FTP con caffé e cornetto

Ha senso oggi trasferire file tramite FTP (l’acronimo sta per File Trasfer Protocol)?

Il protocollo FTP è stato ideato nei primi anni ’70, agli albori di internet, quando solo pochissimi ricercatori usavano la rete e i problemi di sicurezza erano sconosciuti. Riuscire a trasferire file in modo efficiente ed affidabile da un punto all’altro della rete era un’esigenza fondamentale, in un’epoca di collegamenti lenti ed effettuati per lo più tramite la rete telefonica. Se questo comportava dover trasmettere i propri dati in chiaro attraverso la rete, pazienza, al massimo significava (allora!) dover subire qualche scherzo più o meno divertente.

Oggi FTP è sempre meno usato, anche nella versione più sicura SFTP basata su ssh (Secure SHell). Ormai il protocollo è integrato nei browser web (provate ad esempio questo link, ftp://ftp.debian.org/debian/), mentre i servizi cloud hanno reso sempre inutile mettere su un server FTP per condividere grossi file con colleghi ed amici (un vecchio classico: mettere a disposizione le foto di qualche manifestazione o festa).

Ma ci sono casi in cui può ancora servire, in particolare se vogliamo trasferire file di grosse dimensioni, meglio ancora intere directory, oppure se sviluppiamo siti e applicazioni web e vogliamo poter sincronizzare facilmente le modifiche effettuate sul nostro computer con un server remoto.

Sia FTP che SFTP sono presenti in tutti i sistemi Unix come applicazioni da riga di comando. Il Mac non fa eccezione: i programmi ftp e sftp sono installati di default in macOS/OS X e possono essere usati dal Terminale.

Ma anche un appassionato del Terminale come me si rende conto che per gestire i file un’interfaccia grafica è in tanti casi molto più comoda di una a riga di comando.

Per fortuna sul Mac i programmi grafici per FTP/SFTP non mancano di certo e tanti implementano anche protocolli meno diffusi ma altrettanto utili come rsync, per mantenere sincronizzati singoli file e intere directory su due o più computer senza dover usare un servizio cloud, o WebDAV, che permette di modificare file remoti tramite il comune protocollo http utilizzato dai browser web.

Negli anni ne ho usati parecchi, sia i pesi massimi commerciali ForkLift e Transmit che l’open source CyberDuck, che per tanto tempo è stato il mio preferito e che poteva essere usato anche dal Terminale. Ho provato brevemente Flow e pure RBrowser e Fetch, i cui siti web hanno ormai un aspetto vintage, ma ormai da tempo uso solo Yummy FTP Pro, che secondo me ha il miglior equilibrio fra potenza e facilità d’uso.

Schermata di apertura di Yummy FTP Pro

Il pannello di configurazione può mettere in soggezione, ma le opzioni di default sono scelte con molta cura ed in genere non è necessario modificarle. Dopo anni di uso credo di aver cambiato solo la directory su cui salvare i file trasferiti. Allo stesso tempo, il fatto di poter configurare il programma in modo così dettagliato può permettere di risolvere i casi più difficili senza penare troppo.

Pannello di configurazione di Yummy FTP Pro

Comodissima è anche la possibilità di salvare i bookmark dei server a cui si accede più spesso, con tutte le opzioni di connessione relative, e di sincronizzarli fra tutti i Mac tramite Dropbox, iCloud Drive o Google Drive.

In questi giorni Yummi FTP Pro ha un prezzo imbattibile sull’App Store, costa praticamente quanto un caffé e cornetto. Fatevi un favore e non fatevelo sfuggire. Anche se non usate spesso FTP/SFTP, a questo prezzo è una applicazione che non può mancare sul vostro Mac.

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Pubblicato su software
30 comments on “FTP con caffé e cornetto
  1. Fabio Schiano ha detto:

    lo ho provato nel bundle di SetApp, di cui gentilmente mi mandasti l’invito. Il programma … funziona. Considera che ho recentemente dovuto spostare la parte dei contenuti di un grosso sito via ftp in un nuovo server, e si trattava di più di 50 Gb con diverse centinaia di migliaia di immagini… quasi tutti i programmi fino a adesso provato hanno trovato molto presto il loro limite critico, che è forse più un limite del protocollo FTP, ma questo sito era un caso parecchio speciale.

    Comunque, ne ho usati tanti diversi, anche distribuendo il carico in upload su diversi computer con diversi software, mi sembra meglio di tutti si siano comportati Transmit e FileZilla, alcuni si sono dimostrati, a questi livelli, totalmente inadeguati, anche nomi che non mi aspettavo.

