Fare i compiti con l’iPad e l’Apple Pencil

Il canale Slack Goedel di Lucio “Lux” Bragagnolo è una miniera di discussioni stimolanti (se non siete iscritti fatelo, non ve ne pentirete). Qualche giorno fa Eugenio chiede:

“[…] per mio figlio ho preso un iPad 7 generazione, la differenza con il 4 si sente tutta […].
Ora avrei bisogno del vostro aiuto per un software di annotazioni. Siccome la scuola sarà pure diventata “digitale” ma i professori ancora ragionano “analogico”, c’è una professoressa che invia dei PDF (anche piuttosto corposi) che i ragazzi devono stampare, eseguire degli esercizi, fotografare e rinviare alla docente. Siccome volevo evitare l’acquisto di una stampante solo per questo motivo c’è qualcuno che usa Apple Pencil con Notability o Good Notes (mi sembrano i migliori leggendo le recensioni) disponibile a farmi alcune prove su un PDF? […]
Aggiungo una richiesta al volo, da Notability si riescono ad esportare singole pagine in PDF?  Con Anteprima su Mac è un gioco da ragazzi, su iPad non ho ancora trovato una soluzione.”

Ci offriamo subito di dargli una mano e basta pochissimo per accorgersi che i risultati vanno molto al di là delle aspettative: un iPad moderno, non solo il Pro ma anche un normalissimo iPad modello base da 400 euro, è in grado di gestire agevolmente i grossi file PDF inviati dalla professoressa, aprendoli con Notability, GoodNotes ma anche con File (l’applicazione per la gestione dei file integrata da Apple nelle ultime versioni di iOS), e scrivendoci sopra con l’Apple Pencil, quello che secondo me è di gran lunga il miglior accessorio per l’iPad.

Stefano usa un setup di alto livello, iPad Pro 12.9″ e Apple Pencil di seconda generazione, e riporta che:

“Premessa: possiedo un iPad Pro 2018 da 12,9”. Ho scaricato il file e aperto il documento prima in Documents poi in Notability.
In Documents l’apertura del file è immediata ma l’esperienza di editing con la Apple Pencil (seconda generazione) non è il massimo. Ma l’esportazione in PDF una volta eseguita la modifica del file è molto veloce.
In Notability a mio avviso ottieni il massimo dell’esperienza utente nel fare editing di in un PDF con Apple Pencil: tutto molto fluido. L’esportazione successiva in formato PDF del lavoro svolto richiede circa 20 secondi (file size 27.3 MB). […]
Non ho avuto alcun problema con Documents ma il tratto di tocco e fluidità che offre Notability è migliore.
L’esportazione del PDF in Notability ha impiegato un lasso di tempo non degno del Pro (ben un minuto!) ma alla fine ha completato il task. Si, credo che la dimensione del file sia la causa di tutto.”

Ma anche un iPad ultimo modello da 10.2″ accoppiato ad una Apple Pencil di prima generazione, come quello che uso io, funziona alla grande, non arriverà di sicuro alle prestazioni di un iPad Pro, ma per quello che costa non c’è proprio da lamentarsi.

“Ho provato ad aprire e ad editare il tuo documento sia con Documents che con Notability e Notes+ usando un iPad (non Pro) ultimo modello da 10.2″. […]
Notability fra quelli che ho provato è il top: apre il documento in un attimo, lo scorrimento o lo zoom sono fluidi, si può scrivere con molta facilità negli spazi disponibili. Anche l’esportazione è ottima, ci sono un sacco di opzioni e si può scegliere di esportare solo alcune pagine selezionandole in modo visuale. Non sono invece riuscito a esportare tutto il file dopo averlo editato, Notability mi dice che è troppo grosso, la soluzione ovvia sarebbe quella di rimetterlo su iCloud e continuare da lì.
È chiaro che sarebbe meglio rimpicciolire il pdf prima di importarlo. Se la prof non sa come si fa e non si può insegnarglielo, magari puoi farlo tu stesso con il Mac prima di passarlo all’iPad, io uso PDF Toolkit+, soldi spesi benissimo.
Ho provato anche Notes+ Plus, ci sono alcuni aspetti utili come l’area di zoom molto comoda, ma in realtà con una Apple Pencil non è necessario, si può benissimo scrivere sullo schermo senza paura di segni spuri. Purtroppo Notes+ ha un lag fastidioso quando si scrive e anche l’esportazione delle singole pagine è meno comoda che con Notability, perché bisogna inserire a mano i numeri di pagina desiderati, che naturalmente non si ricordano mai la prima volta.”


