Windows 95: le finestre usabili di Microsoft

Microsoft aveva un problema. Windows 3.1 era stato un grande successo, almeno per gli standard dell’epoca, e tanti utenti abituati al DOS avevano finalmente scoperto l’interfaccia grafica: “perché mai dovrei usare un mouse?” era una domanda ricorrente nelle riviste di quegli anni. L’aggiornamento apparentemente minore a Windows for Workgroups 3.11 aveva perfino spinto molti uffici a dotarsi di una infrastruttura di rete, anche se ancora molto acerba (spesso era necessario spegnere e far ripartire tutti i PC collegati allo stesso segmento di rete per risolvere i problemi più ostinati).

Al quarto tentativo Microsoft aveva fatto centro. Windows 1.0 e 2.0 erano orrende imitazioni del Macintosh, il computer per tutti che Apple vendeva in piccoli numeri ma guadagnandoci un bel po’ di soldi. Windows 3.0 aveva avuto un certo successo, ma era così instabile che bastava guardare lo schermo per mandarlo in crash. Fino all’uscita di Windows 3.1 nel 1992 gli utenti non avevano nessun motivo per abbandonare l’MS-DOS, il sistema operativo originale del PC IBM e dei suoi innumerevoli cloni. Era brutto, scomodo, limitato, solo a linea di comando, ma riusciva a fare decentemente il suo lavoro e funzionava anche sui computer più datati.

Ma dopo il successo di Windows 3.1 bisognava andare avanti e sviluppare qualcosa di nuovo e di più moderno, qualcosa che riuscisse ad attirare nuovi utenti senza allontanare quelli vecchi.

Come è andata ce lo racconta molto bene Kent Sullivan, uno dei componenti del team incaricato di sviluppare l’interfaccia utente di Windows 95, in The Windows® 95 User Interface: A Case Study in Usability Engineering (chi preferisce la versione in pdf dell’articolo la può trovare qui).1

Il gruppo di cui faceva pare Sullivan era composto da appena due dozzine di persone, metà incaricata delle progettazione e del collaudo dell’interfaccia, l’altra metà dell’implementazione del software.

L’idea vincente fu quella di adottare un modello di sviluppo iterativo, in cui progettazione, implementazione e collaudo non si svolgevano in compartimenti stagni, secondo specifiche definite a priori e quasi scolpite nella roccia, ma erano effettuate in modo dinamico, provando rapidamente le nuove idee e portando avanti quelle che sembravano più promettenti, facendo tesoro dei pareri di molteplici gruppi di utenti finali con livelli diversi di competenza.

Tutto ciò portò ad un profondo rinnovamento nell’interfaccia grafica di Windows 95, che la rese effettivamente molto più accessibile all’utente comune che nulla sapeva (e voleva sapere) di computer, sistemi operativi o comandi arcani, ma che desiderava semplicemente usare il suo computer senza troppe complicazioni, più o meno come se fosse un tostapane.

Giusto, sbagliato?

Da utente avanzato e di vecchia data di computer di tutti i tipi, sono convinto che un minimo di cultura generale in ambito informatico non faccia male, ma poi penso alla mia macchina, penso che posso guidarla senza sapere quasi niente di come funziona il motore o la trasmissione, e cambio idea.

In fondo non era questa l’idea alla base del Macintosh, produrre un computer così facile e intuitivo che potesse essere usato da tutti?

Apple ci ha provato negli anni ’80 ma senza riuscirci del tutto, soprattutto per i costi proibitivi delle macchine di allora.

Ci è riuscita invece Microsoft con Windows 95, portando i computer in tutti gli uffici e in tutte le case, e di questo successo alla fine ne hanno beneficiato tutti i concorrenti. Anche se non amo particolarmente Microsoft, devo riconoscere che non è stata una impresa da poco.

E per chi vuole provare il brivido di vedere (o rivedere) Windows 95 in azione, sul solito Internet Archive è disponibile il disco dimostrativo di Windows 95, che Microsoft distribuì in lungo e in largo qualche mese prima del lancio ufficiale per presentare le novità del nuovo sistema operativo e per permettere agli utenti di verificare la compatibilità del loro hardware con Windows 95 (compatibilità, se ricordo bene, molto scarsa).

Su Internet Archive non c’è ancora un emulatore funzionante di Windows 95, ma questo emulatore in JavaScript va alla grande, anche se il caricamento iniziale è piuttosto lento. Non manca invece l’emulatore online di Windows 3.11, così il tuffo nel passato è più completo (e magari qualcuno potrà provare a cercare le dfferenze descritte nell’articolo di Kent Sullivan).


  1. Il primo riferimento all’articolo di Sullivan l’ho trovato in questo post, Designing Windows 95’s User Interface, dove l’autore ha riportato pari pari il testo dell’articolo originale perché, a suo dire, non era più disponibile in rete. Non so se è vero o no, io l’ho trovato con molta facilità, ma il post mi ha fatto scoprire un articolo molto interessante, nonché un blog molto interessante dedicato alla storia dell’informatica personale. 
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Pubblicato su software
4 comments on “Windows 95: le finestre usabili di Microsoft
  1. Paoloo ha detto:

    Oltre al Macintosh si sarà ispirato al NeXTstep, visto l’interfaccia simil-3d di bottoni, finestre e quant’altro.

    NeXTstep era avanti anni luce come tecnologia del software e il disegno dell’interfaccia grafica.

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  2. Sabino Maggi ha detto:

    L’inrterfaccia 3D era una moda di quei tempi, vedi Windows 3.0/3.1, ma anche Motif, l’interfaccia grafica per UNIX sviluppata dalla DEC, oppure OpenWindows, la meno fortunata interfaccia grafica sempre per UNIX della Sun.
    In realtà NeXTStep, lo sappiamo tutti, è il papà di Mac OS X, basta guardare questa immagine per rendersene conto. Che NeXTStep fosse avanti a tutto il resto non c’è dubbio, non a caso le macchine NeXT le usavano al CERN, il world wide web è nato su una di quelle.

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    • Paoloo ha detto:

      Si l’interfaccia simil 3D era una moda di quei tempi, ma solo il NeXTstep ne aveva una decente, bella da guardare e “ammirata” da molti.

      Windows 95, mi permetto di dire, l’ha “ammirata” in particolar modo ( vedi i bottoni della barra del titolo delle finestre ad esempio che sono uguali )

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      • Sabino Maggi ha detto:

        Grazie Paoloo, mi hai fatto accorgere che non si vedeva una figura.

        Per quanto riguarda la GUI, penso sia un fatto di gusti. La GU di NeXTStep è molto bella, non c’è dubbio, ed è stata molto copiata anche su Linux, ma forse dipende anche dall’abitudine ad usare il Mac.
        Io devo dire che non ho mai potuto soffrire OpenWindows (scomodissimo da usare), ma Motif (e i suoi cloni su Linux) non mi dispiacevano affatto, mentre fra la grafica di Windows 3.1 e quella di 95 francamente preferivo la prima. Ma sono ultra-sicuro che se chiedo a 10 persone, mi daranno 10 risposte diverse.

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