    A proposito di SetApp, ma ho sbagliato io qualcosa, o è normale che abbia scaricato sul Mac TUTTE le applicazioni, TUTTE, con relativa icona nel LaunchPad, anche quelle che mai userò, e senza neanche minimamente avvisare della cosa? In tal caso, non apprezzerei particolarmente, mentre se ho sbagliato io, vorrei capire cosa

    grazie Sabino per questi articoli

    FABIO SCHIANO

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Trasferire 50 GB senza problemi non è affatto male (anzi!) e conferma in pieno la mia esperienza con Yummy FTP, che finora comunque non è mai andata oltre qualche Giga.

      Non preoccuparti, Setapp mostra le icone di tutte le applicazioni disponibili ma scarica sul Mac solo quelle che scegli tu. La cosa è visibile chiaramente dal Finder (le applicazioni disponibili ma non scaricate hanno una specie di freccia sovrapposta all’icona), non saprei dirti cosa succede con Launchpad perché non lo uso mai. Però immagino che le icone delle applicazioni che non hai installato servano solo a mostrarti la descrizione del programma, con l’opzione per scaricarlo (come succede anche dal Finder).

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  2. frix ha detto:

    @fabio
    mi hai preceduto, avrei segnalato anche io setapp come alternativa all”acquisto.
    tuttavia in previsione del fatto che non si sa se si aderirà a setapp da marzo pagarlo quanto un caffè non guasta.

    Il mio folder di setapp attualmente pesa 205,2 MB. credo che dipenda anche da quali applicazioni provi ad usare. Ma non ne sono sicuro.

    Al momento sono fermo su cyberduck. A cui contribuii con qualche dollaro in diverse occasioni.

    Fidandomi del BVZ Sab proverò Yummy

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Si, la cartella di Setapp occupa più o meno quello che dici tu anche senza nessuna applicazione installata. Se si pensa che una applicazione normale per OS X ormai può pesare un centinaio di MB (non parlo di giochi, ovviamente) e che Setapp è solo un contenitore, ma di una cinquantina e più di programmi diversi, 200 MB non sono una cifra esagerata.
      Ovviamente, ma l’abbiamo già detto, se di quello che c’è in Setapp interessano solo due-tre programmi, l’acquisto una tantum, soprattutto con questi sconti, è molto più conveniente.
      Se invece Setapp riuscisse ad accordarsi con molti più sviluppatori, sarebbe tutta un’altra cosa.

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  3. Enrico Lupo ha detto:

    SetApp purtroppo impesta completamente il launchpad senza la minima cura di quello che vorrebbe invece il proprietario del mac stesso.
    Io sono tra i pochi (a quanto pare) che usano il launchpad e lo tengo ordinato in maniera maniacale in modo che la app che mi sevono siano immediatamente visibili. Ecco, SetApp mi ha costretto a spostare tutte le sue App in una cartella, cosa che mi ha molto contrariato.

    Detto questo il modello di business lo vedo non adatto alle app. 120€/anno sono un budget discreto per avere app sempre aggiornate e sicuramente utili. IMHO chiuderà ben presto

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Se rimangono con le sole applicazioni attuali sono d’accordo con te. Se riescono a fare accordi più corposi e ad aumentare il numero di programmi disponibili, potrebbe essere un’altra storia.
      Per quello che mi riguarda, ho già quasi tutti i programmi che mi interessano fra quelli disponibili attualmente in Setapp, per cui per me sarebbe una spesa inutile. Ma per qualcuno passato al Mac da poco, potrebbe essere molto utile. Certo, non con sole 50 applicazioni in portafoglio.

      Se non uso Launchpad è proprio per quello che dici tu: all’inizio ho provato ad ordinare le mie applicazioni in modo preciso, raggruppandole per tipo e spostandole nelle varie schermate a seconda dell’uso che ne faccio (esattamente come faccio su iOS), ma poi ho visto che si scombinavano troppo spesso (cosa che NON succede su iOS) e ho lasciato perdere. UN vero peccato, è una delle cose più interessanti portate da iOS al Mac.

