SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (seconda parte)


Foto di Edgar Chaparro su Unsplash.

Dopo aver mostrato nella prima parte dell’articolo perché è conveniente utilizzare un disco SSD relativamente piccolo dove installare il sistema operativo e le applicazioni, accoppiato ad un hard-disk meccanico (HDD) molto più capiente riservato ai documenti,1 in questa seconda parte presenterò alcuni scenari pratici di applicazione di questa tecnica.

Scenario numero 1: Mac Pro

Chi ha un Mac Pro di prima generazione, il modello a “grattugia” pre-2013 per intenderci, che rimane ancora oggi un bellissimo esempio di design industriale, può fare quello che che gli pare. Può cambiare il processore, può cambiare la scheda grafica e, naturalmente, può montare dischi a gogò, indipendentemente dal fatto che siano dischi meccanici o SSD.

Lo stesso vale per i fortunati possessori di un Mac Pro nuovo modello o per chi è in procinto di acquistarne uno.

Per questi Mac professionali, usare due o più dischi nella stessa macchina (indipendentemente dal fatto che siano SSD o dischi meccanici) non è tanto una questione di prezzo ma di flessibilità d’uso e di sicurezza, perché separare i dati dalle applicazioni non può fare che bene (ad esempio perché permette di reinstallare da zero il sistema operativo e le applicazioni senza rischiare di cancellare i documenti, che sono sempre la parte più preziosa di un computer).

Scenario numero 2: acquistare un iMac

Realizzare una configurazione a doppio disco SSD+HDD al momento di acquistare un nuovo iMac è facilissimo. Durante la fase di configurazione dell’iMac dobbiamo solo limitarci a scegliere il disco SSD da 512 GB proposto da Apple, senza farci rapinare installando i modelli più grandi.2

Ci sono delle eccezioni: il modello base dell’iMac da 21 pollici consente di scegliere solo fra un SSD da 256 GB o un Fusion Drive da 1 TB, mentre il corrispondente modello da 27 pollici prevede solo ed esclusivamente un SSD da 256 GB. Se installate davvero poche applicazioni, 256 GB possono ancora andare bene, altrimenti state alla larga da questi modelli e spendete qualcosa di più scegliendo uno dei modelli più performanti di iMac.

In teoria il modello da 21 pollici con Fusion Drive potrebbe ancora andar bene, se utilizziamo il Fusion Drive interno come disco per i documenti e aggiungiamo un SSD esterno per il sistema operativo e le applicazioni (ricadendo così nello scenario numero 7). Ma un disco da 1 TB per i dati (per di più interno e piuttosto difficile da sostituire) è già piccolo oggi, figuriamoci come sarà fra qualche anno (il “guaio” dei Mac è che durano troppo, per cui bisogna ragionare in una prospettiva temporale di parecchi anni; i PC, che dopo un paio di anni sono da buttare, non pongono questi problemi).

Detto per inciso, se dovessi acquistare un iMac oggi, a differenza del passato, preferirei il modello da 27 pollici, non solo perché mette a disposizione delle schede grafiche più avanzate, ma anche perché offre la possibilità di incrementare la RAM in un secondo momento, permettendo così di diluire la spesa nel tempo e di risparmiare parecchio rivolgendosi a fornitori di terze parti.

Qualunque sia a scelta, in parallelo all’acquisto dell’iMac dobbiamo prevedere l’acquisto di un disco esterno da almeno 1 TB (meglio 2 TB, di più solo se vi servono veramente) con interfaccia USB o meglio ancora Thunderbolt (attraverso la porta USB-C).

Se il cacciavite non vi spaventa, meglio acquistare un hard-disk da 7.200 giri al minuto (come questo o questo), più veloce dei modelli che trovate comunemente negli hard disk esterni commerciali, da inserire in un contenitore apposito, preferibilmente metallico per migliorare la dissipazione del calore (come questo).

A differenza del Fusion Drive, che è un disco interno difficilmente sostituibile, scegliere un disco esterno da solo 1 TB può andar bene perché, in caso di bisogno, ci vuole poco a sostituirlo con un modello più grande. Inutile strafare prendendo da subito un modello da 4 TB (o superiori), just in case. Quando vi serviranno 4 TB il prezzo dei dischi si sarà ridotto tanto che vi costerà meno sostituire il disco esterno piuttosto che prendere da subito il modello superiore (e questo è un principio generale che vale anche per le chiavette USB, le unità di memoria SD e così via).

