Pensieri d’agosto 2

Negli ultimi anni la Puglia ha portato avanti un piano intelligente di produzione di energia pulita attraverso l’installazione di centinaia di pale eoliche. Non so se, come sostiene qualcuno, la regione abbia raggiunto l’autonomia energetica, ma la quantità di energia rinnovabile prodotta è comunque molto rilevante. La maggior parte delle pale è stato installata al confine fra la Puglia e la Campania, in una regione collinare spoglia e poco popolata, nota più che altro per bollettini meteo sempre allarmanti, “… attenzione, nebbia in banchi fra Grottaminarda e Candela”.

Le pale eoliche producono energia pulita, non hanno i problemi di smaltimento dei pannelli solari, non saranno bellissime da un punto di vista estetico ma, se vengono installate in aree non particolarmente pregiate dal punto di vista naturalostico naturalistico, alla fine producono più benefici che danni.

Tutti contenti? Nemmeno per sogno! I critici ostili alle pale eoliche non si contano. Perché non sono belle da vedere, perché sono rumorose, perché fanno venire le vergini vertigini agli anziani, perché gli uccelli possono incappare nelle pale ed esserne stritolati, perché sono state affidate in gestione ai privati e non allo stato.

Quasi tutte le eccezioni sono risibili, come se una centrale termoelettrica o — Dio ce ne scampi! — nucleare non faccia danni di gran lunga peggiori alla natura e al territorio.

Per quanto riguarda la gestione degli impianti, non sono un fanatico delle privatizzazioni, anzi, ma vorrei che questi sapere da questi critici a comando quali sono le altre attività di produzione o di gestione dell’energia gestite oggi dallo stato (domanda retorica: nessuna). E quali sono le grandi (e piccole) opere fatte in questo Paese che non presentano dei risvolti opachi. Queste almeno funzionano e fanno fino in fondo quello per cui sono state progettate.

L’energia in qualche modo dobbiamo produrla. Meglio produrla in modo pulito e rinnovabile, almeno nei limiti delle tecnologie attuali, o sfruttare fino all’ultima goccia di petrolio o all’ultimo pezzettino di carbone, riempiendo l’ambiente di veleni ma evitando di urtare la sensibilità di certi occhi o orecchie? Non si può dire sempre di no e aspettarsi che queste non-decisioni prima o poi non ci si ritorcano contro.

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Pubblicato su tecnologia
7 comments on “Pensieri d’agosto 2
  1. metranet ha detto:

    Concordo appieno. Oltretutto, la rumorosità è avvertibile solo da molto vicino e personalmente le trovo bellissime.

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  2. katsiematsi ha detto:

    Sono stato recentemente in vacanza in Calabria e ne ho viste molte.
    Non sono brutte e se il “brutto” va comunque a vantaggio dell’ambiente ben venga.
    É ora di dare una svolta, siamo al fatidico punto di non ritorno ed é ora di iniziare finalmente a guardare oltre, uscire dai clichet del passato e inziare a vivere eco friendly.
    Ne vorrei di più anche al nord, invece in piemonte ce ne sono ben poche… e bruciamo petrolio per produrre energia..

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  3. MailMaster C. ha detto:

    Questo post direi che conclude con un sorriso gli ultimi scampoli di brio estivo! 🙂

    “punto di vista naturalostico” : perché dovrebbe essere ostico un punto di vista naturale?
    “fanno venire le vergini agli anziani” : non so nemmeno bene come commentare questa, ma è meravigliosa!
    “vorrei che questi sapere da questi critici” : svista del correttore di bozze, non dell’autore, immagino. 🙂

    E’ sempre un piacere leggerti. :))

    Mandi

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  4. enriot ha detto:

    Ecco fatto!! Basterebbe un poco di Buonsenso, come in questo caso …… Buonsenso ……. merce sempre più introvabile :))

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  5. frix ha detto:

    Caro Sabino, che dire: concordo.

    Si potrebbe approfondire la discussione ma si entrerebbe eccessivamente nell’aspetto tecnico, sia parlando della mera produzione di energia – e volendo di come la si (ab)usa – e sia su quello dei rapporti del paesaggio e del territorio e dell’ambiente (spesso usati a sproposito come sinonimi. Aspetti che – come sai – entrano nel campo della mia sfera professionale e culturale. Non v’è dubbio che, per un pubblico non tecnico; ciò che dici è già sufficiente per chiunque per porsi delle domande e iniziare a darsi delle risposte.

    Uno dei problemi dell’eolico è che in molti campi le pale ci sono ma, di fatto, non producono. Ciò di per se non dipende dalle pale ma dall’uomo. Uomo che le ha installate (principalmente grazie a fondi in qualche modo pubblici) e Uomo che avrebbe dovuto verificarne la messa in funzione (resto generico che qua va bene così).