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      • Enrico Lupo ha detto:

        Siamo d’accordo che SetApp debba espandere il parco applicazioni facendo però anche attenzione alla qualità delle stesse anche se resto dubbioso su cosa potrà aggiungere di realmente utile. Resto in guardia e betatester finché dura 🙂

        Sul LaunchPad: dalla sua introduzione (2011?) mi è capitato solo due volte di trovarmelo con icone con il punto interrogativo o addirittura resettate al default. Potresti provare a resettare il DB e verificare se hai ancora problemi.
        Anche io lo trovo estremamente utile e pratico al pari del fratello mobile

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        • Sabino Maggi ha detto:

          In teoria ce ne sono parecchie. Fra quelle che mi vengono in mente BBEdit (viene aggiornato annualmente a pagamento, già solo il costo dell’aggiornamento ripagherebbe metà della spesa annuale), Carbon Copy Cloner e SuperDuper, Parallels (come BBEdit) e Fusion, GraphicConverter, DEVONthink Pro, Scrivener, OmniGraffle, Adobe PDF Creator (impossibile che si associno), Readiris Pro, Clarify… beh, penso che basti. È chiaro che il software buono per il Mac non manca.

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          • Enrico Lupo ha detto:

            Si infatti, il mio dubbio è quanti di questi sviluppatori vorranno aderire al business e non quali programmi aggiungere.

            Leggevo sul blog di Terpstra che in pratica le revenue per chi si associa sono calcolate in base al prezzo dell’app ed al numero di utilizzatori mensili e questo purtroppo genere un incostante flusso di cassa che non so’ quanto possa andar bene e per quanto tempo.

            Insomma le potenzialità sono tante come anche i rischi e a SetApp va riconosciuto il merito di aver aperto la strada. Vedremo se sarà il Netflix delle app oppure resterà un esperimento incompiuto.

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        • Sabino Maggi ha detto:

          Launchpad: quando venne introdotto iniziai ad usarlo. Poi dopo alcuni giorni una installazione scombinò tutto, le applicazioni persero l’ordine (certosino) che avevo creato, comparvero le dannate icone con il punto interrogativo, e neanche il reset del database risolse il problema. Rifeci tutto da zero e dopo un paio di giorni nuova installazione e nuovo scombinamento. Mai più usato. Su iOS è fantastico, ma sul Mac forse sta facendo la fine di Dashboard.

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  4. Enrico Lupo ha detto:

    Il precedente mio commento è piuttosto OT, me ne scuso… 😦

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    • Fabio Schiano ha detto:

      no, anzi sono stato io a introdurre l’argomento, perché Yummi FTP Pro era appunto in SetApp.

      Quindi confermi, la cosa mi secca moltissimo (ovviamente non mi riferisco a Sabino 🙂 che mi ha gentilmente invitato)

      Considera che ci sono state sollevazioni popolari quando la Apple regalò a insaputa dei clienti l’album degli U2, ed era solo stato aggiunto alla Libreria iTunes, non scaricato di default… e questi installano senza avvisare 50 e più applicazioni… mi meraviglio davvero

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      • Sabino Maggi ha detto:

        Ecco come mai mi trovo in iTunes quest’album che non ho mai comprato! 😉
        (in realtà l’album Songs of Innocence degli U2 mi compare come acquistato, ma poi non c’è in iTunes, forse perché non l’ho scaricato a suo tempo?)

        A parte questo, come ho scritto prima, Setapp non installa niente senza avvisarti, sarebbe praticamente un virus. Le icone che vedi servono solo a richiamare una schermata di informazioni sull’applicazione, con l’opzione per scaricarla.

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        • Fabio Schiano ha detto:

          Mah… le trovi nel LaunchPad senza saperlo prima… con l’apparenza identica a quella delle app che hai prima spontaneamente e volutamente installato

          ci clicchi, come le altre, si apre una schermata, e di fatto carichi l’applicazione… 5 utenti su 10 non coglieranno mai la distinzione fra schermata informativa e applicazione… anche perché il pulsante invita a “Open”, non a “Download” o “Install”

          anche perché in realtà è già stata scaricata, almeno sembrerebbe, quindi con Open fai solo il primo lancio e poi ai successivi è una app come le altre…

          ed alcune app, creano ulteriori cartelle nel LaunchPad (e caos)
          capisco chi si irrita, neanche nei peggiori Android o in Windows

          per gli U2, credo siano stati costretti a annullare la cosa e toglierlo, o qualcosa del genere, non mi appassionai molto alla questione all’epoca

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          • Sabino Maggi ha detto:

            Quando compare la schermata di descrizione del programma non lo hai ancora scaricato, lo so perché ho cercato di capire se e come si poteva… hackerare (con l’App Store all’inizio era facilissimo, non so dire se ora Apple abbia aggiunto un ulteriore livello di sicurezza). Però hai ragione, probabilmente è poco chiaro, anzi forse lo fanno apposta per spingere a scaricare l’applicazione.

