Emulare il Macintosh online

Il retrocomputing — il recupero, il restauro e la conservazione di vecchi computer e del relativo software e documentazione, un tema a metà fra l’archeologia informatica e la semplice nostalgia (ma personalmente propendo per la prima alternativa) — è un argomento piuttosto caldo in questi ultimi giorni.

Ne ho parlato pochi giorni fa a proposito del sito Storie di Apple, che cerca di recuperare la storia, nota e semisconosciuta, dell’azienda di Cupertino.

Ne hanno parlato in tanti in questa settimana,1 dopo che il benemerito Internet Archive ha annunciato, proprio il giorno di Pasqua, l’attivazione di un emulatore online del primo Macintosh, il computer che ha cambiato la storia della tecnologia. La collezione attuale di sistemi operativi, applicazioni e giochi per i primi Macintosh è piuttosto ristretta, ma è probabile che cresca rapidamente.

L’emulatore (si tratta di PCE.js, la versione in JavaScript dell’emulatore PCE originale) può essere usato direttamente nel browser, indipendentemente dal sistema operativo sottostante e senza installare niente sul proprio computer. Una cosa che trovo sempre straordinaria, un segno chiarissimo della potenza dei computer attuali (emulare non è mai uno scherzo) e della trasformazione sempre più spinta del browser web in un vero e proprio sistema operativo.

Ma l’annuncio pasquale contiene una seconda parte trascurata da quasi tutti i commentatori, che però a me fa molto più gola. Dove viene detto che l’Internet Archive contiene ormai anche un’ampia collezione di Macworld Magazine — compreso il primissimo numero con Steve Jobs e il Macintosh 128K in copertina — e di libri relativi al Macintosh (questi sono solo quelli pubblicati nel 1984 o nel 1985). Tutti disponibili anche in pdf, per poter essere scaricati e sfogliati più comodamente sul proprio computer o tablet.2

Come questo numero di Macworld, che non potrebbe essere stato meno profetico.

Oppure questa Chilton’s guide to Macintosh repair and maintenance che, molto prima di iFixit, insegnava come mettere le mani nel proprio (costoso!) Macintosh.

Ma non è finita qui.


  1. Fra questi, Ian Paul, The Internet Archive brings Apple’s classic Macintosh to your browser su Macworld, Andrew Cunningham, Classic Mac OS and dozens of apps can now be run in a browser window su ArsTechnica, Tim Hardwick, Internet Archive Offers In-Browser Emulation of Classic Macintosh Software, Circa 1984-1989, Charley Locke, Aw Yiss: You Can Now Play Old-School Mac Games in Your Browser su Wired. In italiano, a parte un breve articolo su Applicando, Il primo Mac del 1984 si può emulare online e il commento stimolante come sempre del mio amico Lux, Segni del tempo, non ho trovato altro. 
  2. Perché, se è vero che il browser sta diventando un sistema operativo, ci sono cose che secondo me funzionano ancora molto meglio sul desktop (anche scollegati dalla rete), e la lettura dei pdf è fra quelle. 
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Pubblicato su software
2 comments on “Emulare il Macintosh online
  1. katsiematsi ha detto:

    Ciao Sabino,
    difficilmente commento un post, più per mancanza di tempo che per altro, ma é domenica mattina, il gagno dorme ancora, cane e donna sono a fare il classico giretto mattutino e beh, ho un po’ di tempo solo per me (e per te).
    Da tempo seguo il tuo blog, che dire, molto tecnico per alcuni post, molto “ludico” per altri ma tutti gli argomenti vengono trattati con grande sapere e professionalità.
    Quest’ultimo articolo, per un nostalgico come me é stato una manna… Inutile che ti dica che le prime copie di Macworld sono tutte archiviate nel mio iPad Pro.
    Ho letto qua e lá che hai studiato a Torino e ogni tanto ci capiti… Se ti va un caffè al prossimo giro fammi un fischio!
    valerio.b@mac.com
    Buona domenica e buon ponte… il mio riposo é ormai finito (il gagno si é alzato).

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Grazie! Io ci provo a mescolare un po’ gli argomenti, altrimenti diventa tutto un po’ troppo noioso, spero solo che i risultati siano buoni o almeno leggibili.
      In particolare mi fa molto piacere che ci sia chi apprezza le retro-letture, io ogni tanto vado a recuperare qualche vecchia copia di Byte dalla biblioteca del mio istituto (che poi rimane dimenticata su un mio tavolo) e ci sono cose ancora bellissime.
      Avevo la collezione completa di Bit e MC Microcomputer, dal no. 1 al… boh, ma purtroppo sono andate distrutte. Però, anche se preferisco decisamente la carta, avere almeno i pdf è sempre meglio di niente. E su questo, stay tuned, anche se i miei tempi di scrittura qui sul blog stanoo diventando pachidermici.
      Torino è sempre nel mio cuore, purtroppo ci vengo molto meno spesso di quanto vorrei (l’ultima volta un mese fa, ma un vero tour de force) ma al prossimo giro un fischio-caffé ci sta tutto… 😀

      PS Sei fortunato, le mie figlie si alzavano sempre mooolto prima… 😉
      E comunque quando hai tempo commenta pure senza nessuna remora, i commenti sono una parte essenziale del blog.

      Mi piace

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