Basterebbe solo questo per chiudere la questione. Ma l’argomento è stimolante, le scuole sono ancora chiuse causa emergenza COVID-19 e l’insegnamento online sta cambiando, anche se lentamente, le modalità assestate di fare lezione e di studiare. In più, da un anno mi occupo per motivi professionali di file PDF, per cui decido di dedicare qualche ora ad approfondire il problema. Ed ecco un riassunto di quello che ho trovato.

Notability. Fra tutti i programmi di annotazione che ho provato, Notability è di gran lunga il migliore, in particolare se viene accoppiato ad una Apple Pencil. Importare un documento PDF in una nuova nota è un attimo, lo scorrimento del file è fluido e anche tutte le altre funzioni si attivano senza il minimo intoppo. Posso ingrandire leggermente la pagina e svolgere gli esercizi, proprio come se stessi usando un foglio di carta.


Figura 1. Scrittura su una pagina di un documento PDF con Notability e l’Apple Pencil.

Con uno schermo più grande come quello da quasi tredici pollici dell’iPad Pro avrei a disposizione un vero foglio A4, ma in fondo dover zoomare (poco) per poter svolgere comodamente gli esercizi è solo un piccolo fastidio, soprattutto se si pensa al costo, poco meno di 600 euro, della configurazione che sto usando.

Un altro grosso punto a favore di Notability riguarda le funzioni di importazione ed esportazione. Posso importare il file PDF da tutti i principali servizi di archiviazione cloud, da File (e quindi da iCloud) a Dropbox, da Google Drive a OneDrive e perfino da Box o da un server Webdav. Posso decidere di importare l’intero documento o solo alcune pagine, selezionando con il tocco le miniature di ciascuna pagina. Posso esportare il documento in formato PDF o come immagini (oltre che nel formato nativo di Notability) e, come per l’importazione, posso inviarlo a tutti i servizi di archiviazione cloud già menzionati e selezionare con facilità le pagine da esportare.

L’unica vera limitazione di Notability riguarda l’impossibilità di inviare l’intero documento via Gmail, ma questo dipende dal fatto che il file di partenza è troppo grosso per essere gestito direttamente da Gmail (che ha un limite di 25 MB per gli allegati). Poco male, visto che si può usare il cloud e condividere via mail solo il link. Oppure si può rimpicciolire preventivamente il file PDF, ma di questo parleremo un’altra volta.

(a)

Notability: esportazione tramite email

(b)

Notability: opzioni esportazione tramite email

(c)

Notability: selezione pagine da esportare

Figura 2. Esportazione da Notability: (a) selezione del servizio di esportazione, (b) opzioni di esportazione tramite email, (c) scelta delle pagine da esportare.

Notes Plus. Di Notes Plus ho già parlato due anni fa e continua ad essere la mia applicazione preferita per prendere note a mano sul mio venerando iPad 3, soprattutto perché permette di scrivere agevolmente su un’area ingrandita del foglio virtuale dell’iPad anche usando una penna da pochi soldi (e perfino il dito). Si può fare anche con Notability, ma in questo caso l’implementazione è decisamente meno efficace di quella di Notes Plus.

Purtroppo Notes Plus risente il peso degli anni e le sue funzioni non sono state aggiornate a sufficienza per far fronte alla concorrenza di Notability. Lo si vede quando si prova ad importare il file PDF di Eugenio: Notes Plus supporta solo Dropbox e Google Drive, oltre che naturalmente File e quindi iCloud. Non è male, ma rispetto a Notability sembra un po’ pochino. Lo stesso vale per l’esportazione: posso esportare tutto il file o solo alcune pagine, ma devo scrivere a mano i numeri di pagina che desidero, molto comodo per chi ha esperienza e deve fare selezioni complesse, molto meno per l’utente medio. Anche i servizi cloud di esportazione sono un po’ troppo limitati rispetto a Notability.

Ma quello che è davvero seccante è il leggerissimo lag che si avverte quando si prova a scrivere sull’iPad con l’Apple Pencil. È appena percettibile, è vero, ma dà fastidio lo stesso, ed è inaccettabile per un programma così vecchio e blasonato, e che costa pure un pelo più di Notability. Quest’ultimo, da parte sua, non sa nemmeno cosa significhi il termine lag.


Figura 3. Scrittura su una pagina di un documento PDF con Notes Plus e l’Apple Pencil.

GoodNotes. Due parole anche su GoodNotes 4.1 Ammetto di non averlo provato più di tanto, ma l’impressione è che si comporti altrettanto bene di Notability. L’unica nota negativa di GoodNotes è che permette di esportare tutto il file oppure solo la pagina corrente.
Ma a parte questo dettaglio, usare una o l’altra app è più che altro una questione di gusti personali o di dettagli accessori, come la gradevolezza dell’interfaccia grafica o la possibilità, che solo Notability offre, di sincronizzare i documenti con il Mac.

