The Pi Hut, o caro!


Fonte: Pixabay.

La Brexit sta causando danni enormi all’economia del Regno Unito: l’inflazione è alle stelle, la fiducia dei consumatori è crollata ai minimi degli ultimi 50 anni e tanti settori produttivi che andavano avanti grazie ai lavoratori stranieri ora non trovano manodopera nemmeno a cercarla con il lanternino. Perfino il business delle vacanze studio in Inghilterra è in crisi! C’è stato il COVID, è vero, ma rispetto agli altri stati europei la Gran Bretagna sembra cavarsela peggio.


Ma se gli inglesi hanno voluto tornare a rinchiudersi nella loro isola fra l’Atlantico e il Mare del Nord, a noi che importa? Ci importa invece, perché oltre a tanti altri fastidi come la necessità del passaporto per andare in Gran Bretagna, con la Brexit è diventato molto meno conveniente per i cittadini europei comprare da un negozio online con sede in UK. Ne so qualcosa io stesso, che dopo mesi e mesi di attesa sono riuscito a trovare un Raspberry Pi su The Pi Hut, uno dei più importanti negozi online per maker con sede nel sud dell’Inghilterra.

Non era il potente Raspberry Pi 4 da 8 GB che vorrei comprare da tempo, ma solo il Raspberry Pi 400 che, con la sua tastiera integrata e i connettori posteriori sembra in tutto e per tutto un Commodore 64 rimodernato, ma sempre meglio di niente.

I pezzi disponibili erano pochissimi, per cui mi sono precipitato a prenderne uno, aggiungendo già che c’ero qualche accessorio extra. Totale 80 sterline (circa 96 euro), più 12 sterline (14 euro) di spese di spedizione via DHL. Avevo già fatto degli acquisti su The Pi Hut e tutto era sempre filato via liscio. La sorpresa c’è stata una settimana dopo all’arrivo del corriere (eh sì, ci vuole una settimana per DHL per consegnare un pacchetto dall’Inghilterra), che chiedeva altri 35 euro di IVA e spese doganali.

Alla fine il tutto è costato circa 145 euro, non male visto che, se il Raspberry Pi 400 fosse disponibile in Italia (ad esempio qui oppure qui), costerebbe 80 euro IVA compresa, più una decina di euro di spese di spedizione. Aggiungendo i 25 euro degli accessori saremmo sempre a 115 euro, ben 30 euro in meno di quanto l’ho pagato io.


La colpa è solo mia che per la fretta non ho controllato con attenzione l’importo delle spese extra prima di completare l’ordine. Ma è anche vero che The Pi Hut ci mette parecchio del suo, usando gli euro quando si inseriscono i prodotti nel carrello, ma passando alle sterline al momento di effettuare l’ordine, per cui non è facile accorgersi che l’IVA viene scorporata al momento dell’ordine per tutte le spedizioni al di fuori della Gran Bretagna. Se a questo si aggiunge il fatto che la scritta “IVA Inclusa” appare e scompare sui prodotti a seconda della valuta selezionata, la possibilità di un errore aumenta parecchio.

Anche le spese di dogana sono molto evanescenti. The Pi Hut avvisa in caratteri piuttosto piccoli che il cliente potrebbe doverle pagare, ma non ne fa nessuna stima quantitativa. Non è certo la prima volta che compro online da paesi non UE, e persino dagli USA non mi ricordo di disguidi di questo tipo. Lasciamo perdere cosa succede se si compra su Banggood o AliExpress e simili che, anche se spediscono dalla Cina o da Hong Kong, mostrano sempre il prezzo finale compreso di IVA e, almeno per quanto mi riguarda, non hanno mai addebitato spese doganali di alcun genere.


La morale della storia è evidente: fate attenzione quando comprate da un negozio online inglese, potreste scottarvi come è successo a me. Da parte mia ho ancora qualche giorno per decidere se rimandare indietro il Pi 400, in fondo era solo un sostituto del Raspberry Pi 4 che mi serviva davvero e tutto sommato non mi pare che valga il prezzo pagato.

È molto probabile che The Pi Hut, come tutti i negozi online britannici, stia perdendo parecchi clienti, ed è un vero peccato, perché rimane un sito affidabile (a perte i prezzi ballerini di cui ho detto) e ben fornito. Ma la colpa è solo della scarsa preveggenza dei cittadini britannici e della politica isolazionista del loro ex-governo, che è tornato ad isolare la Gran Bretagna dal continente europeo più e peggio della famosa nebbia sulla Manica.

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