MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Geekbench 5

Lo so, sono passati dei mesi senza che riuscissi a scrivere nulla sulle prestazioni velocistiche del MacBook Air M1. Purtroppo una serie di circostanze professionali e familiari hanno preso il sopravvento e mi hanno obbligato a trascurare il blog per tutto questo tempo.

Ma le promesse si mantengono, e quindi eccomi qui ad analizzare le prestazioni del portatile più piccolo ed economico di casa Apple. Data la lunghezza, ho preferito dividere l’articolo in due parti: in questa prima parte presenterò i risultati ottenuti con Geekbench 5, mentre nella seconda parte utilizzerò un tool meno noto ma molto interessante, PerformanceTest per Mac. In entrambi i casi, dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell’Air M1 i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti.

Geekbench 5

Il MacBook Air è considerato da sempre il classico notebook per chi ha poche pretese: sottile e leggero (indimenticabile la scenetta di Steve Jobs che lo tira fuori da una busta) ma anche poco prestante, una macchina perfetta per chi è sempre in giro, ma inadeguata per usi che vadano oltre le classiche applicazioni da ufficio, la gestione della posta elettronica o la navigazione sul web. La mia esperienza con il modello del 2015 che ho ancora a casa è perfettamente in linea con queste considerazioni.

Quando si inizia ad usare l’Air M1, invece, questo scenario cambia completamente. Grazie ai benefici del processore Apple Silicon M1, il notebook più economico della gamma Apple combatte ormai ad armi pari sul piano della pura potenza di calcolo con il più costoso MacBook Pro M1 con schermo da 13″ (ma il MacBook Pro M1 può lavorare a piena potenza per un tempo maggiore) nonché, in parte, anche con i potenti MacBook Pro M1 Pro e Max introdotti qualche mese fa.

Inutile dire che il modesto Air batte alla grande anche gli ultimi MacBook Pro con CPU Intel in vendita fino a pochi mesi fa (sì, anche i modelli da 16″!), che costavano almeno il doppio.

Non lo dico io, lo dicono i test di velocità di Geekbench 5, l’ultima versione del più famoso strumento di analisi delle prestazioni dei processori, in grado di analizzare sia i processori x86 “tradizionali” prodotti da Intel e AMD che i processori basati su architettura ARM, come gli Apple M1 originali e i nuovissimi M1 Pro e Max.


Figura 1. Schermata principale di Geekbench 5.

Mac Benchmarks

Geekbench 5 permette agli utenti registrati di caricare automaticamente i punteggi ottenuti dai loro Mac sulla piattaforma web del prodotto. Grazie alla condivisione dei risultati, gli sviluppatori di Primate Labs dispongono ormai di un enorme database di dati che, per i soli computer Apple, arriva a modelli risalenti almeno fino al 2008 (i modelli precedenti non sono probabilmente compatibili con Geekbench 5).

La pagina Mac Benchmarks aggrega questi dati, mostrando per ciascun modello di Mac la media dei valori misurati per il Single Core Score e il Multi-Core Score.1 Il primo punteggio misura sostanzialmente la velocità del processore con le normali applicazioni di uso giornaliero, che in genere usano un solo core del processore alla volta, mentre il Multi-Core Score è utile per valutare la velocità del processore con le applicazioni di tipo professionale, che tendono a sfruttare il più possibile il parallelismo offerto dai processori multi-core moderni.

Scaricare i dati grezzi mostrati in Mac Benchmarks è piuttosto facile, basta lanciare il Terminale ed eseguire il comando (come al solito il $ rappresenta il prompt del Terminale e non fa parte del comando)

$ wget https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks.json

che ci restituirà il file mac-benchmarks.json, che potremo analizzare con R, Python, Julia o con qualunque altro strumento di analisi dei dati che siamo abituati ad usare (ma sì dai, perfino con Excel). Ma non temete, l’analisi ho già fatta io (con R), riassumendo i risultati principali nei due grafici seguenti e nella tabella alla fine dell’articolo.2

Single Core Score

Cominciamo dal primo grafico, che mostra il Single Core Score di tutti i modelli di Mac prodotti a partire dal 2018. Le prestazioni sono normalizzate rispetto a quelle di un Mac con processore Intel Core i3-8100 del 2017, fissate convenzionalmente a 1000.3 A questi dati ho aggiunto le misure effettuate su un paio di miei Mac, scelti volutamente fra quelli più vecchi a mia disposizione, dei modelli del 2012 e del 2013 che possiamo ormai considerare obsoleti. I dati di Geekbench sono rappresentati con dei cerchi colorati, di colore diverso per ogni anno considerato, mentre le mie misure sono rappresentate con dei quadrati, anch’essi colorati in base all’anno del modello. L’asse orizzontale mostra un numero, che ho chiamato Test ID, che identifica in modo univoco ciascun dato del grafico. A cosa serve? È un (banale) trucco per stendere i dati lungo l’asse orizzontale, in modo da poterli mostrare in una specie di successione temporale. Se non avessi fatto così, tutti i dati relativi ai modelli dello stesso anno sarebbero finiti nella stessa posizione orizzontale, rendendo più difficile analizzare i risultati.


