All’inseguimento della stampante perduta: HP e le cartucce di terze parti

La mia fidata stampante HP OfficeJet Pro 8600 Plus ha smesso di funzionare. Non è proprio così, la stampante potrebbe ancora funzionare perfettamente, ma dopo l’ultimo aggiornamento del firmware si rifiuta categoricamente di usare cartucce non originali. Io non sono tignoso come Richard Stallman, che proprio a causa di una stampante malfunzionante mise in moto il movimento del software libero (o open source, come si chiama oggi), però non sono nemmeno disposto ad obbedire ciecamente ai voleri di mamma HP. E quindi mi sono messo alla ricerca di una nuova stampante adeguata alle mie necessità. Non è stata una cosa facile.

Per maggiore comodità di lettura, l’articolo è diviso in due parti:

  • Questa prima parte è dedicata al racconto dei problemi avuti nell’ultimo anno con la stampante HP e di come l’azienda americana, dopo un primo tentativo fallito, sia riuscita ad impedire l’uso di cartucce non originali sulle proprie stampanti. In questo settore, infatti, il vero guadagno non risiede nella vendita dell’oggetto fisico (la stampante), che anzi viene venduta fortemente sottocosto per attirare il cliente, ma deriva proprio dalla vendita delle cartucce, che sono ormai diventate un accessorio indispensabile per utilizzare la propria stampante.1
    Il racconto parte dalla mia esperienza personale, ma può essere utile a chi si trova in una situazione analoga, che è più o meno quella di un piccolo ufficio che ha bisogno di una stampante multifunzione in grado di stampare qualche centinaio di pagine al mese e di scansionare documenti in modo efficiente ed automatico.

  • La seconda parte è più pratica ed affronta il problema della scelta di una stampante adeguata alle necessità di un piccolo ufficio, descrivendo i pro e i contro dei modelli più popolari che si trovano in questo momento sul mercato. Può essere utile come una piccola guida all’acquisto per chi avesse esigenze simili alle mie.

Un box separato in fondo a questa prima parte prova mettere il racconto in prospettiva, descrivendo cos’era HP ieri e cosa è diventata oggi.

Stampanti e cartucce

È un segreto di Pulcinella. I produttori vendono le stampanti sottocosto perché il vero business sta nelle cartucce, che costano una frazione significativa del prezzo di acquisto della stampante. Non a caso c’è gente che compra sistematicamente stampanti in offerta a bassissimo prezzo e, una volta esaurite le cartucce, cambia l’intera stampante. Una scelta ineccepibile dal punto di vista dell’economia personale ma un vero disastro per quello che riguarda l’ambiente.

Ho comprato la HP OfficeJet Pro 8600 Plus a marzo del 2013, l’ho pagata 200 euro e sono stati soldi spesi benissimo. Aveva tutto quello che mi serviva, stampa e scansione fronte/retro automatica, connessione WiFi, supporto dei servizi di stampa da cellulare e tablet. In più era abbastanza veloce e anche la qualità di stampa non era male. C’era pure il fax, ma io non l’ho mai usato.

Il vero punto debole erano (e rimangono) le cartucce, un cambio completo di cartucce originali ad alta capacità costa su Amazon ben 108 euro, più della metà del costo della stampante. In teoria queste cartucce stampano 1.500 pagine, ma io non sono mai andato oltre le 1.000 pagine effettive. Poiché a casa mia fra moglie e figlie si stampano circa 3.000 pagine all’anno, se usassi sempre le cartucce originali spenderei circa 350 euro (carta compresa) ogni anno.2 Non mi pare poco.

Infatti, dopo aver acquistato un paio di volte le cartucce originali HP, ho deciso di provare quelle di terze parti, che sono decisamente più economiche, più o meno 20-25 euro a confezione. La qualità di stampa è peggiore di quella garantita dalle cartucce HP, è vero, ma per stampare documenti di testo va più che bene. Con il tempo anche il timore di danneggiare la testina di stampa (che sia su Amazon che su eBay costa quanto l’intera stampante) è scomparso. Del resto, se non fosse per il blocco artificiale imposto da HP, la mia stampante continuerebbe ancora oggi a funzionare benissimo.