E l’iMac Pro? L’iMac Pro è un discorso a parte, perché arriva già di base con un SSD da 1 TB e l’upgrade ad un SSD da 2 TB, che costa 500 euro, è quasi conveniente rispetto al prezzo complessivo della macchina. Come per il Mac Pro, per chi acquista questi modelli il prezzo è un variabile secondaria rispetto a fattori, come la potenza di calcolo o l’affidabilità (e qui torniamo al solito discorso sulla separazione dei dati dalle applicazioni).

Scenario numero 3: acquistare un Mac Mini

Per il Mac Mini valgono considerazioni analoghe a quelle già fatte per l’iMac, tenendo conto del fatto che anche in questo caso il disco SSD è saldato alla scheda madre e quindi non può essere aggiornato. Molto meglio scegliere un SSD da 512 GB, a meno che non vi limitiate ad usare solo le applicazioni preinstallate di default e poco altro, nel qual caso 256 GB potrebbero essere sufficienti.

Come per l’iMac, insieme al Mac Mini dovete prevedere l’acquisto di un disco esterno da almeno 1 TB, con interfaccia USB o se possibile Thunderbolt (attraverso la porta USB-C). Se siete maniaci dell’estetica, l’ideale sarebbe questo hub USB-C con alloggiamento per disco da 2.5 pollici, la cui forma richiama quella del Mini e che va installato sotto il computer.

Scenario numero 4: acquistare un MacBook

Un computer desktop rimane stabile su una scrivania, per cui avere uno o più dischi esterni collegati permanentemente al computer non è particolarmente fastidioso.

Un portatile, invece, per definizione è fatto per essere portato in giro. Ma non è pratico portarsi dietro un disco esterno intrinsecamente fragile come un disco rigido meccanico, o usarlo collegato al Mac mentre siamo in una posizione precaria, al tavolino del bar, su una panchina o sulla mitica ribaltina degli aerei.3

In ogni caso vale sempre il solito consiglio, in fase di acquisto scegliete un SSD da almeno 512 GB, escludendo il modello da 256 GB a meno che le vostre necessità non siano davvero basilari. Questa volta però il disco SSD dovrebbe essere in grado di contenere tutti i documenti che vi servono mentre vi muovete con il portatile, destinando il disco esterno meccanico (o meglio ancora, un secondo disco SSD) a tutto ciò che utilizzate solo di rado, da copiare di volta in volta sul disco interno del MacBook (Air o Pro che sia).

Un opzione interessante potrebbe essere quella di montare un disco SSD con fattore di forma M.2 (come ad esempio questo o questo) in una custodia che assomiglia ad una chiavetta USB (come questa). Bisogna solo stare attenti a scegliere un disco M.2 compatibile, perché purtroppo questo “standard” è una giungla di dimensioni e connettori diversi.

In teoria si potrebbe anche usare un disco wireless, ma la lentezza del collegamento rispetto al cavo, il maggiore consumo della batteria e la necessità di combattere con le configurazioni di rete ne sconsigliano l’uso per collegamenti che non siano occasionali (e allora, a che serve complicarsi la vita con un disco wireless?).

Scenario numero 5: acquistare un PC desktop

Quanto detto per il Mac Pro può essere ripetuto pari pari per i comuni PC desktop, che hanno sempre almeno tre o quattro vani in cui installare le unità di memoria di massa. E anche se Windows 10 ha fatto passi da gigante rispetto alle versioni precedenti sul fronte della stabilità, se usiamo un PC con Windows è meglio andare sul sicuro e tenere sempre ben distinti i propri dati dalle applicazioni.

Scenario numero 6: acquistare un PC portatile

Anche per i PC portatili vale in gran parte il discorso già fatto per Mac portatili, con la differenza che il mondo dei PC è molto più variegato e ci sono sia modelli “chiusi” nei quali è difficile accedere o effettuare modifiche (proprio come sui nuovi MacBook), sia modelli molto più “aperti”, nei quali è facilissimo smontare il fondo per accedere al disco rigido e alla RAM. In alcuni (e sempre più rari) casi, ci sono degli sportelllini appositi che permettono di cambiare il disco rigido senza nemmeno aprire il portatile. Inutile dire che, a parità di prestazioni, fra un modello chiuso ed uno aperto io preferirei sempre il secondo.