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          • Sabino Maggi ha detto:

            Pensa che mi sono accorto di non avere il famoso album regalo solo leggendo il tuo commento. La cosa strana è che però ho in iTunes un file pdf evidentemente associato all’album. Secondo me a suo tempo l’ho scaricato ma poi per qualche motivo è scomparso dalla libreria di iTunes.
            Poco male, a me gli U2 non mi piacciono nemmeno. The Joshua Tree non è male, ma da quando sono gli ambasciatori di tutto-quello-che-non-va-nel-mondo mi sono diventati insopportabili. Anche perché queste cose mi puzzano sempre di interesse personale più che di beneficienza.

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  5. frix ha detto:

    su setapp la penso come Sabino, quelle che mi servono le ho. Se però diventassero di più, un pensierino si potrebbe fare.
    Il fatto che ne parli bene Terpstra da un certo punto di vista è un buon segno, supponendo che lui, come sviluppatore, conosce più cose che bollono in pentola rispetto a noi.

    D’altro canto sembra che si stia andando verso nuovi modi di contrattualizzare il software: ad affitto commisurato all’uso. Lo fa adobe, lo fa microsoft e lo fa autodesk. Io sono libero da tutti questi ma l’idea potrebbe non essere malvagia. Inoltre se li usi per lavoro non è detto che i software che acquisti (occhio, la licenza d’uso) ti servano sempre. Se hai variabilità di commesse può essere che per qualche mese non ne usi qualcuno. Sicché avresti speso per comprarli ma per fare il calcolo del costo dovresti diluire la spesa solo sui periodi di utilizzo, osservando, probabilmente un costo, ad es. mesile, elevato.

    Per lanciare in velocità le app che mi servono, per mandare una mail, per fare ricerche sul web, ecc. uso alfred ma potrebbe andare bene anche quicksilver che è opensource. Preferisco il primo ma credo sia questione di gusti. Non sono mai riuscito ad andare d’accordo con Launchpad.

    Io gli U2 li scaricai. Mai ascoltato per intero ma c’è. A caval donato…😜

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  6. MailMasterC ha detto:

    Per rispondere alla domanda del primo paragrafo: si, secondo me ha ancora senso. Quando nel 2008 per trasferire video in alta qualità a clienti esterni proposi l’uso dell’ftp in azienda, mi presero per matto, ma i vari wetransfer e dropbox non erano diffusi/conosciuti, e l’unico modo per far arrivare in Australia decine di GB di video era l’ftp. Ad oggi sono ancora molti i colleghi che lo usano, credo con soddisfazione, nonostante la struttura ICT lamenti sempre problemi di sicurezza: secondo me perché non sanno configurare correttamente il server ftp, ma questo è un altro discorso.
    Ma anche nel mio piccolo, per fare un backup su un pc remoto, ftp è la soluzione migliore che conosca, e se non ricordo male proprio a queste coordinate tempo fa descrissi come per fare la copia della libreria di iphoto sul mio NAS ero costretto ad usare ftp perché il protocollo smb non era affatto performante.
    Fin che c’è, io continuerò ad usarlo.
    Per passare ai client, Flow mi pare parecchio instabile, e l’ho tolto, yummy l’ho provato tempo fa ma non mi ha convinto per l’interfaccia, alla fine ho ben volentieri donato per cyberduck. In azienda, per motivi economici, usavo filezilla, icone oscene ma potevo usarlo a scopi aziendali e andava bene lo stesso. Ma il primo amore non si scorda mai: WS FTP! 🙂

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Accidenti WS_FTP, mi hai fatto tornare in mente ricordi lontanissimi. Non era praticamente l’applicazione standard per FTP su Windows?
      Filezilla è una delle applicazioni più brutte, incasinate e incomprensibili che abbia mai visto, non capirà mai perché è così popolare su Windows. O forse lo capisco fin troppo bene…😉

      Naturalmente su FTP la penso come te, la domanda iniziale era puramente retorica, buona solo per iniziare il post.😀
      Se FTP resiste ancora da più di 45 anni ci sarà pure un motivo. Ovviamente il fatto che FTP faccia girare in rete la password in chiaro di questi tempi non è bello, ma con SFTP il problema è superato. E se devi distribuire dei file la password non serve nemmeno, basta solo che configuri bene il server FTP in modo che non sia possibile girellare nel filesystem fuori dalla directory dove sono i file. Ma a volte gli ICT sono più pigri di un koala.