Blocco artificiale

Nel 2016 HP decide di contrastare il mercato parallelo di cartucce non originali e rilascia un aggiornamento (anzi due) del firmware delle stampanti OfficeJet. Da quel momento in poi, tutte le cartucce non HP vengono rilevate come danneggiate, anche se in realtà funzionano perfettamente. Questo aggiornamento impedisce di usare la stampante anche per compiti che con la stampa non hanno niente a che fare, come la scansione su file. La levata di scudi che ne consegue obbliga però HP a tornare sui suoi passi. Ed infatti anche la mia stampante torna a funzionare senza problemi con le cartucce di inchiostro di terze parti.

All’inizio del 2020 la mia HP 8600 inizia di nuovo a bloccarsi. Non ricordo il messaggio di errore mostrato dalla stampante, ma di certo era collegato al sistema di inchiostro. La prima cosa che mi viene in mente è che HP abbia provato di nuovo a bloccare le cartucce tramite il firmware. Ma sono sicuro di non aver aggiornato niente e quindi, prima di indagare più a fondo, decido di verificare se non sia un problema hardware, magari legato all’ostruzione della testina di stampa a causa della cattiva qualità dell’inchiostro delle ultime cartucce (sono tutte cinesi, vai a capire cosa ci mettono dentro). Per togliermi il dubbio compro un detergente specifico, che però si rivela inutile.

Nel frattempo mi capita di vedere questo video su YouTube. Tecnicamente è fatto malissimo, ma provo lo stesso a fare quello che suggerisce e la stampante torna, quasi magicamente, a funzionare. Sembra quindi che il blocco sia dovuto davvero ad un problema hardware, ma dovuto al fatto che la testina di stampa non riesce più a riconoscere correttamente la fine dell’inchiostro nella cartuccia. Il problema può essere aggirato mettendo in corto circuito alcuni pin di controllo tramite delle striscioline di alluminio. L’unica alternativa a questo hack sarebbe quella di sostituire l’intera testina di stampa che però, come ho già detto, costa quasi quanto l’intera stampante. A quel punto avrebbe molto più senso cambiare la stampante.3 La questione del firmware torna quindi nel dimenticatoio.

Passa un intero anno, il lockdown e lo smart working (che implica che finora abbiamo solo lavorato in modo stupido) obbliga a stare a casa e ad usare molto di più la stampante, che se la cava brillantemente per un anno intero. Poi un paio di settimane fa, complice un malfunzionamento della fibra ottica di casa (per fortuna questa volta i tecnici di Fastweb sono intervenuti in pochissime ore), tocco per sbaglio il tasto di aggiornamento del firmware della stampante e succede il patatrac, da quel momento la stampante si rifiuta categoricamente di accettare le cartucce non originali.

Non sono l’unico, ne parlano su Reddit, ne parlano sul servizio di supporto Apple, l’aggiornamento del firmware è stato rilasciato il 31 ottobre 2020 ed è rimasto per mesi in attesa che il povero utente (in questo caso io) l’applicasse senza pensarci troppo su.

Provo a tornare ad una versione precedente del firmware (l’immagine qui sotto mostra il momento dell’installazione del nuovo, anzi del vecchio, firmware),4 ma non c’è niente da fare, la stampante continua a rifiutarsi di usare le cartucce non originali. Forse perché è finita in una lista nera dell’HP oppure perché, cosa che mi sembra più probabile, il firmware più recente ha sepolto nelle sue viscere qualche comando che le impedisce rigorosamente di usare cartucce non HP, anche in presenza di un firmware compatibile. Nemmeno un reset completo della stampante riesce a superare il blocco.