Figura 2. Geekbench 5: single core score (cliccare qui per l’immagine ingrandita).

Il grafico ci dice alcune cose interessanti. Prima di tutto che la maggior parte dei Mac prodotti nel periodo 2018-2021 hanno un processore Intel, il che è pacifico visto i nuovi Mac con processore M1 sono stati presentati solo alla fine del 2020. Il 2019 (rappresentato dai cerchi verde smeraldo) è stato chiaramente un anno particolarmente fecondo di nuovi modelli,4 con l’uscita di nuovi iMac e MacBook Pro e soprattutto con il ritorno del MacPro espandibile, quello che sostituiva (troppo tardi) il modello a cilindro del 2013, rivelatosi un bell’esercizio di stile ma poco adatto ai pesanti usi professionali per cui era stato ideato.

Ma la cosa più significativa è guardare all’evoluzione dello score nel tempo. Se guardiamo i cerchi colorati verdi e azzurri (cioè i dati relativi ai Mac prodotti dal 2018 al 2020), vediamo che in tre anni il Single Core Score cambia relativamente poco, oscillando grosso modo fra 800 e 1250 con una lieve tendenza all’aumento. Perfino i punteggi dei miei due vecchi Mac del 2012 e 2013 (i quadrati rosso chiaro e verde oliva) non sono troppo lontani da quelli dei modelli Intel più recenti di fascia medio-bassa. Poi nel 2020 l’introduzione dal processore Apple M1 fa fare ai Mac un balzo improvviso di ben 500 punti, il 40% in più del punteggio migliore in assoluto raggiunto con i processori Intel.

E il bello è che questo salto vale per tutti i Mac di nuova produzione: dal punto di vista del Single Core Score un modello vale l’altro, e quindi possiamo davvero pensare di usare un Mac Mini o un MacBook Air per i normali compiti da ufficio (detto per semplificare, in realtà per tutte le applicazioni di uso normale) senza sentirci penalizzati, riservando l’acquisto dei modelli superiori e ben più costosi ai casi in cui sia davvero necessario usare applicazioni avide di potenza di calcolo e capaci di sfruttarla al meglio (penso naturalmente ai prodotti per creativi come Photoshop e compagnia bella, a Final Cut Pro, a Logic Pro, ma anche all’infinito campo del software tecnico-scientifico professionale).

Multi-Core Score

Quanto appena detto è confermato dal grafico del Multi-Core Score, nel quale si vede chiaramente che i nuovissimi processori Apple M1 Pro e Max per i portatili Apple di gamma alta da 3-4.000 euro sono meno performanti solo degli Xeon da 16, 24 o 28 Core montati sui Mac Pro top di gamma, dei bestioni da scrivania che partono da 9.000-15.000 euro ma che possono facilmente arrivare a costare varie decine di migliaia di euro.


Figura 3. Geekbench 5: multi-core score (cliccare qui per l’immagine ingrandita).

Per quanto riguarda il processore M1 liscio, come quello montato sul MacBook Air, qui la lotta è più serrata, ma comunque i risultati ci dicono che, a livello di prestazioni pure, il piccolo Air M1 combatte ad armi pari con i modelli più potenti di iMac Intel e persino con il Mac Pro entry level (che corrispondono ai quattro cerchi verde smeraldo o azzurro identificati con il nome del processore che hanno un Multi-Core Score compreso fra 7.500 e 10.000). Ditemi voi se è poco.

Per chi vuole maggiori dettagli, ecco una tabella riassuntiva che riporta i 25 modelli di Mac con il valore più alto di Single-Core Score (la tabella completa, che in questo momento contiene 292 modelli diversi, può essere scaricata da qui in formato .csv).

Ai primi 12 posti della tabella ci sono solo Mac con processore M1, e fra questi c’è anche il MacBook Air M1 (evidenziato in grassetto), piazzato molto onorevolmente a metà graduatoria (ma va detto che le differenze del Single Core Score fra i vari modelli sono davvero minime). Per trovare il primo Mac con processore Intel (identificato nella colonna Architettura con la dizione x86_64) bisogna scendere fino al 13-14 posto, dove troviamo l’ultimo iMac da 27″ con processore i7 o i9, che ha uno score di ben 500 punti inferiore a quello del primo Mac della lista. Ogni ulteriore commento è inutile.

