

“Uno in meno! Sei fuori!” La storia l’ho già raccontata ieri. Concludendo che Facebook non può essere altro che puro divertimento senza complessità, informazione usa e getta.

Tante volte più da gettare che da usare.

Vediamo cosa succede su Facebook quando qualcuno pone un problema di matematica. Roba semplice, sia chiaro, roba da scuola elementare, le quattro operazioni, mica geometria differenziale o teoria dei gruppi.

Ci vuole un sondaggio, con 525 commenti, per determinare il risultato corretto di 6 - 2 \times 2. Ma nonostante ciò,

Se é un’ espressione é B=2 e se nn lo é il risultato é A=8 [sic!]

Puoi andare all’Università Cattolica (e non solo!) e non sapere quanto fa 8 + 8 \times 0 + 5 \times 0 + 1. E non c’è nemmeno un cane che ti aiuta.

ho sfogliato centinaia di commenti, MA STO CAZZO DI RISULTATO QUAL’è? AIUUTOO

Ti fanno perfino vedere due calcolatrici — di marche diverse (e passi!) o della stessa marca (aiuto!) — che eseguono la stessa operazione, 6 : 2 (1 + 2) e ti chiedono di decidere quale sbaglia. Ma porca la miseria…

Calcolatrici a confronto

Non credo sia così ovvio. Nel senso che, è verissimo che la parentesi ha la precedenza, ma il risultato di questa non è ben precisato a quale numero dev’essere moltiplicato, cioè se al 6 o al 2.
Quindi abbiamo 2 possibili interpretazioni: (63)/2 oppure 6/(23).
Tuttavia, visto che, se non diversamente specificato, i numeri sono sempre moltiplicatori, anche io finirei con l’interpretare l’unico divisore che è 2. Quindi mi andrebbe bene il risultato 9.

Dice bene Giuseppe,

Ragazzi mi congratulo per le voste risposte. Ora do la mia di risposta, ma questo enigma se avete gia’ un’eta’ post scolastica nella vita quotidiana a che cazzo seve?

Vero, a che serve sapere fare le moltiplicazioni e le divisioni? Tanto c’è sempre la calcolatrice…

…O no?

Qual’è la soluzione?

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Pubblicato su società
4 comments on “La matematica di Facebook
  1. frix ha detto:

    quale è la soluzione?

    vedere come è scritto il problema all’origine (se fosse scritto a mano o con LaTeX ci sarebbe una linea di frazione), o comprendere da dove deriva il calcolo.
    mi paiono gli unici modi per discriminare se la parentesi moltiplica il numeratore o il divisore.

    La matematica ha la sua sintassi, le parentesi aiutano ad evitare ambiguità. in questo caso avrebbero aiutato.

    Tre software di iPad, all’operazione scritta così 6:2(1+2) restituiscono = 9.
    sono:

    The calculator
    Calculator #
    Soulver

    ipotizzo che i programmatori abbiano seguito le priorità delle operazioni ma mano che incontra. Magari èuna speciale tecnica che io non conosco.

    in questo casi, prima dividono poi moltiplicano considerando che non esista priorità tra divisione e moltiplicazione.

    cmq nel caso specifico l’unica certezza è evitare di frequentare certi gruppi Facebook.
    Esattamente come diceva un tempo la mamma, quando andavo alle medie, a proposito delle cattive compagnie. 🙂

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Ho scelto apposta esempi riferiti alla matematica perché la matematica non è ambigua, è un insieme di regole ben precise e rigorose. In particolare le moltiplicazioni e le divisioni si eseguono prima delle addizioni e delle sottrazioni, e che a parità di precedenza l’ordine di esecuzione delle operazioni va da sinistra a destra. Se ci sono parentesi si eseguono prima le operazioni dentro le parentesi più interne e via via in quelle più esterne. Stop, non c’è altro, a parte il fatto che il segno di moltiplicazione si può omettere, almeno quando non ci sono ambiguità.

      In base a ciò, gli esempi che ho fatto hanno sempre (e solo) un risultato corretto:
      a.) 6 – 2 x 2 = 6 – 4 = 2
      b.) 8 + 8 x 0 + 5 x 0 + 1 = 8 + 0 + 0 + 1 = 9
      c.) 6 : 2 (1 + 2) equivale a 6 : 2 x (1 + 2) = 6 : 2 x 3 = 3 x 3 = 9

      Se nel caso c. avessi voluto che la somma (1+2) fosse al denominatore, avrei dovuto scrivere
      6 : (2 x (1 + 2)).

      Detto questo è chiaro che:
      – come dici, le parentesi aiutano ad evitare le ambiguità. Ma in questo caso NON ci sono ambiguità, l’espressione è scritta in modo corretto dal punto di vista formale, anche se poi è sbagliato il programma che la “legge” e fa i calcoli.
      – alcune calcolatrici interpretano male le regole, non perché le regole siano ambigue, ma solo perché sono state programmate male.
      – per evitare problemi la cosa migliore è mettere sempre i segni di operazioni o usare calcolatrici RPN, molto popolari nei lontani anni ’70 e ’80 grazie all’HP, ma oggi in disuso.

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      • Sabino Maggi ha detto:

        Dimenticavo: quello che trovo profondamente sbagliato è affidarsi completamente alla calcolatrice per qualunque calcolo. Proprio come nel famoso racconto di Asimov, Nove volte sette del 1958. Da leggere assolutamente. Anche se il pdf che ho trovato è una versione per la scuola, se la memoria non mi tradisce dovrebbe essere uguale all’originale. Oppure cercate su eBay il mitico volume “Le meraviglie del possibile” della Einaudi e leggete lì il racconto di Asimov insieme a tanti altri capolavori.

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  2. frix ha detto:

    acc. al correttore e a me che non ho riletto con attenzione. volevo dire:
    specifica tecnica che io non conosco, intesa come assegnazione di priorità al calcolo fornita al software dal programmatore.

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