Alla ricerca della stampante

Ogni resistenza è futile. La stampante ha già 8 anni, ha stampato 24.000 pagine (che per una stampante casalinga non mi sembrano poche) e ne ha scansionate più di 6.000, di cui la metà dall’alimentatore automatico. La stampante mostra pure qualche segno di cedimento, come la brutta riga nera verticale che compare nelle scansioni fatte tramite l’alimentatore automatico, oppure il problema alla testina di stampa risolto un anno fa a colpi di pezzetti di alluminio. È tempo di cambiare. Il problema è cosa prendere.

Inutile dire che la stampante deve supportare macOS e la stampa dai vari dispositivi mobili, ma questo è il minimo sindacale. Sono abituato bene e non voglio rinunciare alla stampa e alla scansione fronte/retro automatica.

Mi piacerebbe molto prendere una di quelle stampanti con serbatoi di inchiostro al posto delle cartucce, costano molto di più ma alla lunga sono convenienti, perché i flaconi di inchiostro originale costano al massimo 10-20 euro l’uno e consentono di stampare fino a 10.000 pagine.5 In alternativa, prenderei solo una stampante che permetta di usare anche cartucce di terze parti, non è solo una questione economica (che comunque conta), è anche un fatto di principio.

Quest’ultima richiesta esclude a priori i prodotti HP, che ormai sono bloccati in fabbrica e possono usare solo ed esclusivamente le costosissime cartucce originali dotate di un circuito elettronico che comunica direttamente con l’azienda (Unione Europea, dove sei?). Ci sarebbe però la possibilità di aderire al servizio HP Instant Ink, un abbonamento che consente di stampare fino ad un certo numero di pagine ogni mese e di ricevere automaticamente le cartucce di ricambio prima che si esauriscano (dico subito che l’HP 8600 non è supportata dal servizio).

Sulla carta sembra un servizio bellissimo, ma l’unico profilo adatto ai miei consumi è il piano da 11.99 euro, con il quale si possono stampare fino a 300 pagine al mese. Ora, è vero che a casa mia si stampa una media di 250 pagine al mese, che sono ben sotto la soglia massima, ma è altrettanto vero che il consumo non è costante (in estate si riduce quasi a zero) e che nell’ultimo anno è aumentato parecchio a causa della pandemia (e non è detto che quando questa situazione finirà si torni totalmente al modo di vita precedente). Se si considera anche che ogni volta che si supera il tetto stabilito si devono acquistare pacchetti di pagine aggiuntive a prezzi da gioielleria, ci si accorge che il costo totale del servizio Instant Ink rischia rapidamente di diventare molto poco conveniente, almeno per il mio profilo di uso. Meglio quindi passare ad un produttore meno rapace, ammesso che esista.

I risultati della ricerca li potrete leggere nella seconda parte.

HP ieri ed oggi

HP è l’acronimo di Hewlett-Packard, ed è stata una delle prime aziende della Silicon Valley. Il nome deriva da quello dei due ingegneri che l’hanno fondata alla fine degli anni ’30, Bill Hewlett e David Packard. All’inizio l’HP aveva sede nel garage di Packard, un dettaglio molto significativo per gli utenti Apple (questo garage è diventato nel frattempo un monumento nazionale).

L’HP diventò in pochi anni una azienda leader nel settore della strumentazione elettronica di misura e il primo produttore di calcolatori e calcolatrici dedicate specificamente al calcolo scientifico. HP ha anche sviluppato il primo sistema aperto di interconnessione fra gli strumenti di misura e i calcolatori, noto inizialmente come HP-IB (Hewlett-Packard Interface Bus) e diventato poi uno standard internazionale con il nome di GPIB (General Purpose Interface Bus) e poi di IEEE-488.

Ma HP era anche famosa per il suo ambiente di lavoro aperto e stimolante, ben prima che diventasse il mantra di aziende di seconda o terza generazione come Apple o Google (un mantra ormai un po’ appannato, almeno nel caso di Google). Questa apertura era ben visibile nei manuali dei suoi prodotti, delle guide pressoché perfette all’uso delle più minute funzioni hardware e software degli strumenti, senza nascondere niente o richiedere il pagamento di extra per l’accesso alle funzioni più sofisticate, una cosa che non ho mai ritrovato nei prodotti concorrenti.