Scenario numero 7: e se il Mac ce l’abbiamo già?

Se il Mac ce l’avete già e state per buttarlo via perché ha ancora il famigerato Fusion Drive o un ancora più lento disco meccanico e ogni volta che l’accendete avete il tempo di farvi un caffè lungo (molto lungo!) prima che sia pronto per essere usato, l’alternativa più pratica è montare il disco SSD in un contenitore esterno, collegato al Mac tramite l’onnipresente porta USB o meglio ancora, le porte Thunderbolt (per i Mac più recenti) o FireWire (per i Mac più anziani).

In tutti i casi è preferibile acquistare separatamente il disco SSD e il contenitore esterno, non solo per una questione di costi ma anche perché così si può scegliere il disco e il contenitore più adatto alle nostre esigenze.

Fra gli SSD in commercio, non posso che consigliare il Samsung 860 EVO, che uso da anni (e prima ho usato l’850 e l’840) e che ha un rapporto qualità/prezzo insuperabile. Per i contenitori c’è solo l’imbarazzo della scelta. Meglio comunque spendere qualcosa di più e scegliere un modello in alluminio., il vostro SSD starà più fresco e vi ringrazierà.

Se il fai-da-te non fa per voi, potete scegliere il Samsung T5 o il SanDisk Extreme e difficilmente avrete problemi.

Il mio setup

E per dimostrare che non sono il tipo che predica bene ma poi fa il contrario di quello che dice, ecco una foto del mio setup casalingo, con l’iMac 2008 che, dopo tanti anni, continua ancora a funzionare perfettamente.

Se li contate, ho ben 5 dischi rigidi collegati all’iMac: un SSD di avvio da 5000 GB installato nel contenitore di alluminio Icy Box con connessione FireWire, tre dischi rigidi esterni da 2.5 pollici, uno collegato direttamente al Mac tramite la porta USB e gli altri due che passano attraverso l’hub USB in primo piano, e infine un grosso disco meccanico che uso per Time Machine (l’oggettino in primo piano nel contenitore nero/argento non è un disco rigido e non fa testo). Dimenticavo: c’è anche il disco interno originale, che uso per i documenti più importanti.

Potrei facilmente consolidare il contenuto del disco interno e dei tre dischi esterni da 2.5 pollici in un unico disco più capiente, ma sono troppo pigro per farlo. E poi l’Mac è così vecchio che non ne vale nemmeno la pena (ormai il mio Mac principale di casa è un’altro, ma di questa nuova macchina, che mi ha letteralmente stupito, parlerò in un’altra occasione).

Non c’è bisogno di dire che tutti le cartelle principali del disco interno e dei tre dischi esterni sono collegate alla mia Home tramite dei collegamenti simbolici, per cui quando uso l’Mac non mi accorgo nemmeno di dove sono collocati fisicamente i vari file. È un setup abbastanza complicato, mi rendo conto, ma il fatto stesso che funzioni (e bene) da anni, dimostra che le configurazioni più semplici descritte qui sono davvero alla portata di tutti.

Lista degli acquisti

Di seguito una breve lista di dischi meccanici e SSD e di contenitore esterni, scelti fra i modelli che ho utilizzato personalmente o che mi sembrano dei prodotti interessanti ed affidabili.

DISCLAIMER. Potete seguire i consigli e acquistare i prodotti elencati (io comunque non ci guadagno nulla), ma se per qualche ragione qualcosa si rompe, mi dispiace ma devo declinare ogni responsabilità. I prodotti elettronici sono piuttosto affidabili, ma questo non significa che non possano avere dei problemi, soprattutto se chi lo usa non rispetta certe precauzioni basilari (ho visto gente sbattere il portatile acceso come se fosse un tappeto, ovvio che dopo un po’ di questi trattamenti il disco rigido tiri la corda).

  • Hard-disk meccanico interno Toshiba da 1 TB, 3.5 pollici 7200 RPM (link ad Amazon). Già menzionato nel testo dell’articolo.

