Sopravvivere al coronavirus: le letture


Fonte: Macau Photo Agency su Unsplash.

Sul coronavirus e su tutto quello che circonda questa terribile pandemia ho letto e continuo a leggere parecchio (del resto è quasi impossibile leggere altro), articoli scientifici, notizie del giorno, articoli di approfondimento e, naturalmente, il cumulo di sciocchezze quotidiane.

Di quest’ultimo non vale la pena parlare, ognuno si sente in dovere di dire la sua, anzi meno ne capisce e più strepita. Per quanto mi riguarda, la perla in senso negativo ce l’ha l’imbonitore da strapazzo che spacciava un farmaco anti-influenzale, l’Avigan, come il rimedio finale contro il coronavirus, con tanti altri sciocchi subito pronti a sostenerlo, senza uno straccio di prova clinica, senza nessun vero test sui pazienti, senza una seppur minima base scientifica. La scienza ridotta a volere del “popolo” (o di qualche politicante). Terrorismo da sagra paesana.


Per fortuna, al lato opposto dello spettro di qualità si trovano delle vere e proprie perle.

Come questo articolo sul New York Times Magazine, I’m an E.R. Doctor in New York. None of Us Will Ever Be the Same, una lettura lunghissima ma imprescindibile. Il racconto in prima persona di un medico del pronto soccorso newyorchese che in pochi giorni vede trasformare l’incredulità iniziale per il lontano dramma italiano in una tragedia vissuta sulla propria pelle, fra scelte drammatiche da prendere in pochi secondi, assenza di protezioni adeguate, stanchezza e stress senza pari. Niente sarà più come prima per questi medici in prima linea.

Ancora di più lo sarà per chi vive a Wuhan, la città dove è iniziato tutto. Come hanno vissuto i cittadini di Wuhan il primo lockdown, la chiusura di ogni attività con l’obbligo di rimanere a casa? Ce lo racconta Guo Jing, un’assistente sociale e attivista per i diritti civili in un diario messo online dalla BBC, Coronavirus Wuhan diary: Living alone in a city gone quiet. Può sembrare un racconto ormai vecchio, ora che Wuhan e la Cina stanno cercando faticosamente di ritrovare una vita normale. Invece è una testimonianza importante, perché racconta in diretta l’esperienza di coloro che hanno dovuto affrontare per primi la pandemia, senza informazioni, senza esperienza, senza la minima idea di quello che sarebbe successo dopo.

Infine, almeno per ora, il racconto di chi, passato attraverso altre due terribili pandemie, SARS ed Ebola, sa quali sono le domande giuste da fare per cercare di sapere cosa sta succedendo, I Lived Through SARS and Reported on Ebola. These Are the Questions We Should Be Asking About Coronavirus. È passato più di un mese ma l’articolo rimane attuale come il primo giorno.

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Pubblicato su società

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