Fra gli anni ’80 e i primi anni ’90 HP decide di buttarsi anche nel settore, allora molto promettente, del personal computing, iniziando a produrre stampanti, scanner e poi anche computer, indirizzati principalmente ad una utenza aziendale (tutti ottimi prodotti, in verità). Ma questa decisione snatura l’azienda, che diventa un ibrido a due teste senza più un _focus_ ben preciso, e porta a delle scelte aziendali disastrose, come quella di trasferire tutto il florido settore della strumentazione di misura ad una nuova azienda, l’Agilent, che torna ad essere più o meno l’HP storica ma con un nome diverso, oppure quelle relative all’acquisto di concorrenti ormai decotti come Compaq o Palm.

Oggi l’HP che conosciamo tutti è focalizzata solo sulla produzione di stampanti e di personal computer (mentre tutti i ben più remunerativi servizi enterprise sono gestiti da una divisione indipendente, Hewlett Packard Enterprise) e l’azienda non brilla più da tempo sul mercato azionario. È probabile che le decisioni descritte nel testo dell’articolo derivino anche da queste difficoltà aziendali.


  1. Non è un caso che, in quasi tutte le stampanti, l’esaurimento di una sola cartuccia impedisca l’uso delle altre funzioni della stampante, come la stampa in bianco e nero (se la cartuccia esaurita è una di quelle a colori) o la stampa a colori (se la cartuccia esaurita è quella del nero). Ma si arriva quasi sempre all’assurdo di bloccare anche le funzioni che non hanno bisogno di inchiostro, come la scansione su file o l’invio di fax (per chi lo usa ancora). 
  2. Per confronto, il noleggio della stampante laser multifunzione Canon iR ADV C3725i del mio (piccolo) dipartimento costa 115 euro al mese e comprende la stampa di 3.000 pagine, fra bianco e nero e colore. In pratica, il costo per pagina della mia stampante casalinga HP risulta essere triplo di quello di una stampante dipartimentale molto più sofisticata. 
  3. Lo so che è una follia, ma purtroppo le regole le fa il mercato e, a parte i proclami di facciata, la maggior parte delle aziende non ha nessun interesse a preservare l’ambiente e a ridurre lo sfruttamento delle risorse del pianeta. 
  4. La procedura è descritta qui, io mi sono limitato ad adattarla alla mia stampante, che non è fra quelle supportate. La versione originale del firmware della stampante in formato .rfu l’ho scaricata da questo archivio dell’HP (bisogna però conoscere il modello esatto di stampante, nel mio caso è la 8600 N911g, e determinare il nome del file da scaricare facendo riferimento a questa lista). Volendo si può usare anche questo metodo, che è spiegato decisamente meglio del precedente. 
  5. La differenza di costo fra i flaconi giganti di inchiostro da pochi euro e le piccole cartucce da decine di euro ciascuna è semplicemente incomprensibile e non può essere giustificata dal maggiore consumo di materiali delle cartucce (se fosse così, quanto dovrebbe costare una stampante di soli materiali?) È chiaro che è più che altro un fatto di marketing, nel primo caso paghi la stampante per quello che vale, nel secondo ti danno la stampante quasi gratis ma poi ti fanno strapagare l’inchiostro. 
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6 comments on “All’inseguimento della stampante perduta: HP e le cartucce di terze parti
  1. MailMaster C. ha detto:

    Non sono in grado di dire se questo articolo (https://www.consigli.it/migliori-stampanti-tank/) è fatto bene o meno, ma temo che arrivi comunque in ritardo. 😦

    Piace a 1 persona

    • Sabino Maggi ha detto:

      Hai ragione, la stampante l’ho già comprata. Dopo giorni di ricerche mi ero quasi deciso a cedere su qualcosa, poi ho trovato un modello che sulla carta ha tutte le funzioni che mi interessano. L’ho appena installata (ieri) quindi aspetto ancora qualche giorno per dare un giudizio.
      Grazie del link comunque, sono curioso di vedere cosa dicono dei modelli che erano sulla mia lista. Questa esperienza comunque non ha che fatto altro che confermare la mia allergia verso l’acquisto delle stampanti, è una cosa che faccio sempre di malavoglia.