  • Hard-disk meccanico interno Toshiba da 2 TB, 3.5 pollici 7200 RPM (link ad Amazon). Ci ho pensato una vita prima di decidere di comprarlo e da un anno e mezzo funziona 24 ore al giorno. Quest’anno la stanza è pure surriscaldata, visto che non ci va nessuno ed il condizionatore è spento. Finora tutto bene, vedremo a fine estate. Non potevo non mettere un link anche nel testo dell’articolo.

  • Hard-disk meccanico portatile Maxtor da 2 TB, 2.5 pollici USB 3.0 (link ad Amazon). Ho due di questi modelli da 2 TB, oltre che un paio più piccoli, e ne ho fatti comprare parecchi esemplari ad amici e conoscenti. Funzionano bene e costano poco.

  • SSD Samsung 860 EVO da 500 GB, 2.5 pollici SATA III (link ad Amazon). Ho perso il conto di quanti ne ho già acquistati. Una garanzia.

  • SSD WD Blue da 500 GB, M.2 (link ad Amazon). Prima o poi lo comprerò.

  • SSD Samsung 970 EVO Plus da 500 GB, PCle NVMe M.2 (link ad Amazon). Essendo un modello NVMe è preferibile usarlo come SSD interno in quei PC che dispongono del connettore apposito. Non so se qualche Mac lo supporta. Ovviamente niente impedisce di montarlo in un contenitore esterno come quello mostrato più sotto.

  • SSD Sabrent Rocket da 512 GB, PCle NVMe M.2 2280 (link ad Amazon). Stesso discorso fatto per il Samsung EVO 970 Plus.

  • SSD portatile Samsung T5 da 500 GB, connessione USB 3.1 (link ad Amazon). Già menzionato nel testo dell’articolo.

  • SSD portatile SanDisk Extreme da 500GB (link ad Amazon). Già menzionato nel testo dell’articolo.

  • SSD portatile OWC Envoy Pro mini con connettore USB 3.1 (varie taglie) (link a OWC). Per una volta niente Amazon.

  • Contenitore Inateck in alluminio per dischi da 3.5 pollici, connessione USB 3.0 (link ad Amazon). Peccato solo che non sia anche USB-C.

  • Contenitore Icy Box in alluminio per dischi da 2.5 pollici, connessione USB-C 3.1 (link ad Amazon). Costa un po’ di più della media, ma è USB-C. E poi la qualità si paga.

  • Contenitore OWC Mercury On-The-Go per dischi da 2.5 pollici, connessione USB 3.0 e FireWire 800 (link a MacShop). Se vi serve la connessione FireWire, ormai non ci sono molte altre alternative.

  • Contenitore OWC Mercury Elite Pro per dischi da 2.5/3.5 pollici, connessione USB 3.1 e FireWire 800 (link a MacShop). Rispetto al contenitore precedente, questo costa qualcosa di più ma è metallico e supporta anche USB 3.1. Dovessi scegliere oscillerie parecchio fra i due.

  • Contenitore Sabrent per SSD M.2, connessione USB 3.0 (link ad Amazon). Non supporta gli SSD PCle NVMe (quindi va bene solo per il WD Blue).

  • Contenitore per SSD M.2 con connettore USB 3.0 (link ad Amazon). Già menzionato nel testo dell’articolo.

  • Contenitore Orico per SSD NVMe M.2 2230/2242/2260/2280, connessione USB-C e USB 3.1 (link ad Amazon. Usare un SSD NVMe come disco esterno mi sembra inutile, però se serve questo dovrebbe andar bene.

  • Hub USB-C con alloggiamento per disco SATA per Mac Mini (link ad AliExpress). Credo che non ci sia niente di più pratico per aggiungere un secondo disco rigido al Mac Mini. Sulla qualità non posso dire niente, ma le recensioni su Amazon.com sono molto positive. Peccato che il colore non sia identico a quello dell’ultimo Mini.


  1. Dove il termine documenti comprende sia i documenti da ufficio veri e propri — testi, fogli elettronici, presentazioni, email — sia i file multimediali, gli ebook, il codice sorgente dei programmi che sviluppiamo, e in generale tutto ciò che elaboriamo tramite il computer. 

