Ma è vero che i prodotti Apple costano troppo? (seconda parte)

Come già accennato ieri, i prodotti Apple sono solo apparentemente più costosi di quelli della concorrenza. Per tanti motivi, fra cui quello di sicuro più importante è il valore aggiunto incommensurabile che qualunque utente può ottenere dal servizio di assistenza della casa della mela.

Riuscire a risolvere un problema — con il Mac, l’iPhone o l’iPad non importa — con poca fatica, in tempi brevi e in modo soddisfacente è una cosa che non ha prezzo. Basta averlo sperimentato anche una sola volta per rendersene conto.

Ma più che le frasi di principio vale l’esperienza diretta. Per cui ecco il racconto di due episodi recenti di interazione con il servizio di assistenza della Apple. Nel primo qui sotto sono stato solo un osservatore, anche se interessato, la prossima volta si tratterà di una esperienza personale diretta.

Diana

Arrivo una mattina in istituto e trovo, chiamiamola così, Diana — una giovane collega appena dottorata che abita proprio di fronte al mio studio — quasi in lacrime. Il suo MacBook Pro non parte, all’accensione compare solo l’icona di una cartella con il punto interrogativo con la proposta di ripristinare il sistema operativo.

Do una occhiata e vedo che effettivamente sta caricando il sistema di ripristino. Molto lentamente, però, troppo lentamente.

Diana mi spiega che sta usando il cellulare come hotspot perché non riusciva né ad usare il cavo ethernet né ad inserire la password del WiFi. Ci penso un po’ ed è ovvio: la rete cablata non ha il DHCP, bisogna inserire i parametri a mano e Diana non sa come si fa. Per il WiFi, invece, è più banale: nei momenti critici il Mac usa la tastiera di default, con il layout USA, dove i caratteri speciali della password sono in posizioni diverse rispetto alla tastiera italiana.

Alla fine, dopo un caffé di decompressione per ingannare l’attesa, compare finalmente la schermata di ripristino del sistema operativo. Si può solo scegliere di reinstallare OS X da zero (lo so che ora si chiama macOS, ma sul MBP di Diana c’è ancora Mavericks, quindi…), perdendo tutto quello che c’è sul disco rigido.

Diana, naturalmente non ha un backup, nonostante la abbia detto più volte di prendere un disco esterno e attivare Time Machine. Ma sul MacBook Pro tiene tutto, la tesi di dottorato, gli articoli e i documenti che ha scritto negli ultimi anni, i dati degli esperimenti, tutto!

È un bel guaio, provo ad apparire ottimista, ma so che il problema è serio. Se il disco rigido è morto, Diana ha perso tutto e non c’è più niente da fare. D’altra parte, se il disco rigido non funziona più, come ha fatto il Mac a caricare il sistema di ripristino? Forse c’è ancora speranza.

Niente di più sbagliato: come ho imparato in seguito, quando il disco rigido non c’è o non funziona, il sistema di ripristino viene caricato ed eseguito da remoto. Anzi, la lunga attesa per il download via hotspot era dovuta proprio a quello. Però il mio errore è stato utile per Diana, le ha tenuto accesa la fiammella della speranza e ha ricacciato indietro le lacrime.

Già che ci sono provo ad usare gli altri strumenti disponibili nel sistema di ripristino. Disk Utility non vede nessun disco, e lo stesso succede dal Terminale con diskutil — lo strumento fondamentale di Mac OS X per gestire il disco rigido dal Terminale.

Lancio perfino fdisk, che funziona ancora più a basso livello e che mi mostra una tabella delle partizioni completamente vuota.

Non c’è niente da fare, inutile cercare di fare da soli, bisogna rivolgersi all’assistenza. Diana ha finito il dottorato da poco, è senza contratto e quindi senza uno stipendio regolare, ma non può e non vuole perdere i suoi documenti, costi quello che costi.

Telefono a Compulab, il centro di assistenza autorizzato per la mia zona, nonché il rivenditore Apple per il settore Educazionale, da cui compro (e faccio comprare) tutti i Mac che mi passano per le mani. Nessun problema, possiamo andarci subito.

Dieci minuti e siamo lì. Ci riceve un tecnico molto preparato, bastano poche parole e capisce subito quello che può essere successo. Nel MacBook Pro di Diana, il cavo che collega l’hard-disk alla scheda madre ha un difetto noto e riconosciuto dalla stessa Apple, tanto che la sostituzione è gratuita anche fuori garanzia. Però dobbiamo lasciare lì il notebook perché possa controllare, ma ci farà sapere al più presto.

Diana è perplessa, la faccia parla da sé, il tecnico sorride e la rassicura, se ci riesce proverà a farle sapere qualcosa già nel pomeriggio.

È proprio quello che succede, dopo poche ore Diana va a riprendere il suo Mac tornato in perfetta forma, con tutti i suoi file intatti. Costo dell’intervento: zero. Apparentemente solo una spesa a vuoto per Compulab ed Apple, ma quanti nuovi clienti potrà guadagnare con il passaparola?

Il giorno dopo Diana inizia finalmente ad usare Time Machine. La paura fa miracoli.

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Pubblicato su hardware
12 comments on “Ma è vero che i prodotti Apple costano troppo? (seconda parte)
  1. fearandil ha detto:

    Ci son due tipi di persone: quelli che fanno i backup e quelli che li faranno.

    Liked by 1 persona

    • kOoLiNuS ha detto:

      oppure quelli che hanno perso i dati e quelli che li perderanno …

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      • Sabino Maggi ha detto:

        @fearandil, koolinus: Penso che coincidano. Chi fa i backup ha già perso i dati e quindi sta attento. O no?