File. Chi non vuole spendere nemmeno un centesimo o non ha bisogno di usare le funzioni più sofisticate di Notability o GoodNotes, può tranquillamente usare l’app File integrata in iOS. È una applicazione minimale, ma per scrivere sul file PDF e poi inviare il documento alla professoressa va più che bene. Secondo Stefano, Files è meno fluido di Notability, io francamente non me ne sono accorto, ma potrebbe trattarsi di sensibilità diverse. Oppure l’iPad Pro è così veloce che esalta anche queste piccolissime differenze, che invece con un iPad liscio rimangono nascoste.


E chi non ha un iPad abbastanza recente, magari uno di quelli non compatibili con l’Apple Pencil? Ci sono speranze di poterlo ancora usare per degli scopi come quello appena descritto? La risposta è sì, ma bisogna accettare qualche compromesso.

Per verificarlo, ho provato a ripetere le prove precedenti con il mio vecchio iPad 3, un tablet che ormai ha ben otto anni ma che continua a funzionare perfettamente, anche se ormai fatica a gestire le (poche) app recenti ancora compatibili (quelle più vecchie non hanno grossi problemi).

Con Notability non ho avuto nessun problema. Anche se il file proposto da Eugenio è piuttosto grosso, Notability riesce lo stesso ad importarlo in pochi secondi e lo scorrimento lungo il file ha una fluidità più che accettabile. La scrittura, perfino con una normalissima penna con la punta “gommosa”, è piuttosto comoda, basta solo avere l’accortezza di ingrandire a sufficienza l’area di scrittura, a causa della minore precisione delle penne passive rispetto all’Apple Pencil. Nessun problema nemmeno per l’esportazione, veloce in assoluto, e ancora di più se si pensa che si tratta di un tablet di ben otto anni fa.

Anche GoodNotes si comporta molto bene, più o meno come Notability, e come dicevo prima usare l’una o l’altra app è più che altro una questione di gusti personali. Inutile dilungarsi oltre.

La vera sorpresa, ma in negativo, è Notes Plus, troppo lento a scorrere il file, e con un lag in scrittura che ora diventa quasi una tortura. Praticamente inutilizzabile, un vero peccato.

Ho provato anche altre app della mia collezione ma tutte con difetti così seri da renderle di fatto inutilizzabili. La peggiore in assoluto è Creative Notes, che non solo pasticcia durante l’importazione, inserendo a caso più fogli del documento PDF nella stessa pagina, ma che richiede un acquisto in-app per effettuare l’esportazione. Una cosa legittima, sia chiaro, quello che non è legittimo è che non si degni di avvisarti prima di farti accedere all’App Store. Sembra proprio la classica trappola per i meno esperti, abituati a cliccare senza pensarci troppo. Di app truffaldine come queste non se ne sente proprio il bisogno.


  1. Usandolo poco, non l’ho mai aggiornato alla versione 5, la più recente disponibile sull’App Store. 
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8 comments on “Fare i compiti con l’iPad e l’Apple Pencil
  1. Roberto ha detto:

    Ottimo articolo che ho apprezzato molto. Sono un insegnante. Mi ha invogliato a provare anche Notability al quale avevo a suo tempo preferito GoodNotes, ora non ricordo più per quale motivo. In quanto all’esportazione di singole o multiple pagine da GoodNotes, ad es. in pdf, è senz’altro fattibile sia con la versione 4 che con la 5, migliorata. Selezionata l’icona di ispezione del documento (in alto a sinistra, quattro quadratini) e visualizzate le miniature delle pagine, si selezionano quelle che si desidera esportare e tramite il pulsante di condivisione si procede con una delle tante modalità disponibili (AirDrop, Messaggi, WhatsApp, Mail, Salva su DropBox, etc.).

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Ciao, grazie per l’apprezzamento!
      Sull’esportazione hai perfettamente ragione, non me ne sono mai accorto perché le funzioni di esportazione compaiono cliccando sui tre puntini nella barra in alto a destra, non ho mai pensato di guardare dall’altra parte.
      Se posso dire la mia opinione, mi sembra una implementazione decisamente meno intuitiva di Notability, che senso ha separare le funzioni di esportazione in questo modo?
      Comunque ora devo modificare l’articolo…

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  2. Boss ha detto:

    Concordo con la sua opinione di controintuitività. È uno dei motivi che mi spinge a provare anche Notability, anche se GoodNotes 5 soddisfa molto bene le mie esigenze. Ma tra ‘molto bene’ e ‘perfettamente’ rimane ancora dello spazio… Un caro saluto, in attesa di qualche altro suo articolo sulla programmazione 😉

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Diamoci del tu dai, non c’è bisogno di formalità, qui.