ID Modello Processore Architettura Single Core Multicore
282 MacBook Pro (16-inch, 2021) Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores) aarch64 1747 12247
285 MacBook Pro (14-inch, 2021) Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores) aarch64 1747 12186
281 MacBook Pro (16-inch, 2021) Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores) aarch64 1739 12103
284 MacBook Pro (14-inch, 2021) Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores) aarch64 1736 11944
283 MacBook Pro (14-inch, 2021) Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (8 cores) aarch64 1732 9513
277 MacBook Air (Late 2020) Apple M1 3196 MHz (8 cores) aarch64 1730 7691
280 iMac (24-inch Mid 2021) Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores) aarch64 1717 7473
279 iMac (24-inch Mid 2021) Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores) aarch64 1714 7453
273 Mac mini (Late 2020) Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores) aarch64 1712 7425
272 MacBook Pro (13-inch Late 2020) Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores) aarch64 1706 7391
271 MacBook Air (Late 2020) Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores) aarch64 1705 7411
267 iMac (27-inch Retina Mid 2020) Intel Core i7-10700K @ 3.8 GHz (8 cores) x86_64 1251 8132
268 iMac (27-inch Retina Mid 2020) Intel Core i9-10910 @ 3.6 GHz (10 cores) x86_64 1243 9031
238 iMac (27-inch Retina Early 2019) Intel Core i9-9900K @ 3.6 GHz (8 cores) x86_64 1233 8226
266 MacBook Pro (13-inch Mid 2020) Intel Core i7-1068NG7 @ 2.3 GHz (4 cores) x86_64 1229 4483
269 iMac (27-inch Retina Mid 2020) Intel Core i5-10600 @ 3.3 GHz (6 cores) x86_64 1180 6117
260 Mac Pro (Late 2019) Intel Xeon W-3275M @ 2.5 GHz (28 cores) x86_64 1152 19957
265 MacBook Pro (13-inch Mid 2020) Intel Core i5-1038NG7 @ 2.0 GHz (4 cores) x86_64 1137 4211
259 Mac Pro (Late 2019) Intel Xeon W-3265M @ 2.7 GHz (24 cores) x86_64 1136 18120
239 iMac (27-inch Retina Early 2019) Intel Core i5-9600K @ 3.7 GHz (6 cores) x86_64 1131 5457
262 MacBook Air (Early 2020) Intel Core i7-1060NG7 @ 1.2 GHz (4 cores) x86_64 1120 3018
270 iMac (27-inch Retina Mid 2020) Intel Core i5-10500 @ 3.1 GHz (6 cores) x86_64 1120 5871
258 Mac Pro (Late 2019) Intel Xeon W-3245 @ 3.2 GHz (16 cores) x86_64 1119 14611
257 Mac Pro (Late 2019) Intel Xeon W-3235 @ 3.3 GHz (12 cores) x86_64 1114 11889
243 iMac (21.5-inch Retina Early 2019) Intel Core i7-8700 @ 3.2 GHz (6 cores) x86_64 1111 6026

Tabella 1. Elenco dei 25 modelli di Mac con il valore più altro di Single-Core Score. Nella colonna Architettura, x86_64 indica i processori Intel, mentre aarch64 individua i processori Apple M1.

Conclusioni

Dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell’Air M1, i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti. I benchmark parlano chiaro e ancora più chiara è l’esperienza reale d’uso di questo piccolo portatile (ma per quella dovrete aspettare ancora un po’). Se poi guardiamo il rapporto prestazioni/prezzo, credo che in questo momento non ci sia niente di meglio in giro.

L’unico vero difetto (se così possiamo dire) dell’Air M1 è lo schermo piccolo, che d’altra parte ne favorisce la portabilità. Difetto facilmente superabile collegando il portatile ad un monitor esterno, e magari anche ad una tastiera e ad un mouse wireless, ottenendo così un sistema potente ma economico, sul quale è un piacere lavorare alla scrivania ma che all’occasione può essere portato in giro senza nemmeno accorgersi che è nella borsa.

La prossima volta i risultati dei benchmark eseguiti con PerformanceTest.


