Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 1)

Il MacBook Pro è aperto sul tavolo operatorio. Forse si è offeso perché l’ho messo via per le vacanze e ha deciso di vendicarsi. Quando l’ho ripreso in mano a settembre, la batteria era così gonfia che aveva quasi strappato il trackpad dalla sua sede. Poco male, tanto la batteria non funzionava da un paio di anni, da quando il Mac era stato coinvolto in un incidente idraulico ed aveva dovuto passare settimane coperto di riso ad asciugarsi.

Cambiare la batteria di un MacBook Pro Unibody di qualche anno fa è uno scherzo, basta rimuovere qualche vite dal fondo per liberare il pannello inferiore del case ed esporre l’interno del Mac. Secondo iFixit è un lavoro di difficoltà “media”, in realtà può farlo chiunque sappia impugnare un cacciavite dal lato giusto. Ammesso però che si abbia il cacciavite giusto.

Perché le viti che tengono a posto il pannello inferiore sono delle banali viti Torx, ma quelle che fissano la batteria — accidenti a loro! — sono delle strane viti con innesto a triangolo, grazie a iFixit ora so che sono delle Tri-Wing misura Y0. Cerco nella mia collezione di cacciavite e di punte di tutti i tipi ma niente, per la legge di Murphy puoi avere decine e decine di attrezzi ma ti mancherà sempre proprio quello che ti serve.

Provo a cercare il cacciavite in un paio di negozi notoriamente ben forniti. Il primo ce l’ha, ma solo in una mega-confezione di una sessantina di punte diverse (che in gran parte ho già, e quelle che mi mancano non mi serviranno mai) a 25 euro, la metà di quello che costa su eBay una batteria nuova per il MacBook.

Il secondo non ha il Tri-Wing Y0 ma solo lo Y1, sempre in una confezione multipla di punte che però costa solo una decina di euro. La prenderei, ma vorrei poterla riportare indietro se la punta non fosse adatta. Niente da fare, il negoziante è irremovibile e pure antipatico, “Una volta uscita dal negozio non si cambia”, ed è pure sicuro che la punta Y0 non esista, “Le misure delle punte iniziano sempre da uno, mai da zero”. Alla faccia di iFixit.1

Prima di tornare nel primo negozio e buttare 25 euro per comprare un cacciavite che probabilmente userò una volta sola, decido di fare un giretto su Amazon. In pochi minuti trovo questo cacciavite. La misura è quella giusta, i commenti specificano che serve proprio per le batterie dei MacBook Pro come il mio, lo prendo. Costa 4.95 euro, con Amazon Prime non pago neanche le spese di spedizione. Lo ordino nel pomeriggio e la mattina dopo me lo portano in ufficio. Se ci avessi pensato subito non avrei sprecato tempo e gasolio inutilmente.

Post Scriptum #1. Con il cacciavite adatto è un giochetto togliere la batteria e rimettere il trackpad al suo posto. In pochi minuti l’operazione è conclusa e il Mac è tornato in perfetta forma. A parte la povera batteria, naturalmente, la cui parte nascosta, quella che premeva sul trackpad, si è gonfiata così tanto da aver strappato l’involucro di plastica. Per fortuna le batterie prodotte da Apple non sono come quelle del Galaxy Note 7.

Post Scriptum #2. Non credo che comprerò un’altra batteria. Ormai quando viaggio porto solo l’iPad e quindi il MacBook Pro può benissimo rimanere fisso sulla scrivania, sempre collegato all’alimentatore (come del resto ha fatto finora per il 99% del tempo).


  1. Come ho scoperto solo dopo, la punta del cacciavite Y0 ha un diametro di 0.6 mm che, arrotondato all’intero inferiore, dà lo zero che “non esiste”
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