All’inferno con Dell? Addendum


Foto di Michael Dziedzic su Unsplash.

Una piccolissima aggiunta al post di ieri.

Ad un certo punto del suo lunghissimo thread su Twitter, Eyepatch Wolf si lamenta che Dell pretende 400 euro per un disco NVMe da 1 TB (possibile) e altri 430 per due supporti di plastica (sarà vero o è solo un’altra boiata?). Su questo punto non posso che dargli ragione.

Perché la pratica di utilizzare componenti proprietari venduti a prezzi degni di un diamante di De Beers, componenti che dopo pochi anni spariscono dai magazzini obbligandoti a comprare un nuovo computer, è un vero e proprio schiaffo in faccia ai consumatori. Purtroppo però la pratica è seguita ormai da tutti, ma proprio tutti, i produttori di PC assemblati, da Apple a Dell, da HP a Lenovo, da Microsoft fino a Samsung (in ordine rigorosamente alfabetico). Per cui se c’è una responsabilità su questo (e c’è), non è certo colpa solo di Dell ma di tutti i produttori indistintamente. Se avesse comprato un computer HP o Lenovo o Asus non sarebbe stato diverso.

Nel settore dei notebook c’è davvero poco da fare, perché è lo stesso consumatore che vuole notebook sempre più sottili, sempre più performanti e con batterie che durano all’infinito, e l’unico modo realistico per darglieli è quello di customizzare all’estremo il prodotto, impedendo così che possa essere modificato dopo l’acquisto.

Sui desktop invece c’è ancora speranza, basta evitare come la peste di acquistare prodotti già assemblati (Apple esclusa, Apple è un mondo a sé nel mercato dei PC), comprando invece i componenti sciolti e costruendosi da sé il proprio computer. E chi non lo sa fare non segua il cattivo esempio di Eyepatch Wolf, ma si rivolga piuttosto al solito amico smanettone o magari ad uno dei pochi negozi fisici di qualità ancora attivi. Un aiuto competente può essere davvero prezioso, traducendosi non in una spesa in più ma in un vero e proprio risparmio. Speriamo solo che la possibilità di configurare a piacere un computer desktop sia una opzione praticabile ancora a lungo.

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Pubblicato su hardware

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