All’inferno con Dell?


Foto di Michael Dziedzic su Unsplash.

Dell non mi piace e non comprerei mai un PC dell’azienda texana. Però trovo lo stesso che il viaggio all’inferno descritto da Eyepatch Wolf in una lunghissima discussione su Twitter sia, come dicono a Roma, una sòla.

Della storia ha parlato con la consueta stringatezza John Gruber su Daring Firewall, così come il sempre caustico Macalope su MacWorld e il nostro Lucio “Lux” Bragagnolo su QuickLoox (che vale sempre la pena leggere, fosse solo per i titoli geniali dei suoi post). Anche quelli di HackerNews non si sono fatti sfuggire la notizia.

Riassumo brevemente la storia per chi se la fosse persa.

Eyepatch Wolf è uno youtuber con un canale da 1.13 milioni di iscritti e i suoi video su manga e affini hanno milioni di visualizzazioni, un asset che gli farà guadagnare qualche migliaia di euro al mese. Un bel giorno Eyepatch Wolf si rende conto che il PC che usa per montare i suoi video è diventato troppo lento e decide di sostituirlo. Ha sempre avuto dei PC Dell e non ha mai avuto problemi, per cui continua sulla stessa strada. Di hardware sa pochissimo, per lui le schede madri, le schede video, la RAM, gli SSD sono degli oggetti misteriosi, ma si ostina a configurare il nuovo acquisto da solo.

Peccato che ne venga fuori una ciofeca, lenta in avvio e senza Wi-Fi, una macchina a suo dire peggiore di quella che doveva sostituire. E da questa piccola storia nasce una montagna di tweet, un frullato infinito di rabbia, scoramento, fiducia e accuse, il triste racconto del povero utente un po’ tonto alle prese con la multinazionale rapace.

Ma è proprio così?

Come dicevo all’inizio, non ho mai comprato un PC Dell, né per lavoro né tantomeno per mio uso personale. Però ne ho configurati parecchi per colleghi ed amici e posso dire senza tema di smentite che non è per niente banale.

Lo strumento di configurazione online che Dell mette a disposizione dei suoi clienti è potentissimo e permette di scegliere con una minuzia inusitata la configurazione hardware della macchina. Ma proprio la sua potenza è anche il suo punto debole, perché scegliere i componenti giusti in funzione di quello che si vuole fare con la macchina richiede esperienza e una buona conoscenza dell’hardware di un PC moderno.

Improvvisare porta solo a delusioni, proprio come è successo al buon Eyepatch Wolf che, mentre configura il suo nuovo PC, dimentica di selezionare come disco di avvio un disco SSD al posto di quello meccanico (che torna ancora utile come seconda o terza unità di memorizzazione di massa) e che non si accorge che il Wi-Fi non è compreso nella configurazione di default (perché i PC desktop di classe business vengono normalmente collegati alla rete tramite il cavo ethernet) e che se lo vuole deve sceglierlo esplicitamente tramite il programma di configurazione. Ma perché prendersela con Dell per questi errori, quando la vera colpa sta solo nella presupponenza di chi ha configurato male la macchina?

Detto questo potrei chiudere il post, ma vi chiedereste perché vi ho fatto perdere tempo con queste ovvietà.


In realtà la ragione del post è un’altra. Secondo me Eyepatch Wolf sa benissimo come è fatto un PC, e tutta la sua sparata su Twitter è solo una scusa per fare pubblicità al suo canale YouTube e alle sue attività collaterali sui social. Qui non si tratta di Davide contro Golia, del piccolo utente contro la grande multinazionale, come nel caso ormai quasi epico di Paolo Attivissimo che lotta contro la Microsoft per ottenere il rimborso della licenza di Windows, ma solo di un furbone che finge di fare lo scemo in cambio di un po’ di like e di tante visualizzazioni in più (che su YouTube equivalgono ad un bel po’ di soldini).

C’è un dettaglio, anzi due, che mi ha fatto drizzare le antenne. Il primo è che Eyepatch Wolf dimostra di sapere benissimo cos’è un disco NVMe. Ma come, configura il suo nuovo PC e dimentica di controllare che il disco di avvio sia a stato solido, ma poi dimostra di sapere che un disco NVMe è molto più veloce di un normale disco SSD con interfaccia SATA?

Il mio [nuovo] PC è un Precision 5820, so che un disco SSD SATA funzionerebbe perfettamente ma… c’è [in giro] un nuovo tipo di SSD più potente e con prestazioni migliori, l’NVMe.

(My PC tower was a precision 5820, I know that Sata SSDs will work with it, but… there is a new type of SSD thats meant to be more powerful with better performance- NVMes.)

Se Eyepatch Wolf sa cos’è un disco NVMe, mi dispiace ma non è lo sprovveduto che ci vuol far credere. Ancora di più se, pochi messaggi dopo, dimostra di sapere pure che i dischi NMVe si collegano tramite un’altra interfaccia, la cosiddetta interfaccia M.2, che il suo nuovo PC naturalmente non ha (ma che avrebbe potuto avere se l’avesse scelta al momento dell’acquisto). E se anche supponiamo che questi dettagli nel frattempo glieli abbia insegnati qualcuno (mai citato), perché invece di fare tante storie non gli chiede di dargli una mano a sistemare il PC che ha incautamente acquistato?

Ma c’è un secondo dettaglio, forse ancora più sintomatico, che mi fa dubitare della buona fede di Eyepatch Wolf: il fatto che apra da solo, e non una sola volta, il suo nuovo PC per inserire i componenti che dovrebbero correggere le debolezze della macchina.

La scheda [Wi-Fi] arriva pochi giorni dopo, ma raggiunge appena il 10% della banda [sic!] del mio vecchio PC e degli altri dispositivi che sono nella stesas stanza [ri-sic!]. Apro la macchina e la rimuovo.
[…] Apro un’altra volta il mio PC. E collego il disco [SSD] SATA. Che quest’incubo finisca.
[…] Apro il retro del PC, inserisco la scheda, la collego al ricevitore esterno. Chiudo il PC. Nessun problema. Posso farcela [da solo].

(The card arrives a few days later, but is getting around 10% the bandwidth of my old pc as well as other devices in that same room. I open up my machine and remove it.
[…] I open up my PC once again. And I connect my sata hard drive. Let this nightmare end.
[…] I open the Pc back up, insert the card, connect it to the external signal receiver. Close it back up. No Problem. I can do this!)

Non sono uno psicologo e nemmeno un riparatore di PC, ma in tutta la mia (lunga) vita di fissato di computer e di elettronica non ho mai incontrato qualcuno poco pratico di faccende di hardware che avesse il coraggio di aprire un PC da solo, perché ha troppa paura di fare danni. E lo capisco perfettamente, perché trovarsi davanti una selva di cavi, di schede e di componenti sconosciuti può intimidire davvero chiunque. Ancora più improbabile che succeda quando il PC è nuovo e ancora in garanzia.

Eyepatch Wolf, invece, non si fa scrupolo di aprire il suo nuovo PC e di lavorarci dentro senza nessun aiuto. E allora tanto inesperto, credetemi, non deve essere. Sta solo giocando con noi anzi, peggio, ci sta prendendo in giro.

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