  2. Purtroppo tutti gli SSD, tranne i modelli da 4 e 8 TB che costano uno sproposito, sono saldati alla scheda madre e quindi non possono essere sostituiti. 
  3. Mitica perché la citano tutti ma, fra arrivo, partenza, giro caffè e vicino con vescica debole, in un volo normale qui in Europa in realtà la si può usare al massimo per una mezz’oretta. 
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16 comments on “SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (seconda parte)
  1. MailMasterC ha detto:

    Come sempre interessantissimo post, grazie! Come dicevamo altrove, sicuramente tornerò a visitarlo e ne riparleremo al momento dell’uscita sul mercato degli ultimi mac con processori Intel, giusto per capire quale potrebbe essere l’acquisto migliore (per me!). 🙂
    Sul mio iMac (più o meno coevo al tuo) ho fatto sostituire l’unità cd con un SSD, lasciando dentro l’hd originale, e mi è sembrata un’ottima soluzione.
    Ho invece quasi perso il conto degli hd esterni collegati o collegabili, ed è vero che oggi potrei eliminarli quasi tutti e mettere i dati in un paio di hd da 4 TB, ma in effetti funzionano tutti bene, quindi aspetto…
    Ultima nota (ormai mi conosci ^___^ ) nella lista per gli acquisti, ultimo punto: “aggiungere un secondo rigido al Mac Mini” manca la parola “disco”.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Grazie come sempre della correzione!
      Fossi in te non aspetterei l’ultimo momento per comprare un Mac Intel, se ti serve è molto meglio farlo ora. Perché credo poco al fatto che le applicazioni e il sistema operativo saranno Universal per anni. Apple ha tutto l’interesse a realizzare una transazione veloce, nel qual caso gli ultimi modelli Intel diventeranno rapidamente obsoleti.

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      • MailMaster C. ha detto:

        Cortesemente se puoi spiegare meglio questo punto, non ho capito il tuo ragionamento.
        Da oggi per i prossimi 2 anni (forse meno) mi aspetto un minimo di aggiornamento sulle macchine Intel. E mi aspetto, proprio perché Apple spingerà per una transizione veloce, che il prezzo delle macchine tenda ad abbassarsi in modo da facilitare l’ingresso nel mercato di quelle nuove con processori ARM. Quindi pensavo che aspettare fino alla messa sul mercato degli ultimi modelli mi assicurasse almeno un anno di tempo in più, avendo la possibilità di prendere una macchina Intel ben attrezzata per reggere il più possibile nel tempo. Se invece da oggi fino alle prossime macchine ARM la Mela non ha intenzione di aggiornare nulla sull’hardware, comunque i prezzi dovrebbero abbassarsi poco prima della transizione.
        Ma non sono mai stato bravo con questo tipo di speculazioni. 🙂
        In verità non è che mi serva adesso, ma se tutto va come deve fra 3-4 anni dovrei cambiare lavoro e fare lunghi periodi all’estero, quindi un portatile Intel mi faceva comodo. Dovendo aspettare anni prima del cambio, più tardi prendo la macchina più a lungo dovrebbe durare, come usura.
        Per le applicazioni, già adesso sono fermo a El Capitan ma faccio tutto quello che devo fare, quindi se anche dovessi restare un po’ indietro non mi preoccuperei troppo.

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        • Sabino Maggi ha detto:

          Posso capire qualcosa di hardware e software, ma non so nulla di strategie e di marketing, per cui prendi quello che scrivo con le pinze.
          La mia impressione è che la transizione ad ARM sarà abbastanza veloce, più di quello che ci si può aspettare dalle (poche ) dichiarazioni dei vertici Apple, perché gestire una doppia piattaforma è una seria complicazione anche per una azienda della forza di Apple. Idem per le applicazioni Universal, che sono tanto belle per l’utente finale (e non scherzo) ma che sono anche una vera maledizione per gli sviluppatori, che devono compilare e testare il codice su piattaforme diverse, impacchettare tutto insieme, testare di nuovo, e ripetere tutta la procedura ad ogni virgola cambiata.
          Insomma, comprare un MacBook fra un anno, un anno mezzo, proprio prima dello shutdown delle CPU Intel, rischia di metterti in mano una macchina che sarà subito obsoleta. Comprarla oggi per lo meno ti da un anno, un anno mezzo in più di uso al 100% ( e magari molto di più se, come è facile che sia, sto sbagliando previsioni).