        A me è successo proprio così. All’università, usando per sbaglio lo stramaledetto comando del *.*;* del VAX VMS, ho cancellato utti i file di una simulazione per un esame. Anche se c’erano i nastri di backup, il professore ha rifiutato di perdere tempo per recuperare i miei file.
        Ho dovuto riscrivere tutto da zero copiando il programma da una stampa precedente.
        Il professore è stato un bastardo, ma senza volere mi ha insegnato l’importanza di avere dei backup “personali” sempre aggiornati.
        E poi da quello ho anche imparato ad accedere agli account del prof in questione (e di altri) per avere privilegi e sicurezze più elevate.

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  2. Luca Brichese ha detto:

    Posso sapere quale modello di MacBook Pro era? A me, dopo 8 anni, é morto il mio, e vorrei sapere se magari basta quel che avete fatto voi per ripristinarlo 😀

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  3. frix ha detto:

    Occhio alle volte un solo disco di TM potrebbe non bastare! E la sfiga ha un’ottima vista😎
    Sicché mi sento di consigliare ALMENO un paio di dischi TM oltre uno (o più) di bup.
    i due per TM non debbono necessariamente viaggiare insieme tutti i giorni. uno potrebbe (dovrebbe) essere settimanale, così da occupare meno spazio mantenendo un sufficiente grado di salvaguardia. Si intensificherà il suo uso in caso di progetti importanti con scadenze serrate e – capita – penali una cado di ritardo.

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    • fearandil ha detto:

      Non concordo, la time machine è un data recovery, quindi si all”attenzione, ma se volete un backup davvero sicuro comprate backblaze. Non consiglio altri perché gli altri hanno sempre un paletto qui o uno li, backblaze è davvero il backup perfetto via web.

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  4. frix ha detto:

    @fearandil
    il punto mi pare sia un altro.

    Sono d’accordo con te sui probabili vantaggi di un servizio web tipo backblaze ma contiene presupposti di partenza diversi e peculiari:

    disponibilità di linea internet (ad es. a casa mia non c’è, strano ma è così)
    disponibilità di linea internet sufficientemente veloce in upload e download. molti servizi, vodafone in testa. in upload sono pessimi.
    disponibilità di contratti flat, che hanno un costo ancora significativo e costante. Un privato – ad esempio la studentessa – potrebbe non volerli/poterli sostenere.
    un approccio mentale dell’utente specifico: molti preferiscono avere fisicamente i loro dati in mano oppure trattano dati sensibili e preferiscono gestistirseli localmente: l’esempio recente di yahoo non aiuta certo la modifica di questo pensiero
    sicuramente altro… ma non ho tempo di pensarci 🙂

    Io ho parlato di TM e per la mia esperienza 2 dischi servono perché uno si può guastare (ovviamente per stare nel tema del post di Sabino: a me è successo!)

    Va bene comunque sottolineare il fatto che TM non è un servizio di backup e che quindi un backup (che io sopra ho definito come bup) va sempre fatto e organizzato per bene con sufficienti copie e, possibilmente, loro dislocazioni fisiche differenziate, compreso il web se lo si desidera e lo si può attivare.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Quasi a farlo apposta, il mio disco di Time Machine di casa ieri ha deciso di dare fastidio, rifiutando di montarsi sul desktop o di fare il backup. Cercare di riparare la struttura del file system con Disk Utility non è servito a niente e sono stato obbligato a ripartizionare (con una sola partizione) e riformattare il disco rigido. Perché ripartizionarlo? Perché altrimenti la riformattazione non funzionava, vai a capire perché.

      Stanotte ha iniziato a fare il backup da zero, è 1 TB di roba, ci vorrà tempo. Ma ho sbagliato, per il backup iniziale avrei dovuto selezionare un disco alla volta (ne ho tre).

      Quindi è vero, meglio avere più dischi di Time Machine, magari in posti diversi, oltre ad uno o più backup “veri”.

      Backblaze sembra molto interessante, il mio dubbio è sulla possibilità realistica di gestire un backup sul cloud di centinaia di GB da casa, anche con Fastweb. Ovviamente vale per Backblaze come per Dropbox, iCloud e qualunque altro servizio online. Forse sarebbe utile esplorare strumenti come ownCloud/nextCloud o magari Syncthing, che consentono di mantenere il backup sulla propria rete (con i rischi connessi).

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  5. Paoloo ha detto:

    Caricamento da remoto del sistema di ripristino!? questa non la sapevo

    E a che giova, o cosa ripristina, se l HD è completamente andato ( eventualità necessaria per il caricamento remoto del sistema di ripristino stesso)?

    Un altra curiosità, quanto pesa il sistema di ripristino caricato, visto che è stato usato il cellulare come hotspot, il piano internet del cell non sarà andato pericolosamente extra soglia???

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  6. Francesco ha detto:

    Caricamento da remoto del sistema di ripristino!? questa non la sapevo

    E a che giova, o cosa ripristina, se l HD è completamente andato ( eventualità necessaria per il caricamento remoto del sistema di ripristino stesso)?

    Un altra curiosità, quanto pesa il sistema di ripristino caricato, visto che è stato usato il cellulare come hotspot, il piano internet del cell non sarà andato pericolosamente extra soglia???

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Nemmeno io, infatti da quello ho pensato che il disco rigido fosse a posto. Invece OS X viene caricato solo in RAM, quindi funziona anche se il disco rigido è andato.
      Serve perché almeno puoi usare Disk Utility o il Terminale per cercare di capirci qualcosa o installare OS X su un disco esterno e forse (forse! ma spero di non essere costretto a provare) anche quando il disco principale è stato sostituito.
      Il download è più di un GB, credo intorno al giga e mezzo.

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