  1. Questi valori medi, come posso testimoniare io stesso, sono ben rappresentativi dei risultati reali ottenuti nelle singole prove, nel senso che ripetendo più volte i test nelle condizioni corrette si ottengono sempre risultati molto omogenei fra loro, senza scostamenti importanti fra una prova e l’altra. 
  2. Poiché i dati sono la media delle misure caricate di continuo dagli utenti Mac sul sito di Geekbench potrebbero variare nel tempo e differire leggermente da quelli riportati qui, che sono stati scaricati il 24 gennaio 2021. 
  3. Un punteggio (score) di 2000 significa quindi che il processore in esame ha una prestazioni doppie dell’i3-8100. 
  4. Ricordo che i modelli di Mac vengono differenziati sia in base al processore che alle dimensioni dello schermo integrato (per i modelli che ce l’hanno). 
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6 comments on “MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Geekbench 5
  1. Luther ha detto:

    Il mio vecchietto è di certo stato in parte un esercizio di stile, ma a quasi in prossimità dell’età a doppia cifra non se le cava poi così male… https://www.cpu-monkey.com/it/compare_cpu-intel_xeon_e5_2697_v2-86-vs-apple_m1-1804#google_vignette

    Ps. E nei benchmark riportati non si tiene conto che io posso usufruire di 64 gb di ram… e semmai il vero tallone d’Achille restano le schede grafiche non aggiornabili con modelli più recenti e quindi più performanti

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  2. Sabino Maggi ha detto:

    Niente da eccepire, lo Xeon è tuttora un ottimo processore e i suoi 12 core/24 thread gli danno ancora oggi una buona riserva di potenza.
    Il punto però mi pare un’altro: qui stiamo parlando di un portatile da 1500 euro che riesce a dare filo da torcere a sistemi desktop che costano parecchie volte di più. Mai successo prima. Quando si è saputo del passaggio da Intel and ARM non ero affatto favorevole a questa transizione, ma poi ho dovuto ricredermi, il salto tecnologico dei processori Apple è davvero impressionante.

    Piace a 1 persona

  3. Luther ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo con quanto hai scritto e anche con i video, ma l’ultimo portatile che ho comprato è stato un macbook pro nel 2007, con un processore intel Core 2 Duo 2,2 ghz… ancora perfettamente funzionante e sul quale ho installato a suo tempo 4 gb di ram e in seguito ho sostituito il disco fisso “rotante” con un ssd. In mobilità in seguito ho sempre privilegiato gli iPad. L’ultimo che ho comprato e che uso tutt’ora è un iPad pro da 10,5 e per ora va più che bene e non mostra alcun segno d’affanno; ma devo dire che sono stato fortemente tentato… Ovvero volevo acquistare un iPad con processore M1 e visti i benchmark sul Macbook air su iPad deve offrire delle prestazioni davvero incredibili!!! Ma alla fine ho ritenuto che non ne vale la pena, perché pur facendo molto in mobilità continuo a pensare che per i lavori impegnativi un computer “vero” resti ancora inarrivabile sia per potenza di calcolo, sia per semplicità d’uso. Nei fatti operazioni che con il computer richiedono 30 secondi, su iPad a volte richiedono 2 o 3 minuti per ottenere il medesimo risultato. Tuttavia spero che un giorno, non troppo lontano, i sistemi operativi siano unificati; auspico che si arrivi a una sintesi fra il meglio che il computer e tablet possono offrire.

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  4. kOoLiNuS ha detto:

    Il mio problema con M1 è essenzialmente dovuto al fatto che non è possibile farci alcuna operazione di virtualizzazione. Quindi non è valutabile l’acquisto se deve essere l’unico calcolatore “in casa” e si hanno esigenze di questo tipo.

    C’è anche da dire che con Windows 11 ed il TPM attivo, Apple con M1, la distanza tra i due mondi del computing si sta facendo fortissima e se ti devi destreggiare tra i vari mondi bisogna iniziare a valutare di avere più macchine a disposizion (ad esempio per creare una penna avviabile di installazione di Windows 10 / 11 avendo a dispozione solo Mac, o viceversa). Spero di essermi “spiegato”…

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    • Sabino Maggi ha detto:

      Chiarissimo. La virtualizzazione era il motivo principale per cui vedevo molto negativamente questa transizione ai processori ARM. Però alla fine, anche considerando i costi di un Mac M1 di buon livello, mi sono convinto che avere due macchine separate, una Apple e un normale PC dedicato a Linux/Windows, non è poi così male, occupa più spazio sulla scrivania ma alla fine hai il meglio dei due mondi senza troppi compromessi.

      E poi, scommettiamo che prima o poi quelli di QEMU/Parallels/VMWare ce la faranno a far girare in modo decente un sistema operativo basato su Intel sui processori Apple?

      Altra scommessa: dopo che Apple ha dimostrato al mondo che si può usare un processore ARM anche per sistemi ad alte prestazioni, è facile prevedere che anche Microsoft seguirà presto su questa traccia, visti i vantaggi in termini di consumo energetico consentiti da ARM. E allora sarà un bel guaio per Intel.

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