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      • MailMasterC ha detto:

        Non so dirti se WS_FTP (l’hai scitto giusto tu!) era all’epoca standard, io in UK me lo ritrovai nel 1995 con Win95 appunto, e usai quello. Poi sui terminali nix mi spiegarono che c’era anche la riga di comando, e mi è tornata utile (ma va?) quando rientrato in Italia mi sono dovuto collegare di nuovo in uk per scaricare dei file che avevo “dimenticato” nella mia area privata da studente. Ma WS_FTP lo usai ancora per qualche anno con soddisfazione.
        Su FileZilla, io lo adottai semplicemente perché era usabile anche in contesti aziendali, e non aveva senso far pagare la struttura anche pochi euro in digitale (hai presente cosa avrebbe comportato no, da far capire all’ufficio amministrativo competente!!). Brutto come la fame, ma il suo lavoro lo fa. Alla fine lo usavo quasi solo io, quindi andava bene.

        Gli ICT con cui ho avuto a che fare io in Italia, ovviamente, per quanto riguarda l’ftp sono più un incrocio fra koala e bradipi. Ricordo una volta che ho dovuto mandare dei documenti in un’area ftp inglese per un convegno, finisce la trasmissione e non vedo i documenti nell’area remota. La cartella che mi avevano indicata sembrava vuota. Provo e riprovo, niente, sempre vuota. Controllo settaggi, impostazioni, prove su altri ftp effettuate con successo, ma a questo inglese non ne vuole sapere.
        Poi ho l’illuminazione: vuoi vedere che gli ICT inglesi hanno configurato l’area remota (che era comune anche ad altri relatori) solo in scrittura e non in lettura, in modo che non potessi scaricare e leggere in anteprima gli interventi degli altri?
        Una veloce email al contatto inglese che mi conferma la mia intuizione.
        Vallo a spiegare oggi a chi usa solo dropbox! 🙂

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        • Sabino Maggi ha detto:

          Bella storia! Forse mi è successa qualcosa di simile con qualche articolo/registrazione per una conferenza. Non mi ricordo i dettagli, ma ricordo benissimo quanto i primi anni abbia odiato dover inviare documenti in rete senza mai sapere bene cosa stava succedendo e rimpiangendo la vecchia brava posta cartacea.

          Ora almeno con il web il feedback è maggiore, anche se troppo spesso le procedure sono troppo complicate e i tempi di risposta si sono perfino allungati! 😦

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  7. frix ha detto:

    Stamane ho deciso di provare box.com come WebDAV. Ho letto sul sito che si può fare. Consiglia di usare un WebDAV client e allora ho pensato di provare yummy ftp pro seguendo il consiglio del bvzSab.
    Ho disabilitato la sincronizzazione della app di box.

    Non saprei dire se ne sto facendo un uso corretto ma l’interfaccia con la doppia finestra di yummy è chiara e la app sembra funzionare bene, Anche prendendo file dal desktop piuttosto che dalla finestra di sinistra i yummi.
    Mi piacerebbe se ci fosse la possibilità di far risiedere yummi nella barra dei menù.
    Appena ho tempo esploro bene le preferences.

    Per inciso aggiungerei alle note del post il fatto che come la apri la prima volta ti chiede se vuoi importare le impostazioni dei server da cyberduck. Se lo fai sei già bello che pronto per lavorare.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Molto interessante, grazie. Io uso Box molto meno di quanto vorrei perché l’applicazione per il Mac tempo fa mi ha creato tanti grattacapi da farmi perdere la voglia di installarla di nuovo sul Mac. Da provare appena finisce quest’orgia di feste.

      A proposito, tanti auguri di Buon Anno a tutti i visitatori del blog, speriamo che il 2017 soddisfi le speranze che tutti abbiamo in questo momento.

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      • MailMasterC ha detto:

        Box ce l’ho in stand by sul Mac, ma fino ad un annetto fa andava tranquillamente ed era affidabile.

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        • Sabino Maggi ha detto:

          Un paio di anni fa avevo installato l’applicazione di Box sul mio MBP ma, se ricordo bene, non funzionava con la mia versione di OS X (che io aggiorno sempre mooolto tardi, per dire ora sono ancora su El Capitan) nonostante sul sito fosse scritto il contrario. Toglierlo è stato un vero casino, ho dovuto leggere non so quante pagine di supporto per riuscirci.
          Da allora l’ho sempre usato come applicazione web perché non ho voglia né tempo di riprovarci. Poterlo usare come disco WebDAV è veramente molto interessante.

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  8. frix ha detto:

    Grazie, grazie, contraccambio ed estendo a tutti i passanti.

                                    ***
    

    50 GB di box come una sorta di iDisk sono interessanti.

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