      Per quanto riguarda gli articoli sulla programmazione, sta sicuro che ce ne saranno altri presto, del resto mi diverto molto a scriverli. Purtroppo però non è che ci sia tutta questa corsa a leggerli, non so se perché sono noiosi, troppo complicati o perché affrontano argomenti esoterici, e quindi preferisco non scriverli troppo spesso.

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      • Roberto ha detto:

        Vada per il tu. Il retaggio di un’educazione impartitami diversi decenni fa ha lasciato sedimentazioni persistenti. Sai che non c’è una gran corsa neppure a leggere poesie o lavori scientifici di buon livello, direi, per passare alla tua gradita risposta. In Italia meno che altrove. Personalmente trovo tutti i tuoi pezzi ricchi di spunti e interessanti. Con qualcuno che svetta su altri. Soprattutto traspare, oltre alla competenza, la genuinità e la passione. Il fatto che talvolta siano così distanti l’uno dall’altro temporalmente e tematicamente lo imputo alla scarsità di tempo da dedicare alle proprie passioni, ormai sempre più diffusa. Un pezzo come questo sopra è come acqua fresca per un assetato per chi ha a che fare con la scuola ormai asfittica e burocratizzata più che mai. Ferma all’uso di tecnologie, sia hard che soft, vecchie di decenni. Non che manchino le eccezioni e questo fa ben sperare. Questa botta di didattica a distanza ha un pò smosso le acque e spero proseguiremo nel cercare e usare strumenti e modalità migliorativi. Aspetterò il prossimo sorso di programmazione gustandomi nel frattempo quanto vorrai proporci

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        • Sabino Maggi ha detto:

          Vada per il tu. Il retaggio di un’educazione impartitami diversi decenni fa ha lasciato sedimentazioni persistenti.

          Non lo dire a me che dopo una vita passata a Torino, dove il Lei è quasi un dovere, mi sono ritrovato qui in Puglia a dover usare il Tu anche con gli sconosciuti (la cosa buffa è che magari io inizio con il Lei e mi rispondono dandomi del Tu, allora il giorno dopo per non fare quello che se la tira passo al Tu… e mi danno del Lei).
          Comunque questo è un blog, un posto informale, non facciamoci problemi.

          Con qualcuno che svetta su altri.

          Sono curioso, quali e perché? Perché sono scritti meglio, perché affrontano argomenti più interessanti, perché sono più corti o più lunghi della media? Sono informazioni utilissime per fare il tuning degli argoomenti e del modo migliore per affrontarli.

          Il fatto che talvolta siano così distanti l’uno dall’altro temporalmente e tematicamente lo imputo alla scarsità di tempo da dedicare alle proprie passioni

          È proprio così. Mi piacerebbe riuscire a scrivere di più e con cadenza più regolare, ma il tempo è sempre troppo poco e ci sono troppe cose da fare ogni giorno, a volte la sera sono così mentalmente stanco da non riuscire a concentrarmi. Questo periodo di quarantena forzata poi, da questo punto di vista è stato tremendo.

          Un pezzo come questo sopra è come acqua fresca per un assetato per chi ha a che fare con la scuola ormai asfittica e burocratizzata più che mai. […] Questa botta di didattica a distanza ha un pò smosso le acque e spero proseguiremo nel cercare e usare strumenti e modalità migliorativi.

          La questione scuola & tecnologia meriterebbe un libro, non un articolo su un blog. Quello che è mancato in questa fase a mio avviso è da un lato la voglia di fare tesoro di questa esperienza per fare e imparare cose nuove, dall’altro la disorganizzazione che ha portato ogni suola ad usare una piattaforma diversa. Queste cose però non si improvvisano, e questa è colpa del ministero e dei vari dirigenti scolastici che non hanno mai pensato a ipotizzare scenari alternativi alla solita lezione frontale, e non si può nemmeno pretendere che i professori imparino da soli a gestire queste cose quando sanno a stento accendere il computer, per cui ci vorrebbero buoni consulenti che insegnino queste cose ai docenti. E dove li trovi?
          Dalla loro i docenti hanno il grosso difetto di non aver nemmeno provato ad adattarsi a questa nuova situazione, che hanno vissuto come una imposizione e non come una occasione per provare a fare qualcosa di diverso.

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  3. metranet ha detto:

    Ottimo articolo, come sempre. Di questi tempi, sarebbe bello poter “spingere” la scuola nella direzione di un digitale “consapevole e sensato”, anche se appare un compito la cui riuscita dipende ancora molto (troppo’ da chi ci si trova di fronte. Continua così, è sempre un piacere leggerti.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Grazie anche a te per l’apprezzamento. Condivido in pieno sulla questione scuola, ho cercato di buttare giù qualche considerazione nella risposta precedente, ma è davvero un problema molto grosso.

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