    Che il paesaggio allo stato raw sia probabilmente più bello senza pale ha un senso. Che le pale (magari pensate con un design un po’ gradevole) anche.
    Che i campi fotovoltaici (potenziale alternativa rinnovabile… ma mi fermo anche qua), compresi quelli ad inseguimento solare) siano più invasivi e meno belli, anche se inseriti in paesaggi già compromessi dall’azione antropica, è un altro dato di fatto difficilmente controvertibile.

    Dopodiché dovremmo aprire il discorso sul paesaggio, come valutarlo, sul fatto che il giudizio su di essa sia un fatto oggettivo o soggettivo, sulla differenza tra paesaggio e territorio ecc… A questo punto entra in campo anche la capacità dialettica, il modo di comunicare le cose, la capacità retorica di chi sostiene una tesi piuttosto che l’altra.
    La strutturazione della società attuale è energivora. Qualcuno parla (a proposito? A sproposito?) id decrescita felice . Siamo convinti sia una via percorribile? Che lo sia a tratti? Mah… la discussione apre scenari interessanti. Ma questi scenari sono declinabili dalle persone che gettano i sacchetti della spazzatura fuori dalle auto, o che li lasciano a bordo strada tra le auto parcheggiate, ad es. sulla via Aurelia, dopo una giornata di mare?

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  6. Sabino Maggi ha detto:

    Provo a rispondere un po’ a tutti, purtroppo sarò lungo…

    Il problema dell’energia è molto serio, uno dei più importanti in assoluto a livello globale. Da quando mi ricordo sento parlare di fine prossima delle fonti energetiche tradizionali, petrolio in primis, e dei danni che causano al pianeta. L’emissione di CO2 sta cambiando lil clima, l’amministrazione USA attuale può negare l’evidenza ma purtroppo è un fatto incontrovertibile. Lo sfruttamento estremo dei giacimenti di petrolio causa danni in superficie e perfino terremoti, anche qui c’è chi lo nega ma le prove sono tante e affidabili. Inutile parlare del nucleare, dove il problema dello stoccaggio a lungo (lunghissimo!) termine del materiale fissile esaurito ma radioattivo per migliaia e migliaia di anni non è mai stato risolto ed è serissimo soprattutto in Europa e Giappone, dove l’altissima densità di popolazione e il sottosuolo “ballerino” moltiplicano le difficoltà di trovare siti di stoccaggio veramente sicuri.

    Ci sono però le fonti rinnovabili.
    Il solare non è male, però non è poi così “pulito”: i pannelli solari sono costruiti con materiali pregiati e lo smaltimento a fine vita operativa non è facile. In più i campi fotovoltaici sottraggono vaste aree di territorio alla coltivazione, Solo in teoria, però, tante volte i terreni usati per i campi solari sono poco produttivi o situati in zone inquinate, il danno reale è minimo, E poi in Italia l’agricoltura è disincentivata e il guadagno scarso, ovvio che un contadino preferisca i denari certi che dell’affitto ai gestori del solare aii pochi soldi incerti della produzione agricola.
    Però nel campo del solare sono in fase di sviluppo tecnologie interessanti e meno invasive, purtroppo ci vorrà tempo perché diventino commerciali.

    Dal punto di vista ecologico le tecnologie più pulite sono le pale eoliche e il geotermico. Le pale eoliche sono efficienti e non hanno praticamente problemi di smaltimento. Purtroppo se si installano in posti dove non c’è un filo di vento (magari perché a qualcuno conviene sbolognare un terreno improduttivo) servono a poco o niente. Ma qui si entra in territorio non tecnico, non si può ragionare ma solo invocare l’intervento della magistratura.
    Il geotermico di oggi non ha bisogno di grossi impianti, ma in questo caso non produce energia ma calore. Utile per riscaldare (o raffreddare) anche a livello di condomini o singole abitazioni unifamiliari, alleviando il carico sulle altre fonti energetiche. È utilizzabile in tutti i posti in cui si trovano falde acquifere non troppo profonde, che non vengono contaminate, è tutta la tecnologia è molto pulita.

    Queste sono più o meno le tecnologie con cui dobbiamo fare i conti. Ciascuna ha i suoi pro e i suoi contro. Qualcunopuò vedere solo i contro, e decidere che non vanno bene. Niente da dire, però in quel caso cominci a dare l’esempio, spenga i condizionatori in auto, in casa e in ufficio e faccia lo stesso in inverno con il riscaldamento, Poi ne riparliamo. Perché la decrescita, se deve essere felice, deve riguardare tutti, non creare ulteriori diseguaglianze come nelle peggiori dittature.
    Mentre se invece di decide di non decidere, senza rendersi conto che la sempre maggiore richiesta di energia non può continuare a distruggere il pianeta — cosa che purtroppo sembra l’atteggiamento corrente sia negli USA che qui alla periferia dell’impero — la decrescita ci sarà si, ma solo forzata dalle circostanze esterne.

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