          Quello che invece non capisco invece io è perché ti spaventa ARM. Per me ARM è una iattura perché le CPU Intel semplificano molto il lavoro degli emulatori, che uso pesantemente, e perché un sacco del software tecnico/scientifico multi piattarforma che uso, non è detto che sarà aggiornato ad usare le CPU ARM (gli sviluppatori di questi prodotti non hanno semplicemente il tempo e le risorse per far girare questi strumenti su troppe piattaforme hardware). Ma per un utente che usa prodotti più mainstream il problema non si pone, per lui Intel o ARM fa poca differenza.

          L’unica ragione che mi viene in mente è che tu non abbia bisogno di usare Windows in parallelo a macOS. Ma in quel caso, secondo me, faresti prima (e meglio) a separare fisicamente i due sistemi operativi, usando macchine diverse, in fondo un PC notebook decente si trova a prezzi relativamente bassi.

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          • MailMaster C. ha detto:

            Grazie della spiegazione, segnati pure che non verrò a chiederti i danni se farò una scelta sbagliata di acquisto! 🙂

            Capisco il tuo ragionamento, provo a spiegare meglio le mie esigenze. Se lo compro adesso non lo userei proprio, a meno di rivoluzionare il mio setup casalingo: buttare un iMac del 2009 fermo a El Capitan ma assolutamente in grado di svolgere il 98% dei compiti per cui lo uso. In più passare da un 24 pollici ad un 15 mi disturba un po’, quindi è probabile che prenderei anche un video esterno. Ma, francamente, adesso non mi serve. Se domani mi muore l’iMac perchè fuso da questo caldo se ne riparla! 🙂
            Ma soprattutto vorrei sfruttare pienamente BootCamp con Windows. Alcuni software che uso, tipo editing video, alcuni prodotti di nicchia o alcuni videogiochi, posso usarli bene solo avviando con Windows nativo. Ma soprattutto mi sono reso conto che se voglio essere veramente produttivo e veloce devo lavorare in Windows. Mea culpa, ma ho realizzato questo. Imprinting e 25 anni di uso di Windows lasciano il segno. 🙂
            Le macchine virtuali non sempre sono sufficienti.

            La mia speranza, forse vana, è che da oggi all’ingresso delle prime macchine ARM Apple faccia uscire qualche aggiornamento hardware su Intel: qualche nuovo processore, o scheda video più potente. Quindi sostenuto da questa (pia) illusione, non avendo necessità immediata, aspetto.
            Se anche non dovessero esserci aggiornamenti hardware e dovessi finire per comprare fra 2 anni la stessa macchina che comprerei oggi, non sarebbe molto diverso dal comprarla oggi (anzi, forse fra 2 anni qualche soldo in meno lo spendo) ma non mi porterebbe nessun vantaggio, perchè sicuramente non la usarei pienamente fino a quando l’iMac attuale non defunge o non dovessi partire per l’estero. Due ipotesi che alla luce delle mie attuali conoscenze non sono immediate.

            ARM mi rompe le scatole per motivi simili a quelli che hai elencato tu: non supporta una serie di software che uso e che mi fanno comodo, per lo meno non nel breve periodo. E l’emulazione che realizzeranno, come fu Rosetta da PPC a Intel, non è detto che funzioni bene con applicativi che richiedono grossa potenza di calcolo: di nuovo videogiochi e video editing.
            Lo so che per ogni software Windows esiste ormai qualche sostituto Apple, ma dovrei ricomprarli e imparare ad usarli, perdendo tempo. Non si tratta di programmi che devo usare per lavorare ma per il mio divertimento personale, magari solo una volta al mese, ma quella volta vorrei usarli senza limitazioni e sfruttando le conoscenze che già ho.