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  2. seanmcjerry ha detto:

    Utilizzo HP Instant Ink da più di un anno e devo dire che mi trovo molto bene, davvero. Devo ricordare che in ogni profilo è previsto un piano di accumulo delle pagine non stampate che arriva ad accumulare il doppio delle pagine previste dal profilo stesso. Sinceramente non mi sono mai trovato nemmeno vicino al dover comprare pagine in più.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      In effetti il piano di accumulo delle pagine non stampate sembra davvero comodo, e anche i margini sono molto ampi, con il mio profilo avrei potuto accumulare finoa 900 pagine, che non sono affatto poche.

      Instant Ink però non mi sembra molto economico. Di recente ho attivato un contratto di noleggio per la stampante laser multifunzione a colori A4/A3 di cui ho parlato in una nota, costa 115 euro al mese (IVA compresa) e permette di stampare fino a 3.000 pagine al mese, e in più include manutenzione e supporto tecnico on site. Un ulteriore vantaggio è la possibilità di sostituire la stampante con una nuova alla fine del noleggio (3 anni).
      Se fai il confronto vedi che Instant Ink costa in proporzione lo stesso (almeno per il profilo da 300 pagine/mese) ma non comprende la manutenzione e la stampante te la devi pagare e te le tieni finché non tira le cuoia.

      Capisco che siano cose diverse, e che ci sono questioni di marketing che influenzano il prezzo finale, però è anche vero che dal punto di vista dell’utente finale abbiamo da un lato una stampante laser ad alta velocità con funzioni piuttosto sofisticate e dall’altro una stampante a getto di inchiostro di medio livello, ed in proporzione stampare con i due modelli costa lo stesso. C’è qualcosa che non va…

      Ma a parte la pura questione economica, quello che mi ha fatto decidere di abbandonare HP è stato più che altro l’irritazione (profonda) per aver visto (di fatto) disattivare da remoto un oggetto ancora perfettamente funzionante, in barba a tutte le normative e i proclami sulla libera concorrenza. Poi ci si stupisce che ci sia gente che per queste cose fa una rivoluzione!

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  3. Alberto ha detto:

    Premetto che non ho mai utilizzato stampanti Hp, ho iniziato con Canon poi per caso ho provato una stampante “fotografica” Epson. Non sono più tornato indietro. Sono alla mia quarta Epson e alla seconda “EcoTank” (la prima non aveva il fronte/retro) che ho scelto perché utilizzandola anche per lavoro stampo quasi 1000 pagine al mese. Naturalmente uso Mac.. e non ho mai avuto problemi.

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Io invece ho quasi sempre avuto stampanti HP, sia a casa che per lavoro, e devo dire che l’esperienza d’uso è sempre stata molto positiva, veri muli capaci di lavorare per anni ed anni senza problemi. Negli ultimi anni, però, sono letteralmente scomparse dai posti di lavoro che frequento, non so se è un caso o se c’è qualche ragione più fondamentale. Sta di fatto che mesi fa ho dovuto fare una indagine di mercato per sostituire la stampante laser multifunzione del mio dipartimento e non c’è stata una azienda che abbia proposto un modello HP.

      Canon ed Epson sono state per forza di cose le marche che ho considerato per il mio acquisto, in particolare le EcoTank Epson che, anche se costano molto di più, alla lunga sembrano molto convenienti, visto che un set di inchiostri di ricambio costa una sciocchezza e sulla carta riesce a stampare un numero abnorme di pagine.
      Non dico di più però per non spoilerare la seconda parte. 🤣

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