            Come accennavo, è probabile (spero!) che fra 3-4 anni il mio lavoro mi porti all’estero per diverso tempo, quindi pensavo di partire con un portatile che fosse il più “completo” possibile, sotto il profilo software, ossia che mi permetta di essere autonomo e produttivo senza distrazioni. Per raggiungere questo scopo, ad oggi, non vedo altra soluzione che BootCamp. Se dovessi fare una scelta fra 2 anni, sapendo che Windows e relativi applicaitvi non saranno facilmente e in breve tempo supportati su ARM, partirei per il lavoro all’estero con un portatile Windows. E mi dispiacerebbe, perché mi trovo bene ovviamente anche con macOS.
            Se prendo una delle ultime macchine Intel, nella speranza che mi durino come il presente iMac una decina d’anni da un punto di vista hardware, so bene che non mi posso aspettare aggiornamenti di macOS per 10 anni, ma magari 5 si. E quindi arriverei nella situazione che sono adesso: uso un iMac del 2009 non più aggiornabile ma quasi perfettamente consono alle mie esigenze, con la certezza che almeno sulla partizione BootCamp continuerei ad avere aggiornamenti.
            Poi su quale modello di portatile con quanta RAM e quale HD se ne riparla, ovviamente! 🙂

            Spero di essere stato più chiaro. Lo so, non vado per le strade semplici! 🙂

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          • Sabino Maggi ha detto:

            buttare un iMac del 2009 fermo a El Capitan ma assolutamente in grado di svolgere il 98% dei compiti per cui lo uso

            Sto scivendo questa risposta su un iMac del 2008, per cui mi rendo perfettamente conto di quello che dici.
            Mi reando anche conto che se si ha bisogno di usare Windows in modo più o meno continuativo l’emulazione non funziona, non ho mai capito il perché ma il sistema è troppo lento per essere usabile (o meglio, lo capisco fin troppo bene, visto che Linux emulato va molto bene e macOS non è affatto male), per cui meglio un PC standalone e via, usando il Mac per le cose normali e Windows quando serve.
            Lo so, è più scomodo portare in giro due computer invece di uno, ma se vai (andrai) all’estero per periodi brevi continuando a fare la spola con l’Italia, pui sempe scegliere ogni volta, se invece ti trasferisci proprio, la quantità di cose da portarsi via è tale che un notebook in più o in meno non fa la differenza. Te lo dice uno che è stato via due anni di fila, è che è tornato con la macchina carica all’inverosimile (la storia l’ho raccontata, ma solo in piccola parte, agli albori del blog.

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  2. Paoloo ha detto:

    Faccio parte dello scenario n.7 , posseggo un Mac mini con una ‘vecchia’ porta FireWire 800.

    Vorrei acquistare un contenitore esterno dove installare l’ssd ma pare non c’è ne siano molti che supportino ancora la connessione FireWire… io ne ho trovato solo uno:

    https://www.macshop.com/archiviazione/esterna/usb/owc-mercury-on-the-go-usb-3.0-and-2.0-firewire-800-portable-enclosure-kit/

    hai qualche suggerimento in merito?

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Hai ragione, i contenitori FireWire ormai sono una rarità, io ne ho due e li conservo gelosamente.

      L’OWC Mercury On-The-Go che hai trovato tu stesso è il più conosciuto, sul sito di OWC lo trovi a meno ma se poi ci aggiungi le spese di spedizione non conviene più.
      In alternativa, dato che lo vuoi usare per un Mini, ci sarebbe anche questo OWC Mercury Elite Pro (https://www.macshop.com/archiviazione/esterna/usb/owc-mercury-elite-pro-1-x-3.5-esata-fw800-usb3.1/) che costa un po’ di più ma ti da un prodotto di livello superiore. Però il case trasparente dell’OWC Mercury On-The-Go fa un figurone con il Mac!

      Grazie per la segnalazione, aggiorno subito l’articolo.

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      • Sabino Maggi ha detto:

        Detto fra noi, lo scenario #7 è quello che preferisco, perché mi piace l’idea di riuscire a migliorare un Mac da solo, superando le limitazioni messe in atto da Apple (o se è per questo, da Asus, Lenovo, Microsoft, Samsung e chi più ne ha più ne metta).
        Sarò fuori moda, ma continuo a pensare che si debba poter mettere le mani nei prodotti elettronici (anche in quelli meccanici, ma per quello sono incapace). E il successo di iFixit dimostra che non è un’idea così campata in aria.

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  3. Paoloo ha detto:

    Alla fine ho acquistato su eBay un SSD compatibile, il Crucial M500, così la velocità
    negoziata ora è quella massima possibile : SATA II – 3Gb ( il mio Mac Mini late 2009 supporta fino a SATA II ).

    L’installazione del SSD nel Mac mini è stata quasi indolore, ma è andata a buon fine.

    L’installazione di Os X El Capitan mi ha dato alcuni grattacapi: l’ Installer proponeva ad un certo punto sempre lo stesso messaggio di errore:

    “Impossibile installare Os X sul computer. Nessun pacchetto idoneo per l’installazione. Contatta il produttore del software per ottenere assistenza”

    Ho provato e riprovato l’installazione, prima da chiavetta USB poi da Ricovery Mode,ma niente.. ho sudato freddo.. forse c’erano problemi con l’SSD?? certo era che non mi andava più di smontarlo per verificare la questione.

    Alla fine googlando sulla Rete ho svelato l’arcano: il problema era che l’installar di El Capitan aveva il certificato scaduto ( ovviamente niente che si potesse dedurre dal terrificante messaggio d’errore di cui sopra ) e bisognava ingannare l’installer modificando la data di sistema a Febbraio 2016, tramite Terminale.

    Breve resoconto per chi volesse cimentarsi nella medesima impresa.

    Adesso il mio Mac V-O-L-AAA!!

    dall’avvio di sistema al lancio delle applicazioni, fino ad aumentare la velocità delle applicazioni stesse ( Safari per esempio carica le pagine web più velocemente, grazie alla lettura della cache che risiede sulla SSD, lo stesso dicasi di Mail con la posta ).

    Ringrazio Sabino per avermi dato lo spunto con i suoi sempre ottimi articoli.

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  4. Sabino Maggi ha detto:

    Alla fine googlando sulla Rete ho svelato l’arcano: il problema era che l’installar di El Capitan aveva il certificato scaduto ( ovviamente niente che si potesse dedurre dal terrificante messaggio d’errore di cui sopra ) e bisognava ingannare l’installer modificando la data di sistema a Febbraio 2016, tramite Terminale.

    Non c’era nemmeno bisogno di googlare, ti bastava leggere qui: https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/. 😀😀😀
    Lo so che ll messaggio d’errore non dava indicazioni sensate, però è un fatto che dall’anno scorso, dopo la scadenza della firma digitale degli installer, Apple ci ha obbligato a riscaricare da zero tutti gli installer di macOS (fossi romano saprei cosa dirgli…) Non capisco solo perché hai dovuto usare Febbraio 2016…

    In quanto alla velocità del sistema, sono felice che lo abbia sperimentato anche tu in prima persona: è veramente incredibile quanto un SSD riesca a velocizzare un computer. Mesi fa l’ho messo in un catorcio di portatile (un volgare PC) che era totalmente inutilizzabile, già che c’ero ho buttatio via Windows e ci ho messo Elementary OS e il PC è letteralmente rinato.

    Infine, quello che dici tu dimostra anche un’altra delle cose che sostengo da tempo, e cioè che un SSD è efficace anche se connesso via USB 3, Firewire o naturalmente Thunderbolt (in ordine crescente di efficienza). Perché se il Mini vola con un SSD di 7-8 anni fa connesso ad una porta SATA II, volerà anche con un SSD di oggi collegato esternamente. Provare per credere. Per cui non serve buttare soldi (soprattutto se il Mac ha una certa età) facendosi aprire il computer dall’assistenza Apple, basta solo comprare un SSD e un case decente.

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    • MailMaster C. ha detto:

      Giusto per fare i due conti della serva, che caratteristiche ha il pc in cui hai messo Elementary OS? Grazie.

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      • Sabino Maggi ha detto:

        Questa risposta è facile (quella al commento precedente meno): il notebook è un HP ProBook 4330 da 14-15 pollici, non mi ricordo se il processore è il famigerato Celeron o no, ma la RAM è piccola, sarà 4 GB e aveva un disco meccanico da 300-500 GB. Io gli ho messo un Crucial MX500 da 250 GB (meno di 50 euro), non aveva senso spendere di più.

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